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    Strappare lungo i bordi, Zerocalcare alla sua prima serie animata

    Il fumettista romano al debutto in una serie targata Netflix in cui ritroviamo tutto il suo immaginario. In streaming dal 17 novembre.

    “Tutta ‘sta fretta de fa’ succede le cose ce l’ha messa il capitalismo e, infatti, poi c’ha dato la cocaina pe’ sta’ ar passo” dice l’armadillo, con la voce di Valerio Mastandrea.
    È una frase di Strappare lungo i bordi, la prima serie di animazione di Zerocalcare, presentato come evento speciale alla sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma in attesa dell’approdo su Netflix, a partire dal 17 novembre 2021. Sei episodi di quindici minuti circa, prodotta da Movimenti Productions in collaborazione con BAO Publishing. “Un lavoro collettivo, di un anno e di centinaia di persone”, lo definisce Michele Rech, il vero nome del fumettista trentasettenne.
    Non è la prima volta che Zerocalcare si esprime con l’animazione e, dopo il grande successo dei cartoon sul lockdown, Rebibbia Quarantine, presentati a partire da marzo 2020 all’interno del programma TV Propaganda Live, non si è voluto interrompere un flusso creativo talmente originale e prezioso del quale gli spettatori appaiono insaziabili.
    Con Netflix poi si supereranno i confini ‘local’ della precedente esperienza, approdando agli oltre 190 paesi dove la piattaforma è disponibile. E già, ci spiega l’autore, perché anche se la romanità dei suoi personaggi è comprensibile principalmente in Italia, c’è poi “quella roba che io chiamo stare impicciati” che è di ogni nazione, seppur declinata a seconda delle esperienze, degli anni, dell’ambiente in cui si vive. C’è, infatti, in questi disegni, un minimo comune denominatore, quel senso di inadeguatezza, di fragilità, di insicurezza che prescinde dall’età, dalla collocazione geografica o sociale.
    Sono proprio questi temi universali il leitmotiv dei fumetti divenuti tanto famosi, anche al di fuori della cerchia dei lettori più giovani. Così come la capacità di descrivere la vita attraverso situazioni reali, concrete, o immagini come quella del titolo, secondo la quale non esistono linee tratteggiate da seguire che possano aiutarci nei percorsi quotidiani. Affermazioni che in bocca ad altri apparirebbero scontate, ma rilette con l’estro dell’artista hanno tutt’altro effetto.
    In questi brevi quanto intensi episodi, ogni frase pronunciata dal protagonista – che seguiamo sin dalle elementari – anche la più banale, assume una propria ragion d’essere. Portando il pubblico a immedesimarsi totalmente in quel sentirsi difettoso, nel timore di essere “un numero in una infinità di numeri” e, a seguire, nella più confortante accettazione di somigliare a “un filo d’erba in un prato”.
    Del progetto in questione, Rech è creatore, scrittore e regista. Di una storia in cui incontriamo Alice, Sarah e Secco e nella quale l’amicizia e la tribù metropolitana, come la definisce lui, sono fondamentali. A ciò si aggiunga che tutte le voci sono realizzate da lui, Zerocalcare, con l’unica eccezione del doppiaggio di Valerio Mastandrea dell’armadillo/coscienza. Immancabile, come un portafortuna, la colonna sonora di Giancane che incornicia il tutto, oltre agli “ascolti generazionali”, come li definisce Zerocalcare, di Manu Chao, Tiziano Ferro e Ron.
    Al di là di ogni analisi, dietro al milione di copie vendute, dodici libri e un film, ci sono anche tante risate. La leggerezza, l’ironia pungente e la riflessione rimangono una costante perché, ci spiega l’autore, “Io sono molto piagnone, ma attorno al vittimismo piagnone ho costruito un’impalcatura di ironia, autoironia e divertimento”.
    Attendiamo con ansia di vederle tutte, queste chicche di genialità, queste pillole di ottimismo farcite di empatia, realismo e quotidianità, a conferma di come a volte i progetti presentati tra gli eventi speciali di una rassegna sappiano magicamente diventarne gli ideali vincitori morali.

    Sabrina Sciabica

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    Venezia 77: Notturno, intervista a Gianfranco Rosi

    Tre anni in Medio Oriente fra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano. Tanto ci è voluto prima che Gianfranco Rosi riuscisse a portare a termine Notturno, documentario sulla quotidianità dietro la tragedia della guerra, presentato in concorso a Venezia 77. Il regista già Leone d’Oro con Sacro Gra, ce lo racconta così.

    Servizio a cura di Rocco Giurato

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    Festival del Cinema di Spello: Intervista a Milena Vukotic

    Milena Vukoti è protagonista de “La Fellinette”, favola animata diretta dalla nipote di Federico Fellini, a ottobre alla Festa del Cinema di Roma. L’attrice, omaggiata dal Festival di Spello con un Premio alla Carriera, è anche sul set di Natale su Marte di Neri Parenti e ci parla della difficoltà del set nell’era COVID-19.

    Servizio a cura di Rocco Giurato

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    Festival del Cinema di Spello: Intervista a Laura Luchetti

    Premio Ermanno Olmi alla giovane regista Laura Luchetti, che con il suo esordio, “Fiore gemello”, si è già distinta nel panorama del nuovo cinema italiano. Al Festival del Cinema di Spello, la regista ci racconta il viaggio del suo lavoro, che da Cannes al Sundance, da Toronto a Roma, non smette di mietere successi.

     

    Servizio a cura di Rocco Giurato

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    Olbia Film Network: Intervista al direttore Matteo Pianezzi

    Matteo Pianezzi ci racconta l’Olbia Film Network , il festival di cui è da anni direttore e che si è concluso lo scorso 23 giugno dopo dieci giorni di incontri e proiezioni che hanno portato nella cittadina sarda alcuni dei più importanti protagonisti del mondo dell’audiovisivo tra produttori, distributori, registi, attori, buyers e istituti di cultura.
    Servizio a cura di Rocco Giurato.

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    Olbia Film Network: Intervista a Andrea Carpenzano

    Lo abbiamo conosciuto con Tutto quello che vuoi al fianco di Giuliano Montaldo per la regia di Francesco Bruni. Da allora ci sono stati altri due film, La terra dell’abbastanza dei fratelli D’Innocenzo e Il campione di Leonardo D’Agostino, entrambi riuscitissimi e apprezzati dalla critica. Insieme hanno confermato il talento del giovanssimo Andrea Carpenzano , che all’Olbia Network qualche giorno fa ha ritirato insieme a Linda Caridi il Premio Bracco al miglior giovane attore dell’anno. Ecco cosa ci ha raccontato.

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    Olbia Film Network. Intervista a Linda Caridi

    Al festival che oggi chiuderà battenti con le premiazioni dei corti del Figari Film fest, Linda Caridi, ha ritirato il Premio Bracco al miglior giovane attore dell’anno insieme ad Andrea Carpenzano. L’attrice protagonista con Luca Marinelli di Ricordi? di Valerio Mieli, è già a lavoro su nuovi progetti: a teatro la vedremo presto con “Il Bambolo”, anche al cinema tornerà presto, ma per ora massimo riserbo sul titolo del film.

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    Intervista a Le Coliche, Premio Comunicazione all’Olbia Film Network

    Il duo comico romano dei fratelli Claudio e Fabrizio Colica insieme al regista Giacomo Spaconi, ritira all’Olbia Film Network il Premio Comunicazione. Diventati un fenomeno di successo sul web con le parodie delle mode del momento e decretando con il loro “The giornalai” la morte dell’indie, Le Coliche si preparano ora al salto verso altri orizzonti. Senza smettere di prendere di mira i tormentoni musicali dell’estate, come nel loro ultimo “A Ostia vacce te”, rivisitazione satirica di “Ostia Lido” di J-AX.

     

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