Animali notturni: L’appassionato noir di Tom Ford
In sala dal 17 novembre l’opera seconda del regista di A single man, presentata allo scorsa Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Un’istantanea che diventa sublimazione della pagina scritta.
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Una scena? Vale più di mille parole. Perché per Tom Ford il cinema è principalmente un mezzo visivo e dopo averlo ampiamente dimostrato al suo debutto da regista con A single man, sette anni dopo lo ribadisce grazie a Animali notturni. Un’opera monumentale, visivamente e stilisticamente austera, densa e stratificata a livello contenutistico, una mistura di generi che spazia dal thriller al melò romantico e che alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato presentato in concorso, ha già segnato il primo passo di un viaggio che lo porterà con ogni probabilità verso i prossimi Oscar.
Animali notturni è eleganza e passione inquieta, malinconia e torbida vendetta, noir e ferocia, ed è soprattutto un incastro perfetto di matriosche se spostiamo l’attenzione sulla struttura del racconto: una storia nella storia che Ford riesce a far muovere in un andirivieni di flashback e immagini oniriche, portando stoicamente a termine una missione che per chiunque altro avrebbe voluto dire schiantarsi contro una babele di pezzi di vite diverse, sospese tra il sanguinolento universo di un romanzo e il reale asfittico in cui vive la protagonista.
Il film è infatti l’adattamento del libro di Austin Wright, ‘Tony & Susan’, di cui nel passaggio sul grande schermo rimane ben poco: via il monologo interiore di Susan che Ford riesce a esteriorizzare senza ricorrere al voiceover, fuori anche la pienezza rigogliosa del Nord-est americano che cede il passo agli spazzi brulli e sconfinati del Texas occidentale. E al cinema diventa l’ultimo atto di un amore.
Durante uno dei frequenti viaggi del marito all’estero, Susan (Amy Adams) – una vita agiata, divisa tra la galleria d’arte di cui è proprietaria e una disturbante girandola di personaggi della Los Angeles che conta, disumanizzante, bulimica e ‘salva-apparenze’ – riceve il romanzo, Animali Notturni, scritto dal suo ex Edward (Jake Gyllenhaal). Li separano anni di assenze e non detti ed ora un manoscritto con un invito a leggerlo e a incontrare Edward una volta finito. Da sola, nel giro di una notte, Susan comincerà a leggere il romanzo dedicato a lei: un noir devastante ambientato nel profondo Texas che si rivelerà l’estrema vendetta di Edward e che la costringerà a fare i conti con se stessa, riesaminare una vita ovattata dal passare degli anni e ripensare ad un amore irrisolto.
La regia di Ford fa ancora una volta sfoggio della sua geometrica perfezione, della sua capacità di raccontare per immagini, suoni e parole, trame altrimenti irrappresentabili. Un’istantanea in cui cadono uno ad uno i simboli di un capitalismo onnivoro e spietato e si consumano vite, una dopo l’altra tra revisioni, ripensamenti e rassegnate constatazioni (“Tutti alla fine diventiamo come le nostre madri”).
Una grande dimostrazione di stile e coerenza, in cui la pagina scritta non è altro che “un modo per far sopravvivere le cose a una fine inevitabile”.
Da godere fotogramma per fotogramma.



