Havana Darkness: Intervista a Sofia Rakova
È il primo horror girato a Cuba in lingua inglese. Si chiama Havana Darkness e a dirigerlo è l’attore e regista messicano Guillermo Iván su una sceneggiatura di Barry Keating. Prodotto dalla bulgara Open Frames e dalla statunitense Golden Ceiba, il film si ispira alla storia di un leggendario manoscritto che Ernest Hemingway avrebbe scritto durante il suo soggiorno a Cuba.
Una grande sfida per tutta la squadra che ci ha lavorato, a partire da Sofia Rakova, responsabile del make-up e degli effetti speciali.
Come sei entrata nel progetto?
Sofia Rakova: Sono diventata parte della squadra con il film precedente Nightworld, prodotto dalla bulgara Open Frames; poi mi hanno chiesto di salire a bordo anche di questo progetto. Nightworld è stato un po’ una specie di biglietto da visita e subito dopo sono stata chiamata per girare Havana Darkness. È stata una grande sfida per diversi motivi: avremmo dovuto girare a Cuba e poi c’erano molti effetti speciali da ricreare. Più andavo avanti nella lettura della sceneggiatura più mi eccitava l’idea.
Come è stato girare a Cuba?
S. K.: Cuba è una destinazione di un’importanza unica e Havana Darkness restituirà al pubblico l’influenza della sua anima mistica. È stata una scommessa per tutti oltre a essere il primo horror della storia girato a Cuba. Abbiamo incontrato dei posti stupendi e un gran sostegno da parte della gente del posto; sono molto felice di aver avuto la possibilità di girare lì.
Avevi dei modelli di riferimento? Sei una fan degli horror?
S. K.: Sì, sono una grande fan dell’horror! Mi piacciono i classici come Venerdì 13, Scream, Zombi, Halloween, ma in Havana Darkness volevo creare qualcosa di unico e singolare: doveva essere inquietante, spaventoso, terrificante.
Dalle prime immagini Havana Darkness sembra un film violento e sanguinario. È così?
S. K.: Ho lavorato su diversi effetti come una freccia in una gamba, sgozzamenti e altre scene di sangue tipiche del genere. Quindi, sì, Havana Darkness è violento e sanguinario, ma non ho mai dimenticato che il nostro obiettivo era colpire il pubblico a un livello psicologico. I nostri spettatori dovranno sentire la disperazione e il dolore dei personaggi.
Guardi film horror di solito e come influenzano il tuo lavoro?
S. K.: Sì, mi piace il genere. A volte li guardo per trarre qualche spunto, specialmente quando ci sono molti più effetti speciali da ricreare manualmente che non in CGI.
Se dovessi proporre il film a un pubblico amante dell’horror, che parole useresti?
S. K.: Havana Darkness è visivamente violento e sanguinario, ma è anche una pellicola arguta e psicologica. Ha tutti gli elementi elettrizzanti e spaventosi dell’horror.



