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Bacalov: “La musica non deve mai gareggiare con le immagini”

Bacalov: “La musica non deve mai gareggiare con le immagini”

Dalla collaborazione con Fellini alle commistioni tra Vivaldi e i New Trolls, il Maestro racconta la sua carriera al pubblico del Bif&st e confessa che se dovesse ricominciare oggi: “Con questa crisi e queste poche produzioni non so se riuscirei ad avere tanta fortuna”

Maestro ci racconti qual’è il suo rapporto con il cinema partendo dalla collaborazione, non sempre facile, con il regista.
Ho imparato con il tempo ad avere un rapporto collaborartivi con il regista. Fondamentale è capire cosa vuole realizzare il regista con la musica. il difficile semmai sta nel fatto che generalmente i registi hanno un approccio poco tecnico alla musica, direi non lontano dall’uomo comune, cui piace o non piace una certa melodia. La lingua musicale invece è una forma di comunicazione ben precisa e allora il mio compito è mostrare varie strade al regista per realizzare il bene del film attraverso la musica. Il cinema in una certa sequenza deve avere una certa unità con la musica. Bach aveva un’idea e la seguiva fino alla fine. La musica non deve mai gareggiare con l’immagine. Il dialogo deve primeggiare, le parole si devono sentire, la musica serve ad esaltare il senso delle parole e delle immagini.

Chi è oggi Luis Bacalov?
E che ne so? io Mi interrogo ogni giorno, faccio i miei errori, faccio scelte giuste. quel filosofo greco diceva conosci te stesso. Confesso però che ho vissuto e sono contento così.

Qual’è stato il suo rapporto con Fellini?
Ero in Colombia per dirigere un’orchestra e ricevetti una telefonata da un assistente di Fellini che mi invitava a parlare con il Maestro. Non sapevo della morte del grande Nino Rota e comunque non potevo partire da un giorno all’altro dalla Colombia.
quando dopo 10 gg dopo andai in Italia mi portarono direttamente da Fiumicino a Cinecittà e dopo due ore di terzo grado mi disse che avrei fatto ‘La città delle donne’.
Per me quel lavoro è stato di grande insegnamento, con fellini non sono mai stato così vicino al lavoro del regista. Io credo che lui si sognava la notte quello che avrebbe fatto il giorno dopo. Poi era un seduttore incredibile, avrebbe sedotto anche le formiche.
Avevo una macchina a disposizione 24 ore su 24 perché se lui alle 3 di notte aveva un’idea voleva mettermi nella condizione di essere subito da lui per svilupparla. Un lusso che non mi è mai più capitato.

Ci sono state mai delle frizioni con il Maestro di Rimini? Perché è durata un solo film la vostra collaborazione?
Durante le riprese no, in effetti no, aveva un carattere dolce e una vocina da castrato. Certo ad un certo punto ho capito che mi sarei dovuto ‘rotizzare’ oppure sarei dovuto emigrare. Allora non è che che io copiassi Rota, ma ho studiato la sua musica e ho cercato di ricreare quella magia che c’era tra i due. A volte ho sentito la mano di Rota che mi guidava.
E’ finita perché a fine riprese un giorno ho avuto un’idea che ha fatto imbestialire Fellini. L’idea di fare un disco delle musiche del suo film. Fellini invece era abituato a gestire tutto ciò che riguardava i suoi film e non me lo ha mai perdonato. Mi ha chiuso le porte di Cinecittà.

Corbucci e Tarantino, stesso Django, come è andata?
Con Tarantino ho avuto lo stesso rapporto, nullo, che ho avuto con Kill Bill…
lui ha chiamato la mia agenzia perché voleva usare delle mie vecchie musiche, quelle che avevo usato nell’originale. Ho accettato, figuratevi, guadagnare senza dover lavorare ancora…
io ho fatto delle musiche per spaghetti western e per poliziotteschi che sono una vera sciagura. Ma nella mia vita ho avuto tanti figli per il mondo e dovevo farli mangiare tutti…

Secondo lei da cosa è determinato il successo di una colonna sonora?
Io ho scritto le musiche per un film, ‘La vittima designata’, che non ha avuto nessun successo, eppure quella colonna sonora è andata alla grande. Ho messo insieme Vivaldi e il Rock. Parlai con Sergio Bardotti che mi consigliò di affiancarmi ai New Trolls ed effettivamente fu una collaborazione fortunatissima.

Qual’è il suo rapporto con la musica pop di ieri e di oggi?
Una buona Canzone di Modugno, di Cole Porter o di Gershwin sono arte, minore ma pur sempre arte. meno male anzi che esiste della musica considerata ‘non seria’, perché spesso la musica seria è un mattone infernale. Nietzsche del resto ad un certo punto abiurò Wagner e sposò la Carmen di Bizet. Anche io amo la musica tedesca, ma spesso ne colgo anche la insopportabile volontà di potenza.


Se dovesse ricominciare oggi rifarebbe le stesse scelte che ha fatto?
Credo di si, considerando che quando ho cominciato a lavorare nel cinema italiano si facevano 300 film all’anno. Oggi se ne fanno 50, purtroppo questa crisi sembra senza fine, ovviamente lo spazio è poco e io sono contento di essermi trovato al posto giusto nel momento giusto. non so come sarebbe andata se avessi dovuto cominciare oggi…

di Rocco Giurato

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La redazione

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