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Premio Roma Videoclip XI: Il cinema incontra la musica

Premio Roma Videoclip XI: Il cinema incontra la musica

Il Nuovo Cinema Aquila diventa “tempio” dell’universo videoclip, ospitando lo scorso 2 dicembre l’undicesima edizione della kermesse più importante su territorio nazionale ideata da Francesca Piggianelli. L’obbiettivo principale che Roma VideoClip da sempre si è prefissato è quello di far conoscere un mondo nuovo,  presentando ‘brevi visioni artistiche’ che omaggiano al meglio il mondo cinematografico, traendo ispirazione dalle colonne sonore più celebri del momento  e dal mondo della musica tout court, facendo in modo di farli coesistere in un legame prettamente artistico. L’originalità dell’iniziativa è quella di suddividere il festival in due parti : una dedicata a quel circuito indipendente dei videoclip da sempre affamato e colmo di tanta ‘spregiudicatezza artistica’ (che ha attirato maggiormente l’attenzione di chi scrive visti i rimandi con un certo cinema ‘maleducato’), l’altra parte invece destinata a un vero e proprio “red carpet” dei videoclip più indicativi diretti da personalità dello spettacolo capitolino e non solo.
Ecco tutti i videoclip presentati – soggetti tra l’altro a votazione da parte del pubblico spettatore :

 

La donna dei miei guai di La band del brasiliano regia di John Snellinberg
Il clone di Clone
regia di Dario Cioni
Un buon politico
di Emanuele Caputo Curandero, con Remo Remotti
Il ponte dei sospiri
di Misero spettacolo regia di Paolo Mancini
Harem
di Paolo Zanardi regia di Paolo Zanardi
La natura del sole
di Prus regia di Domiziano Cristopharo
Baba o’riley
di Spectre regia di Marcello Fraioli
Just you and I
di Macelleria mobile di mezzanotte regia di Paola Favari
This is not a brothel
regia di Antonio Zannone,  con Roberta Gemma
Shakespeare jazz’n’blues
di Metateatro regia di Francesco A. Ranno
Hourglass di Ghost-the music of fear
regia di Francesco Sofia
Lost in a moment
di Black deep white regia di Gianluca Renzi
Cuore armato
di Fabrizio Celea regia di Peppe Toia
Era il re
 di The bone machine regia di Federico Zanotti
La vita è una passarella
di Gino Aprile e Vittoria Rocco regia di Gaetano De Chiara
Disco Dance
di Controverso regia di Andrea Zuliani
D.A.R.K.N.E.S.S.
di Rancore & Dj Mike regia di Davide Pellegrino
MA RADIO
di Osvaldo Supino regia di Marco Gradara
3.13 pm Mean to me
di Soul Revolution regia di Claudio Sisto
Leaving me alone
di Mirko Oliva regia di Marco Gallo
Sex in the city
di Mirko Oliva regia di Emmanuel Palliotta

OMAGGIO a Bugo

Mi rompo i coglioni di Bugo regia di Andrea Caccia
Trailer “Ora Respiro” documentario su Bugo regia di Andrea Caccia

Spiccano nel panorama indipendente Just You And I di Macelelria Mobile di Mezzanotte – un immaginario lynchano in un contesto chiaro-scuro che rievoca quell’universo quasi metafisico visto in Begotten di  E. Elias Merhige –   e La donna dei miei guai de La band del brasiliano –  un pulp rusticano sulla figura autorevole della donna, che riecheggia il fresco stile cinematografico di Alex De La Iglesia (non a caso diretto dal Collettivo John Snellinberg che ci ha regalato quel compendio di rievocazioni dell’immaginario 70s italico che porta il nome de La banda del brasiliano).
Molto vicini al cinema di genere sono risultati poi anche il fumetto punkabilly Era il re di The Bone Machine This is not a brothel della band omonima, che non a caso è risultato tra i cinque ‘indie’ più votati dal pubblico grazie anche a una sfavillante Roberta Gemma in versione mistress pronta a tutto (l’immaginario sembra richiamare le notevoli performance ‘carnali’ dell’attrice in House of Flesh Mannequins e Bloody Sin di Domiziano Cristopharo, prolifico regista ‘fuori genere’ non a caso molto vicino al Nuovo Cinema Aquila, che ha presentato nella sezione indie il pittorico La natura del sole di Prus). A riconferma  che i videoclip realizzati anche con poco vedono a volte la partecipazione di presenze inattese del mondo del cinema più ‘ufficiale’, l’apparizione davvero azzeccata nel lavoro che ha vinto il Premio del Pubblico (Harem di Paolo Zanardi, che rifà il verso agli ‘spot’ notturni della telefonia a luci rosse) dell’ex-divo hard Francesco Malcom, da tempo ormai idolo del nostro cinema horror no-budget. Vero idolo della scena romana più autarchica è poi il geniale attore che da anni frequenta on stage i rock-club più off della capitale con le sue sbalorditive composizioni poetiche, accompagnate dai musicisti più disparati (persino punk e techno): parliamo naturalmente dell’89enne Remo Remotti che compare sia nel videoclip di Zanardi che nel satirico Un buon politico di Emiliano Curandero Caputo. Interessante poi notare come anche una cover – in questo caso la Baba o’Riley degli Who riproposta nella versione elettronico-psichedelica di Spectre, qui anche regista – può fungere da corposa fonte d’ispirazione per un lavoro lodevole dal punto di vista immaginifico, dove immagini apparentemente ‘rubate’ dai quartieri dell’EUR riescono a tratti a fondersi in una suggestione pop (il videoclip ha vinto, non a caso, lo speciale ‘Premio Cover’).
Il pubblico ha poi corposamente votato due band emergenti con 3.13 MEAN TO ME dei Soul Revolution e DISCO DANCE di Controverso, mentre il dilagantissimo fenomeno dell’hip-hop nostrano con D.A.R.K.N.E.S.S. di Rancore e dj Mike si è accaparrato il Premio Organizzazione Roma Videoclip, guadagnandosi quindi un’esibizione on stage Domenica 8 Dicembre sul palco del Circolo degli Artisti nell’ambito della premiazione ufficiale.

I videoclip presentati nel concorso “ IL CINEMA INCONTRA LA MUSICA”  sono stati :

SOTTO CASA di Max Gazzé regia di Lorenzo Vignolo con la partecipazione di Samuele Gazzè
L’ESSENZIALE
di Marco Mengoni, regia di Giuseppe La Spada
A BOCCA CHIUSA
di Daniele Silvestri, regia di Valerio Mastandrea, con la partecipazione di Renato Vicini
PRECIPITAZIONE
WE WILL SAVE THE SHOW di Violante Placido, regia di Massimiliano D’Epiro
LELLA
di Orchestraccia regia di Marco Bonini, con Vanessa Incontrada, Sabrina Impacciatore, Ambra Angiolini, Donatella Finocchiaro ed Elda Alvigini
SONG FOR THE OLD MAN
degli Spiritual Front regia di Carlo Roberti, con la partecipazione di Gianni Garko
QUEEN OF THE DANCE FLOOR
di Nayked, Alexandra Damiani, Axer, regia di Carlo Roberti con la partecipazione di Ornella Muti.
SABAT MATER
di Franco Simone, Michele Cortese e Gianluca Paganelli, regia di Federico Mudoni
AMORE CHE VIENI AMORE CHE VAI
di Antonio Diodato, regia di Gianni Costantino, con la supervisione di Daniele Luchetti, tratto dal film Anni Felici di Daniele Luchetti
LA VITA POSSIBILE
di Francesco Renga, regia di Alessandro Gassman, tratto dal film “Razza Bastarda” di Alessandro Gassman
FARE A MENO DI TE
di LA Elle regia di Edoardo Leo tratto dal film “Buongiorno papà” di Edoardo Leo
DOVE CADONO I FULMINI
di Erica Mou regia di Rocco Papaleo tratto dal film Una piccola impresa meridionale regia di Rocco Papaleo
ANIMA DI VENTO
di Nathalie regia di Andrea Falbo ed Andrea Gianfelice
RAZIONALITA’
dei Velvet regia di Saku per Premio Gemellaggio Pivi

ANTEPRIMA:
PIANO PIANO ON THE ROAD regia di Marco Carlucci con Alessandra Celletti

PER LA COLONNA SONORA:
FLOWERS BOSSOM di Thony regia di Filippo Grespam tratto dal film Tutti i santi giorni di Paolo Virzì

DAVIDE CAVUTI E MARCO BISCARINI dal film Itaker – Vietato agli italiani di Tony Trupia

PER IL SOCIALE:

IL SILENZIO di Niccolò Fabi e Mokadelic tratto dal film Pulce non c’è di Giuseppe Bonito
TI SORRIDERÒ
e DENTRO OGNI BRIVIDO di Marco Carta tratti dal cortometraggio Insieme di Anna Maria Liguori.

Difficile stabilire quale sia stato il miglior videoclip a livello artistico, seppur non siano mancati i lavori inattesi in quanto a creatività e trovate registiche. E’ giusto però sottolineare – disamina prettamente soggettiva –  l’originalità creativa pervenuta in Razionalità,  presentando un contesto surreale e catastrofistico intinto di un malessere quasi grigio antracite, centrando notevolmente il connubio fra cinema e musica. Altro videoclip che massimizza questo legame è il western Song for the old man dei cupi Spiritual Front, incentrando il tutto sulla figura quasi onnisciente di Gianni Garko, mostrando in pochi minuti la capacità poliedrica dell’attore nelle diverse sfumature della sua interpretazione.
Impossibile poi non segnalare il matrixiano Queen of the dance floor di Nayked, Alexandra Damiani, Axer, anch’esso diretto dal gettonatissimo Carlo Roberti – non a caso autore anche di “Song for the Old Man” – e che vede la suggestiva partecipazione di Ornella Muti (non a caso la ‘danzereccia’ Nayked non è altro che Naike Rivelli, figlia della ben nota diva italiana).

Alessio Giuffrida

 

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