Havana Darkness: La parola allo sceneggiatore Barry Keating
È il primo horror girato a Cuba in lingua inglese. Si chiama Havana Darkness e a dirigerlo è l’attore e regista messicano Guillermo Iván su una sceneggiatura di Barry Keating. Prodotto dalla bulgara Open Frames e dalla statunitense Golden Ceiba, il film si ispira alla storia di un leggendario manoscritto che Ernest Hemingway avrebbe buttato giù durante il suo soggiorno a Cuba. Quando lo storico Carlos Carrasco ne entra in possesso si mette in viaggio per raggiungere l’Avana insieme ai suoi amici Karen e John nel tentativo di provare l’autenticità del manoscritto. Una volta sull’isola Carlos scoprirà una sezione dedicata a una serie di omicidi orribili, avvenuti al tempo della permanenza di Hemingway sull’isola in un edificio oscuro immerso nel cuore della città, il Murder House. Alla ricerca della verità i tre finiranno intrappolati proprio al suo interno e venirne fuori non sarà per niente facile…
Ecco cosa racconta lo sceneggiatore.
La scrittura di film di genere ti è abbastanza familiare. Ma cosa rende Havana Darkness diverso dai tuoi film precedenti?
Personalmente credo che questa sia una storia piuttosto unica con un elemento davvero intrigante, in particolare il misterioso manoscritto che i nostri personaggi credono sia quello perduto di Hemingway.
La storia , nata da un’idea di Loris e Magi della Open Frame e Guillermo della Golden Ceiba Productions mi ha preso sin dall’inizio, così quando me l’hanno proposta ho subito sentito che potevamo davvero lavorarci su e creare qualcosa che iniziasse come una caccia al tesoro, con i protagonisti che indagano sull’ autenticità del manoscritto, prima che ci sia un capovolgimento totale dei fatti, che non starò qui a rivelarvi.
Credo che anche la location giochi un ruolo fondamentale nel rendere Havana Darkness così diverso da qualsiasi altra cosa su cui abbia lavorato fino ad oggi. Cuba è un posto incredibile per raccontare delle storie; è stata un’esperienza fantastica.
Hai lavorato con Loris Curci già in altre occasioni. Come funziona la vostra collaborazione durante il processo di scrittura?
In tanti modi diversi a essere onesti, non ci sono mai delle regole ferree su come lavorare insieme . A volte Loris viene da me con un’idea, me ne parla e io comincio da lì, dando corpo a quell’idea fino ad arrivare a un primo trattamento. Su Nightworld ad esempio, Loris ci aveva lavorato per tantissimo tempo.
Ne parlavamo dal 2013, quando me lo portò c’erano già delle cose ben definite; in quel caso lavorare insieme significò aggiungere degli elementi e cambiare tutto da, diciamo, pagina 40 in poi, e poi riscrivere , riscrivere e riscrivere ancora.
Con Ghosts of Garip, invece, partimmo da un’unica idea e quando iniziammo a lavorarci ci rendemmo conto che si era trasformata in qualcosa di molto diverso. Ci tornammo sopra un sacco di volte prima prima di decidere quale dovesse essere la storia.
Se dovessi citare dei titoli a cui Havana Darkness rende omaggio, quali sarebbero?
Ci sono tantissime influenze che vanno dai film della saga di Saw ai primi lavori di Polanski, fino a roba come You’re the next di Adam Wingard o Senza tregua di John Woo.











