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Lily Collins e Sam Claflin stregano il red carpet.

Lily Collins e Sam Claflin stregano il red carpet.

I due protagonisti di Scrivimi ancora, insieme al regista Christian Ditter, oggi a Roma per presentare il film e… far impazzire i fan!

L’Auditorium ed il red carpet della IX Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si riempiono di ragazze e ragazzi, in piedi dalle prime luci dell’alba: il merito è di Lily Collins e Sam Claflin, protagonisti di Love, Rosie, commedia romantica (ma non solo ndr.), diretta dal regista tedesco Christian Ditter (Lezioni d’amore). Insieme si sono raccontati e aperti alla conferenza stampa ufficiale del film, che ha già raggiunto il Sold Out per la Premiere di questa sera.
Christian Ditter, con una forte passione per la commedie alla Notting Hill ed abituato a girare per un pubblico di soli adolescenti, ci ha raccontato che aveva voglia di fare un film che fosse anche per gli adulti: “Ho letto questa storia ed ho pensato che tutti ci si potevano ritrovare”.
L’alchimia tra i due protagonisti arriva dritta al cuore; entrambi ci hanno confidato che il merito è stato del regista e di un incontro organizzato in un Hotel, ancor prima di leggere la sceneggiatura: “ci siamo sentiti vicini, – racconta Lily Collins – ci siamo raccontati cose che sapevamo solo noi. Siamo riusciti a superare i confini. Questa è una cosa molto rara. Sapevamo entrambi di avere una base, un passato nostro”.
Lo stesso Sam Clafin racconta: “abbiamo fatto colazione e abbiamo trascorso molto tempo insieme prima delle riprese del film. Il nostro senso dell’umorismo era molto simile. Ci siamo conosciuti. Il film lo abbiamo trascorso uno a fianco dell’altro. C’eravamo sempre. Si è creata quella situazione che noi definiamo N.A.R.: Not Actor Required”.
Love, Rosie è tratto da Scrivimi ancora (il film sarà appunto distribuito in Italia con questo titolo), best seller di Cecilia Ahern, che ha partecipato attivamente alla lavorazione del film. Lily Collins, che si è ritrovata molto nel personaggio di Rosie, ci ha spiegato: “Io non ho letto il libro prima delle riprese. A volte può essere una limitazione, quando hai un film di due ore tratto da un libro. Avere Cecilia sul set e ricevere la sua approvazione è stato più importante che far riferimento al libro. Mi sono identificata subito nel mio personaggio, c’erano tanti “rosismi” che mi appartenevano. Era come vivere quello che leggevo nella sceneggiatura”. Stessa identificazione anche per Sam Claflin: “Io non mi sentivo come Alex, ero Alex. Le sue caratteristiche sono le mie”.
Love, Rosie racconta una storia in cui le scelte fanno davvero la differenza, ma non cambiano un destino forse già scritto. “Tutto accade per un motivo – precisa la Collins – se la decisione la prendiamo per noi stessi, allora è giusta. Sono decisioni che vanno prese in un certo momento, anche se le cose non vanno come volevamo. Il modo in cui si affrontano le cose è importante. Si dice appunto che l’importante non è la destinazione, ma il viaggio”.
Della stessa opinione anche Claflin, che sembra in perfetta sintonia con la sua co-protagonsita: “per me il film tratta non delle scelte giuste o sbagliate. Ciò che conta è la tempistica. Io non ho nessun rimpianto. E’ questo il mio motto. Di errori ne ho fatti, ma bisogna andare oltre”.
Non spetta che al pubblico di Roma (la gran giuria) l’ultimo commento!

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Silvia Marinucci

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