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Belle, l’animazione di Mamoru Hosoda

Belle, l’animazione di Mamoru Hosoda

Alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione autonoma e parallela di Alice nella Città, arriva un’animazione futuristica e fantasmagorica.

 

Suzu, una diciassettenne triste e insicura, con dei validi motivi per esserlo, si rifugia in una second life in cui diventa bellissima e piena di fan.
Ma non è così banale la trama di Belle, ultimo anime di Mamoru Hosoda, il regista e animatore giapponese candidato al premio Oscar per Mirai nel 2019.
Hosoda tocca innumerevoli tematiche nelle due ore di una pellicola consigliatissima in vista della prossima uscita nelle sale cinematografiche, prevista per il 20 gennaio 2022 (distribuita da Anime Factory in collaborazione con I Wonder Pictures). E non soltanto per riscoprire il piacere del grande schermo dopo tanto tempo, ma perché le luci, i colori sfavillanti e le immagini avvolgono lo spettatore e tengono alta l’attenzione.

Belle, presentato nella sezione Alice nella città, all’interno della sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, è un viaggio in un mondo futuristico e fantasmagorico capace di convivere con la tradizione rappresentata dal classico castello celato agli occhi della moltitudine di avatar che popolano questo mondo alternativo.
Si chiama U e promette ai suoi utenti di poter fare tutto ciò che nella vita reale non si potrebbe fare, come in ogni realtà virtuale che si rispetti. Eppure c’è ancora molto, molto di più. Nel castello c’è una bestia violenta che rovina l’equilibrio dorato di U e che i difensori dell’ordine cercano di catturare.
E poi c’è la vita reale degli adolescenti che si vergognano, che si trattengono, che non si amano ma si innamorano. E che pensano costantemente che soltanto gli altri possano essere felici! Ma cos’è la felicità? Persino le signore attempate del coro confessano di non averlo ancora capito.
Citazioni disneyane dagli anni ‘90 dichiarate dallo stesso Hosoda, sin dal titolo che richiama La bella e la bestia e tanta musica caratterizzano questa storia che si trasforma in indagine e mistero per cercare di capire chi sia la persona che ha creato il personaggio della Bestia. E anche nel finale, non c’è nulla di scontato.
La solidarietà, l’affetto, il dolore, la mancanza. La fantasia e il realismo in un film che non delude, anzi entusiasma e invita grandi e piccoli ad amare le rose… nonostante le spine.


Sabrina Sciabica

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La redazione

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