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Cattivi Vicini 2: Il nemico è dietro l’angolo

Cattivi Vicini 2: Il nemico è dietro l’angolo

I coniugi Seth Rogen e Rose Byrne tornano in Cattivi Vicini 2. E stavolta dovranno vedersela con Chloë Grace Moretz. In sala dal 30 giugno.

2stelle

Musica a tutto volume, feste fino a tarda notte e l’incubo è servito. L’incubo in questione è quello di Cattivi Vicini 2, commedia cinico-demenziale che segue a due anni di distanza il precedente Cattivi Vicini. Stesso regista, Nicholas Stoller, stesso cast, a cominciare dai mattatori del primo film, la coppia di neogenitori Seth Rogen e Rose Byrne e l’ex teen star Zac Efron. Unica aggiunta degna di nota è quella di Chloë Grace Moretz, attrice adolescente di riferimento per Hollywood, che qui prende il suo personaggio abituale e lo avvolge in una patina di ribellione condito da un pizzico di diabolicità.

La storia è sempre quella di Mac e Kelly Radner (Rogen e Byrne), una seconda figlia presto in arrivo, che stavolta si trovano alle prese con la banda di universitarie scatenate guidate da Shelby (Moretz), che potrebbe far fallire la vendita della loro casa. Nella nuova guerra tra vicini c’è anche Teddy Sanders (Efron), prima nemico ora alleato della coppia che lo aveva affrontato nel primo film.

Il lungometraggio scritto dal regista, da Seth Rogen, dal suo collaboratore Evan Goldberg, e dagli sceneggiatori del primo film Brendan O’Brien e Andrew Jay Cohen, non si sforza troppo di cambiare la formula del primo episodio del franchise. E quando lo fa forse sarebbe meglio che non lo facesse. Perché Cattivi Vicini 2, oltre che buttarla sull’eterno conflitto con chi ci vive accanto e sullo scontro generazionale in genere, aggiunge alle sue fondamenta una colata pseudofemminista e buonista che finisce per andare in contraddizione con le parti migliori del film.

Il riferimento è a Seth Rogen, che con le sue battute politicamente scorrette riesce a strappare qualche risata a intervalli regolari, complice anche la Byrne con cui l’attore riesce a mettere in scena una discreta chimica da palcoscenico, fatta di numerosi botta e risposta che si contraddistinguono per la puntualità dei tempi comici. Il resto del film è poca cosa. Un prologo per cercare di spiegare le ragioni delle due fazioni in guerra, qualche passaggio di grana grossa per imbarcare anche i fan dei vari American Pie e Scary Movie (dalla bambina che per giocare preferisce i sextoy alle bambole fino all’offensiva delle universitarie che bombardano la casa dei Radner con proiettili che forse è meglio non svelare) e un finale che più a tarallucci e vino non si può.

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Marcello Lembo

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