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Sei vie per Santiago: In viaggio alla ricerca di se stessi

Sei vie per Santiago: In viaggio alla ricerca di se stessi

Pluripremiato documentario della regista e produttrice americana Lydia B. Smith, realizzato grazie a poco meno di 500 mila dollari, raccolti nel corso di 5 anni e provenienti da donatori privati. Nelle sale italiane dal 4 giugno.

3stelle

Grazie alla bella fotografia di Pedro Valenzuela, capace di catturare gli istanti più suggestivi del paesaggio e i colori pastello della natura, il cammino di Santiago nel documentario di Lydia Smith è un susseguirsi di panorami mozzafiato che fanno da sfondo alle esperienze di sei pellegrini. Protagonista del documentario è il cammino, un viaggio in cui “non puoi truccarti perché la maschera si trasforma in te”.
Il cammino di Santiago è un sentiero che attraversa la Spagna settentrionale ma comprende anche infinite strade che, da ogni parte d’Europa, conducono i pellegrini fino a Santiago di Compostela e alle sponde dell’Oceano Atlantico. “È come se qualcuno mi avesse incaricato di girare questo film – racconta la regista, e parlando del cammino descrive un’esperienza che ha qualcosa di magico e di sacro, capace di cambiare completamente la vita delle persone: “Quando la gente affronta a piedi il cammino si stacca dalle proprie convinzioni per abbandonarsi ad una visione che è unica al mondo. Il cammino è una metafora della vita”. Sei vie per Santiago viene dall’esperienza personale della regista, che nella primavera del 2008 ha percorso l’intero sentiero di 500 miglia.
Protagonisti del documentario i pellegrini che la Smith ha incontrato durante il cammino, ognuno spinto da motivazioni diverse: Annie da ragioni spirituali; Jack e Wayne, due pensionati canadesi, per amore verso la storia e la natura; Misa, una studentessa danese, per essere più in sintonia con se stessa; Sam, una donna brasiliana, per uscire da un periodo di depressione; Tomas, un atleta trentenne, per affrontare una grande sfida: sopportare un forte e costante dolore fisico; Tatiana, una mamma francese single di 26 anni assieme al fratello e al figlio di tre anni, per cercare un rapporto più profondo con Dio.

Il film che l’ha maggiormente influenzata è La marcia dei pinguini di Luc Jacquet per la sua straordinaria capacità di catapultare lo spettatore in mezzo ai paesaggi assieme ai protagonisti della storia. È proprio questa sensazione di immedesimazione e realtà che il film cerca di restituire attraverso un’immersione totale negli umori della natura, ritratti nella loro semplice essenza, come gocce di rugiada sulle foglie dei campi, piccole lumache che strisciano sull’asfalto bagnato, nebbia che copre le montagne e splendidi tramonti. I pellegrini sono ripresi spesso in lontananza per esaltare la loro strettissima relazione con il mondo circostante che diviene, proprio attraverso questo contatto, un viaggio alla ricerca di se stessi: siamo piccolissima parte di un cosmo senza fine in cui possiamo ritrovare la nostra strada e il nostro vero volto.
ll cammino è la metafora di una rinascita spirituale attraverso l’immersione nella vita dell’universo, riscoprendo il valore dei bisogni primari e l’inutilità delle tante cose superflue che appesantiscono e inaridiscono la vita quotidiana. Lasciare tutte le cose non indispensabili e partire soltanto con uno zaino e un paio di scarpe significa ritrovare la leggerezza interiore e riuscire a condividerla con le persone incontrate lungo il viaggio. Sei vie per Santiago è un modo per raccontare il cammino a chi non l’ha vissuto.

Gisella Rotiroti

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La redazione

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