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Noi, Zagor: Lo spirito dietro la scure

Noi, Zagor: Lo spirito dietro la scure

Il documentario di Riccardo Jacopino, nelle sale il 22 e 23 ottobre, ci racconta la genesi, i personaggi, gli autori e i fan del personaggio creato da Sergio Bonelli e Gallieno Ferri.

3stelle
Un personaggio, la sua spalla, i suoi nemici, lo sfondo delle sue avventure,  i suoi autori e soprattutto i suoi fan. Un viaggio, un percorso, sulle orme del re di Darkwood, una leggenda fumettistica che conta all’anagrafe 52 anni di storie, di successi editoriali, di amore dei fan, in Italia e non solo. “Noi, Zagor”, il documentario realizzato da Riccardo Jacopino, racconta tutto questo prendendo in prestito un coro di voci che hanno legato la loro vita al personaggio. A cominciare da quella di uno dei padri dello spirito con la scure, il disegnatore Gallieno Ferri, continuando con il curatore della serie Moreno Burattini, passando per sceneggiatori, disegnatori, letteristi e appassionati, dal filosofo al farmacista, dal cantautore al semplice collezionista. Ne viene fuori un puzzle la cui immagine ricomposta è più complessa della somma delle sue parti, su cui tra l’altro si disegna l’ombra dell’altro grande genitore del personaggio, quel Sergio Bonelli che purtroppo è scomparso poco prima della realizzazione del film.

Il documentario punta all’inizio sul parallelo tra Zagor e il suo predecessore Tex, e sul conflitto generazionale che esso nasconde. Da un lato Giovanni Luigi Bonelli, il padre, con il suo eroe western tutto d’un pezzo. Spietato coi cattivi, sempre pronto a menar le mani e a svuotare i tamburi della sei colpi. Dall’altro Sergio Bonelli, il figlio, che crea un personaggio tanto diverso da quelli di suo padre che quasi a prender le distanze sceglie di cambiare nome, di firmare col suo pseudonimo, Guido Nolitta.
Il film ci racconta di Zagor e del suo passato tormentato, di quella scure che sembra non voler fare del male a nessuno, dei suoi nemici strampalati (dagli alieni ai samurai, dagli indiani ai vichinghi, dai mostri della tradizione horror agli scienziati pazzi), della pietà con cui a volte li tratta, degli elementi comici e fantastici che avrebbero fatto storcere il naso a Bonelli padre e ai fan di Tex.

La seconda parte è invece uno sguardo alla macchina del fumetto, alla lavorazione. Un mondo di imprevisti dell’ultim’ora, di tempi tecnici da rispettare, di disegnatori lenti o disegnatori veloci. Un mondo fatto anche di incontri con i lettori. Un gruppo di fedeli appassionati che può contare su una grande varietà di persone, dallo studente 17enne, fino al presidente croato Ivo Josipovic, passando per gli scontrini di un farmacista con sopra impresso Cico, per i film pirata realizzati in Turchia, e per il concept album del cantautore Graziano Romani, intitolato ‘King of Darkwood’.
A conti fatti “Noi, Zagor” è allo stesso tempo un atto d’amore e una tesina universitaria che non potrà che incuriosire ulteriormente i curiosi e appassionare ulteriormente gli appassionati.

Marcello Lembo

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