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  • Anna quella che (non) sei: Su Fox Life un viaggio al femminile tra le seconde chance

    Una seconda possibilità per ripensare la propria vita, cambiare strada e inseguire un sogno. Parte proprio da qui, da una inaspettata seconda opportunità, Anna. Quella che (non) sei, serie al femminile tratta da un soggetto della giornalista e scrittrice Claudia Catalli (che nel 2007 firma il suo primo romanzo Metamorfosi) e diretta da Mauro Mancini .
    In onda su FoxLife dal 27 novembre, ogni lunedì alle 21:05 per quattro episodi, la miniserie sarà interpretata da Giulia Bevilacqua. Anna è una 35enne fortemente indipendente che ha da poco cambiato lavoro e ha iniziato una nuova relazione sentimentale. La sua vita sembra aver preso la direzione che ha sempre desiderato. Ma non tutto è come sembra. La seguiremo in un viaggio che la porterà a interrogarsi sui suoi veri desideri. In questo percorso incontrerà tre donne profondamente diverse tra loro che la spingeranno a riflettere sulla sua vita: una donna in carriera, determinata, sofisticata e affascinante, con una vita ricca di impegni e una relazione tormentata; una studentessa riservata e insicura, innamorata dei propri sogni e con un rapporto difficile con il padre; infine una bambina, intelligente e sensibile, che guarda al futuro con quello sguardo candido tipico dei più piccoli.
    Gli episodi saranno disponibili su mercedes.foxlife.it dal giorno dopo la messa in onda, insieme a interviste e contenuti speciali.

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  • Visioni Fuori Raccordo 2017: Preapertura con Normal

    In occasione della preapertura del festival Visioni Fuori Raccordo domenica 12 Novembre presso il Live Alcazar di Roma, sarà presentata in anteprima assoluta l’opera visuale Normal. Track_01 della regista Adele Tulli e prodotta da Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico  in co-produzione con Minollo Film e con il sostegno di SIAE – bando “SILLUMINA – copia privata per i giovani, per la cultura”. sarà proiettata in tre orari (17:00, 18:00, 19:00) con ingresso è gratuito.

    L’opera è una riflessione sugli stereotipi di genere e un’esplorazione della quotidiana messa in scena degli universi maschili e femminili nella società italiana di oggi. Quali sono le convenzioni culturali che ancora condizionano fortemente le nostre identità? Quali le pressioni sociali che influenzano ogni aspetto della nostra vita, dai giochi dell’infanzia alle scelte professionali, regolando i nostri gesti, desideri, comportamenti e aspirazioni?
    NORMAL. Track_01 risponde a queste domande componendo un affresco intenso dell’Italia di oggi, con un’opera di sequenze filmate dal forte impatto visivo. L’accostamento delle immagini ci racconta il quotidiano da un punto di osservazione dai tratti surreali, come in uno specchio allucinato e distorto della realtà che ci circonda, che di proposito gioca a confondere i confini tra ‘normalità’ e ‘anomalia’. Attraverso un mosaico caleidoscopico di scene di vita quotidiana, racconta la “normalità” rendendocela aliena.

    Per l’occasione l’autrice sarà presente per raccontare al pubblico la genesi del lavoro.

     

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    Alice nella città 2017: Tutti i vincitori

    Alice nella Città decreta il suo vincitorie. A trionfare è The Best of all worlds di Adrian Goiginger , “un’ opera ruvida, una matura dichiarazione d’amore di un figlio nei confronti della madre. Un racconto potente che, con fantasia e speranza, non racconta ai bambini che i mostri esistono, ma che possono essere sconfitti”, come spiegao le motivazioni della giuria.

    Premio Camera D’oro Alice/Taodue invece a Blue my mind di Lisa Bruhlmann, “un racconto di formazione che si trasforma in fantasy, una storia di mutazione e di trasformazione. Un esordio che stupisce ed ha anche in se un messaggio liberatorio”.

    Mentre Metti una notte di Cosimo Messeri si aggiudica il Premio della Roma Lazio Film Commission per la sezione Panorama Italia, “per aver saputo rappresentare una Roma diversa, ricca di personaggi fiabeschi ma reali al contempo, in un’atmosfera tra l’onirico ed il reale, grandi attori si muovono sotto una direzione leggera ma calibrata”.

    La mia vita da zucchina di Claude Barras è stato il film più amato dai ragazzi della scuola Amaldi che hanno deciso di assegnarli il premio come Miglior Film nell’ambito dei film selezionati tra quelli vincitori del Premio Lux.

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    On the Road Film Festival 2017 ai nastri di partenza

    Cinque edizioni di un festival d’autore e i vent’anni di uno storico cineclub romano. Torna per il quinto anno consecutivo dal 5 al 26 novembre prossimi al Cinema Detour di Roma, l’On the Road Film Festival: in cartellone 11 lungometraggi e 12 corti in concorso, eventi speciali e fuori concorso e anteprime nazionali. Un programma ricco, interamente dedicata al tema del viaggio e suoi corollari.

    Si inizia il 5 novembre con una serata evento in cui, in occasione dei 100 anni della rivoluzione russa e dei primi vent’anni del Detour, sarà proiettato e musicato dal vivo Ottobre di Sergej Ėjzenštejn (1928). La sonorizzazione del film muto Alice in Wonderland di W. W. Young del 1915 chiuderà il festival il 26 novembre, prima della premiazione finale.
    Tre notevoli fuori concorso arricchiscono il programma: Poesia Sin Fin di Alejandro Jodorowsky (2016) e Miles Ahead di e con Don Cheadle, sulla vita del grande genio del jazz Miles Davis, in anteprima romana. Per gli sportivi l’affascinante The Dolphin man, girato in Grecia, sulla vita del grande apneista francese Jacques Mayol, soprannominato proprio Dolphin man. Un viaggio sui viaggi dell’uomo che ha rivoluzionato il mondo dell’apnea e dell’immersione profonda.

    Il programma del concorso, che animerà i weekend di novembre, vede anteprime e scoperte eclatanti. Due giurie decreteranno i vincitori. La Giuria per i Lungometraggi è composta dal Presidente Vittorio Moroni, regista, autore, sceneggiatore, Lea Tafuri, sceggiatrice e Luca Mandrile, regista, montatore. La Giuria per i Cortometraggi vede come membri il Presidente Gianclaudio Cappai, regista, autore, Giovanna Addivinola, montatrice, organizzatrice di festival, Paolo Cavalcanti, produttore discografico, organizzatore di festival e mostre d’arte visiva.

    Tra i lunghi Punk à chien del francese Remi Mazet in cui un giovane outsider disilluso e solitario percorre le strade della Francia in compagnia di un cane, vivendo di espedienti, fin quando non si accorge che c’è qualcosa che non va nel suo cane. Il documentario Flat Tyre – An American Music Dream di Ugo di Faenza segue l’incredibile viaggio musicale attraverso gli USA del gruppo di giovani musicisti napoletani “La terza classe”, alla ricerca delle radici profonde della musica popolare americana.

    Sagre Balere di Alessandro Stevanon racconta la storia di Omar, cresciuto nella periferia di Milano e destinato a fare il carrozziere, ispirato dalle voci degli anni d’oro del liscio ascoltate nella più grande discoteca d’Italia, lo Studio Zeta di Angelo Zibetti, e il suo lungo tour in tutte le regioni del Nord Italia nel suo ventesimo anno di carriera.

    Istanbul Echoes di Giulia Frati analizza il rapido processo di gentrificazione di Istanbul. In soli cinque anni i quartieri di classe operaia sono stati demoliti, i loro residenti si sono spostati. Una situazione preoccupante che attira l’attenzione di alcuni giovani militanti, e in particolare un gruppo di attiviste hip-hop. Ritmando abilmente il suo film con suoni ambientali urbani, Giulia Frati ha seguito questa trasformazione del tessuto sociale della metropoli nell’arco di un decennio.

    A Paradise Too Far del canadese Denis Langlois segue le tracce dei fratelli Samuel e Émilie, entrambi affetti da una forma leggera di autismo, che partono con una motoslitta per andare alla ricerca di quel paradiso dove tutti dicono che la madre, morta, sia andata. Quello di Samuel e Émilie è un viaggio al tempo stesso geografico e spirituale, che metterà a dura prova le loro capacità e sonderà i limiti della loro complessa relazione.

    Anissa 2002 del francese Fabienne Facco racconta la storia e la fuga di Anissa, sposa adolescente marocchina.

    Transitory Lives di Thomas Kunstler e Dimitris Lambridis: il viaggio in parallelo di tre rifugiati siriani dalle rive di Lesvos al cuore dell’Europa continentale, e il loro faticoso tentativo di integrazione nel nuovo mondo, tra speranza e disillusione.

    Mingong di Davide Crudetti affronta un tema alquanto attuale: la migrazione in massa di milioni di lavoratori cinesi che dall’entroterra si riversano nelle megalopoli costiere per cercare lavoro. ‘Mingong’ significa proprio contadino-operaio. Un viaggio nel tempo nella vecchia Cina che oggi sta scomparendo, un viaggio volto a intercettare I milioni di cinesi che si spostano dai paesi verso la megalopoli del mare.

    Tra i corti, The Edge della russa Alexandra Averyanova in cui una donna anziana vive in una piccola stazione, persa nella profondità della campagna. Ogni giorno, per molti anni, percorre i binari. L’unico evento nella vita della donna è un treno che passa per la sua stazione senza fermarsi.

    The Troubled Troubadour di Sébastien Simon e Forest Ian Etsler è un road movie surreale con elementi di commedia, western e allegoria, sulla storia senza tempo di un uomo che affronta la propria morte.

    Distancia di Cristian Perez Scigliano narra di Raul, che arriva a Londra in cerca di un futuro migliore. Da solo in una delle più grandi città del mondo, si renderà  conto di quanto sia difficile vivere da immigrato.

    Shadows of Endurance di Diego Scarponi è un viaggio attraverso due secoli di storia americana, confrontando le vite della gente che vive attualmente nella contea di Harlan, un’area spogliata della sua identità: con il patrimonio di storie orali raccolte dall’autore italiano Alessandro Portelli in oltre 30 anni di ricerca sul campo. zona mancanza di lavoro, relazioni, futuro e speranza.

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    TFF35: Annunciati i film di apertura e chiusura

    Una prima mondiale per aprire (il prossimo 24 novembre) la 35esima edizione del Torino Film Festival: toccherà infatti a Ricomincio da me (Finding Your Feetdi Richard Loncraine inaugurare la storica manifestazione che si concluderà il 2 dicembre con The Florida Project di Sean Baker.
    Ricomincio da me (Finding Your Feet) (che arriverà nelle sale cinematografiche dal 4 gennaio 2018) è una commedia brillante e agrodolce sul “non è mai troppo tardi”, diretta dal regista di Riccardo III e di Wimbledon e scritta e prodotta da Nick Moorcroft e Meg Leonard. Il titolo originale, Finding Your Feet, significa “ritrovare se stessi” ed è quanto dovrà fare Sandra (Imelda Staunton), una signora borghese che se ne va di casa dopo aver scoperto che il marito (con il quale è sposata da 40 anni) ha una relazione con la sua migliore amica. Sandra si rifugia da sua sorella Bif (Celia Imrie), una sessantenne alternativa, che vive da sola in un quartiere popolare. Grazie a lei Sandra scoprirà una curiosa scuola di ballo e soprattutto conoscerà Charlie (Timothy Spall), un eccentrico restauratore di mobili che vive su una barca. Catapultata in un ambiente per lei insolito, Sandra inizierà una nuova vita.
    Loncraine si è innamorato, come gli attori, della sceneggiatura: “E quando hai un ottimo copione e un cast di tale livello – afferma – il film si fa da solo”Ad accompagnare il film al 35° Torino Film Festival ci saranno il regista Richard Loncraine, l’attore Timothy Spall e l’attrice Celia Imrie.
    The Florida Project (in sala per i prii mesi del 2018), accolto con grande entusiasmo alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, è diretto da Sean Baker (Prince of Broadway,Starlet e Tangerine, tutti presentati al Torino Film Festival), che lo ha scritto assieme a Chris Bergoch
    Ambientato in Florida, in una zona degradata tanto vicina a Disneyworld quanto lontana dal suo gioioso e spensierato benessere il film racconta senza pietismi e con una gran dose di allegria la storia di Moonee (Brooklynn Kimberly Prince), una bambina di sei anni sveglia e precoce, della sua piccola banda di amici e di sua madre Halley (Bria Vinaite), appena 22enne. Vivono tutti nel Magic Castle Motel che, nonostante il nome disneyano, è popolato da persone sotto la soglia della povertà. Bobby (Willem Dafoe), il manager del motel, è l’unico adulto che si occupa di Moonee e degli altri con affetto, cercando di tenere le cose a posto.  
    Al 35° Torino Film Festival sarà presente il regista Sean Baker.
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  • A Modena via a workshop Open Up per attori

    Dal 28 al 29 ottobre prossimi (dalle 10 alle 19) il Teatro Attozero di Modena diventa palcoscenico di formazione: è qui infatti che l’attore Daniele Monterosi (www.danielemonterosi.com) terrà un workshop per attori.
    Sono 16 i partecipanti selezionati per prendere parte all’ Open Up Daniele Monterosi Training per crescere artisticamente e avere dei validi strumenti per affrontare le numerose sfide della professione dell’attore oggi.
    Credo che chi fa l’attore si porti addosso questa responsabilità: insegnare. – ha commentato Daniele –  Un attore dovrebbe portare un messaggio attraverso la propria vita ed insegnare attraverso la propria arte. Un attore insegna. Insegna cosa sono le emozioni, le relazioni che un uomo può avere con gli altri, insegna la fatica del vivere e la lotta per raggiungere i propri sogni: insegna in breve cosa significa essere un essere umano”.
    Dopo esserci confrontato con numerosi trainer e terapeuti a livello internazionale, Monterosi ha ideato una forma di training per attori di nuova generazione, seguendo un metodo innovativo che permette ad un attore di raggiungere un ottimo livello di preparazione, esplorando nuove tecniche di recitazione e assumere maggiore sicurezza. Le tecniche che saranno approfondite durante questo workshop si ispirano ad artisti come Stanislavskji, Strasberg, Mesner, Mejerchol’d , Michael Chekhov, Orazio Costa, Jacques Lecoq, Clive Barker, Michael Shurtleff e Stella Adler.

     

     

     

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