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A girl walks home alone at night: Vampiri col burqa

A girl walks home alone at night: Vampiri col burqa

Horror, dramma e spaghetti western si fondono in A girl walks home alone at night, bizzarra storia di vampiri diretta dall’irano-americana Ana Lily Amripour. In sala dal 30 giugno.

3stelle

Suggestioni iraniane, spirito occidentale. Stavolta i due mondi si incontrano senza scontrarsi. Succede in A girl walks home alone at night, pellicola apolide per eccellenza, prodotta con soldi americani (quelli della Spectre Vision di Elijah Wood), parlata in lingua farsi, diretta dall’irano-americana Ana Lily Amripour, girata oltreoceano e ambientata in una sorta di zona grigia dell’Iran. Il film arriva nelle sale italiane a due anni dalla sua realizzazione e dopo un passaggio al Sundance Film Festival, la kermesse di riferimento del cinema indipendente americano e non solo. Merito di Academy Two, distributore nostrano che per l’estate ha deciso di andare in controtendenza e di puntare sul medio oriente grazie alla rassegna Nuovo Cinema Teheran.

La storia è quella di Arash, sorta di James Dean iraniano con una lucidissima auto d’epoca e un padre tossicodipendente e indebitato con dei malavitosi. Ma è anche la storia d’amore tra Arash e una misteriosa ragazza che si aggira tra le strade di Bad City, una città fantasma popolata da reietti, una ragazza che di notte svela la sua doppia natura di vampiro.

È un bizzarro miscuglio di generi quello che anima A girl walks home alone at night. C’è l’horror, un horror d’atmosfera più che di sangue, dove emergono le suggestioni stilizzate alla Dario Argento più che gli schizzi gore della produzione americana. E poi c’è uno sprazzo della tradizione drammatica del cinema iraniano, i suoi silenzi, i suoi lunghi primi piani. Ma in tutto questo emergono anche un pizzico di pulp e una spolverata di Spaghetti Western, suggerita da uno sfondo che non avrebbe sfigurato in certi film di Sergio Leone e sottolineata da una colonna sonora che in certi passaggi richiama anche le note immortali di Ennio Morricone.

Quello di Ana Lily Amripour è un film che saprà pizzicare le corde di un pubblico cinefilo, grazie alle atmosfere potenti, alle sfumature d’acciaio della fotografia di Lyle Vincent e a una selezione di pezzi musicali eclettici, che variano dai movimenti post punk dei White Lies, fino all’elettronica, passando per i pezzi delle band iraniane più influenti della scena pop e rock. Un’esperienza sensoriale intensa pronta a compensare certe assenze narrative. In definitiva A girl walks home alone at night è un’opera spiazzante, un cocktail di ingredienti che finora nessuno aveva provato a miscelare, vuoi per le distanze geografiche, vuoi per quelle politiche che sembrano ancora più incolmabili.

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Marcello Lembo

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