Gomorra – La serie: ‘Romanzi criminali’
Arriva dal 6 maggio su Sky Atlantic in prima serata, la serie ispirata all'ormai noto caso letterario di Roberto Saviano.
Read more »Arriva dal 6 maggio su Sky Atlantic in prima serata, la serie ispirata all'ormai noto caso letterario di Roberto Saviano.
Read more »Tornerà a settembre il secondo capitolo delle Tre Rose di Eva, fortunata fiction targata Raffaele Mertes e Vincenzo Verdecchi. Quattordici puntate che terranno con il fiato sospeso, visto che l’amore di Alessandro (Roberto Farnesi) e Aurora (Anna Safroncik) verrà messo ancora a dura prova. Nel cast anche Giorgia Wurth, Karin Proia e Luca Capuano. Molte le novità a partire da come è stato girato, ossia con due troupe, un modo produttivo per risparmiare tempo e soldi. In più ci sono otto new entry nel vastissimo cast come Euridice Axen, Mario Cordova e Simon Grechi e un tocco thriller e gotico nella trama.
“La fiction si caratterizza per scrittura precisa e molto accurata, cercare di trovare una qualità alta e trovare una squadra di tecnici, registi e attori molto motivati. – ha annunciato il Direttore Fiction Mediaset Antonino Antonucci durante la presentazione della serie a Roma – Siamo tutti contenti del risultato visto il momento, è ovvio che se vogliamo dare continuità a questo nuovo metodo produttivo deve essere seguito”.
“Il compito per noi è sempre più difficile, ma siamo spinti dall’amore per il nostro lavoro e cercare di fare del nostro meglio per rilanciare le fiction. – ha continuato poi uno dei registi Raffaele Mertes – Quando si deve realizzare in poco tempo ci si deve organizzare al meglio. Visto il nuovo metodo produttivo abbiamo introdotto una nuova tecnologia, i droni, delle macchine aeree , meno dispendiosi del classico dolly”.
Infine la parola è stata lasciata ai protagonisti, in primis Anna Safroncik che ha commentato: “La differenza per noi attori era che arrivavamo la mattina, ti vedevi truccato e vestito entravi nel personaggio e non ne uscivi, questo supportava l’emotività da dare al ruolo. Per me è stata molto dura, lo dico con orgoglio, perché siamo arrivati al un livello migliore dell’anno scorso, avendo avuto così tante scene e tanto impegno, alla fine abbiamo detto ok ci buttiamo e vediamo che succede! Quello che ti dà questo modello produttivo è la realtà. Noi attori non abbiamo più la possibilità di creare un personaggio sopra le righe, ma siamo reali e più vicini al pubblico”.
Elisa Solofrano
Read more »Raoul Bova presenta Come un delfino – La serie, fiction in quattro puntate in onda dal 15 maggio su Canale 5 che lo vede impegnato nella triplice veste di attore, produttore e regista a presentare una storia che apre alla speranza.
E’ con grande orgoglio e non poca emozione che Raul Bova, la moglie Chiara Giordano, Stefano Reali, il neo Direttore della Fiction Mediaset Antonino Antonucci Ferrara, il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli e il nutrito cast hanno presentato al Foro Italico Come un Delfino – La serie, in onda dal 15 maggio su Canale 5. Definito da Antonucci “uno dei prodotti più belli realizzati dalla rete negli ultimi anni”, ‘Come un Delfino – La serie’ è il ‘sequel’ dell’omonima miniserie in due parti con la regia di Reali andata in onda nel 2011 ed accolta con grande favore dal pubblico.
Prodotto dalla Sanmarco dello stesso Bova e di Chiara Giordano, è un omaggio al mondo del nuoto e agli atleti che sanno affrontare le proprie debolezze, l’ansia da prestazione e il terrore di finire nel dimenticatoio quando non si è più dei vincenti, ma è anche un film sul coraggio di compiere scelte diverse e sulla consapevolezza che la vita ti riserva sempre una seconda possibilità. Insomma, una storia positiva, che apre alla speranza.
“La linea della Sanmarco è di creare dei modelli di riferimento positivi – spiega Reali, autore con Bova del concept originale e regista della seconda unità -, di portare sullo schermo storie in cui c’è la possibilità di redimersi, c’è il lieto fine, in cui i sogni, una volta tanto, diventano realtà”.
E per farlo Bova ha scommesso sul nuoto, facendo appassionare a questo sport prima Reali, poi la Rete, uno sport che “sia dentro che fuori dall’acqua è tutt’altro che noioso” e le cui dinamiche ben si adattano a raccontare una vicenda di riscatto diversa. “Con Chiara abbiamo sempre creduto in questa storia – dice Bova –, una storia che ridona speranza nel futuro, ed abbiamo lottato per realizzarla, proponendo volti nuovi, freschi e puntando sulla qualità”.
L’attore si è immerso così tanto nel progetto che “preso per mano dal direttore della fotografia Tani Canevari” e supportato dai registi della seconda unità, Franco Bertini e Stefano Reali, si è cimentato anche nella regia. “Mi sono sentito di poter fare la regia di ‘Come un Delfino’, perché conoscevo l’ambito in cui i personaggi si muovono. Ho nuotato per tanti anni, ho gioito e ho sofferto col nuoto, per cui sapevo esattamente le emozioni che volevo far uscire dalle gare, dai rapporti col padre, con la squadra… Essere regista in questo caso specifico significava poter esprimere qualcosa che realmente ho dentro. Ho insistito moltissimo per rendere visive le sensazioni che si hanno quando si nuota, per questo ho scelto spesso il punto di vista dall’acqua verso l’alto. E’ stata un’impresa gravosa, dormivo tre ore per notte, ma anche una bella crescita artistica”.
Crescita confermata dall’amico Reali, che ha sottolineato: “Ad un regista serve sì l’esperienza, ma anche la pancia e Raul ne ha da vendere. In questo lavoro ha tirato fuori immagini ed emozioni potenti”.
Raul, cosa ha provato nel reimmergersi nel mondo del nuoto agonistico?
Un’emozione bella e brutta al tempo stesso. Mi sono trovato a dover ripercorrere i momenti di difficoltà che ho vissuto come atleta. Ho fatto una sorta di autoanalisi attraverso la quale ho compreso che mi ero impedito di vivere lo sport nella maniera più bella. A volte, posso dire di essere stato il carceriere di me stesso.
Il nuoto è considerato uno sport individuale, ma questa serie manda un messaggio diverso…
Il nuoto è uno sport singolo, perché nel praticarlo sei solo con te stesso e punti a superare te stesso, ma c’è anche un gruppo che nuota insieme a te, che vive insieme a te, con cui fai le trasferte, con cui esci finito l’allenamento… Il nuoto va oltre quello che si vede nella gara, è infatti uno sport di grande supporto di squadra. I nostri ragazzi, che singolarmente non sono poi così bravi ad ottenere risultati, facendo una staffetta insieme riescono a vincere, esperienza questa che è successa a me, quando gareggiavo.
Ci sarà anche una terza serie?
Sì, ci stiamo già lavorando. Si parlerà molto del passato di Alessandro Dominici, il mio personaggio, di quella che è stata la sua storia sportiva e personale. Se fino ad oggi lo abbiamo visto mettersi al servizio del prossimo, nella nuova serie capirà che, per poter aiutare meglio gli altri, prima deve andare alla ricerca di se stesso.
Tornerà a firmarne la regia?
No, preferisco restituire lo scettro a Stefano Reali che ha diretto la prima serie. E’ stato per me molto faticoso fare l’attore e il regista e a far troppo si rischia di strafare. Ma non è detto che non torni dietro la macchina la presa, se troverò la storia giusta, magari anche per il cinema. Per ora penso a far bene l’attore.
Maria Stella Taccone
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