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La moglie del cuoco: Incontro – scontro fra opposti universi femminili.

La moglie del cuoco: Incontro – scontro fra opposti universi femminili.

Quarto lungometraggio di Anne Le Ny, già attrice in film di grande successo (Quasi amici e La guerra è dichiarata), nasce dalla storia personale della sua assistente al montaggio che lavorava in un istituto di formazione professionale e che un giorno, applicando il metodo a se stessa, ha deciso di diventare montatrice.

3stelle

La moglie del cuoco è il ritratto di una femminilità contemporanea e dirompente in cui emerge la conflittualità di un mondo in continua evoluzione, che rende effimera e vacillante ogni certezza e dove la libertà individuale rimette costantemente in gioco l’autenticità delle scelte personali. Con leggerezza e ironia, il film orchestra l’incontro – scontro fra due opposti universi femminili che finiranno per mescolarsi ed uscirne rinnovati.
Marithé (Karin Viard) lavora in un istituto di formazione per adulti e aiuta le persone a trovare la propria reale vocazione. Un giorno si presenta Carole (Emmanuelle Devos), una donna che vive all’ombra del marito Sam (Roschdy Zem), chef di grande fama: Marithé cerca di aiutarla ad emanciparsi ma nel frattempo è molto sensibile al fascino del cuoco.
Due donne , interpretate da due attrici carismatiche con caratteristiche complementari (fin da quando scriveva la sceneggiatura, Anne Le Ny ha pensato a Karin Viard e Emmanuelle Devos per i ruoli delle protagoniste), lontane dagli stereotipi classici che attribuiscono alla femminilità le virtù passive della dolcezza e della grazia, mettono a nudo le tensioni interiori e i conflitti morali con cui sono costrette a confrontarsi per affermare la propria personalità. Ognuna delle due, in un divertente e sagace gioco ad incastro, si trova a tentare di sovvertire il proprio stile di vita per appropriarsi di quello dell’altra: Carole vuole affrancarsi dal classico schema patriarcale della donna che vive all’ombra del marito e conquistare la sua autonomia, mentre Marithè, divorziata e con un figlio, desidera appropriarsi del modello contrario. Questa speculare opposizione di desideri emergenti porta le due protagoniste a diventare “quasi” amiche e ad essere l’una per l’altra, inconsapevolmente, l’ esempio su cui ricostruire una nuova identità.
Anne Le Ny dichiara di essersi ispirata, per la realizzazione del film, a La tela del ragno di Vincente Minnelli, in cui un evento semplicissimo (cambiare la tappezzeria del salone) serve da pretesto per mettere in scena una straordinaria galleria di personaggi. La moglie del cuoco realizza in toto questo intento, incentrando lo script sulla tipizzazione delle due protagoniste; se anche gli eventi messi in scena sono banali e riguardano piccole situazioni quotidiane, la forza e la vitalità della commedia scaturisce dall’abilità espressiva dei personaggi che, attraverso una comicità attoriale di stampo teatrale, sanno essere costantemente veri e completi sulla scena, capaci di creare un fortissimo immaginario (s’immagina il loro passato, la loro vita oltre la storia) e suscitare un immediato sentimento di coinvolgimento ed immedesimazione.
La vitalità della commedia trae vigore anche dall’ambientazione, in cui nulla è lasciato al caso: le inquadrature in esterni e in interni si servono di immagini che fanno da contraltare e da sfondo allo stato d’animo dei personaggi e ricalcano le atmosfere più intime della storia. La sensualità e l’erotismo sono affidati all’evocazione dei sapori attraverso la rappresentazione di cibi raffinati e attività gourmet nella cucina del ristorante, mentre la speranza romantica della realizzazione personale, a cui le due donne aspirano e che progettano insieme, è rappresentata facendo ricorso ai colori e agli spazi della natura.
Se La moglie del cuoco mette in scena con ironia il caleidoscopio delle sfumature con cui si esprime un universo femminile volitivo e caparbio, non uguale caratterizzazione dedica all’universo maschile. Il cuoco è un personaggio che asseconda totalmente la classica figura dell’uomo dotato di grande talento, virilità e fascino, rendendo tale ruolo il metro di paragone con cui la nuova femminilità si confronta, nel fare proprio (Marithè) o nel respingere (Carole) il modello di un’autorità carismatica. Senza che questo tolga spessore al personaggio, la conseguente passività di Sam nei confronti della situazione (perdere una donna che vive nella sua ombra per sostituirla con una che vorrebbe fare la stessa cosa) è indice di un desiderio – tutto femminile – di ribaltamento, in cui sono le donne a dirigere il gioco di coppia, per smantellare ed eventualmente riconvertire, a proprio piacimento, i valori e i codici di un modello relazionale che per lungo tempo è stato dato per scontato, imposto, subìto.

Gisella Rotiroti

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La redazione

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