LOGO
,

Jimi-All Is by My Side: Tra leggenda e biopic

Jimi-All Is by My Side: Tra leggenda e biopic

Il premio Oscar per la sceneggiatura di 12 anni schiavo, John Ridley, mette in scena il percorso verso il successo del più grande chitarrista di tutti i tempi, sfidando le regole del biopic.

2stellemezzo

Che cosa ha trasformato un anonimo ragazzo di Seattle in una leggenda della musica mondiale? Quali sono state le tappe cruciali del percorso di Jimi Hendrix verso il successo che lo consacrerà come il miglior chitarrista del mondo?
John Ridley tenta di ricostruire gli step fondamentali che hanno condotto Hendrix all’Olimpo del rock, dai concerti in piccoli club davanti a un pubblico esiguo e distratto fino al giorno precedente la storica esibizione sul palco di Monterey.
Nel breve lasso di tempo che copre circa un anno (tra il 1966 e il 1967) seguiamo Hendrix tra New York e Londra, in un percorso verso il successo che appare quasi guidato dal caso, a partire dall’incontro con Linda Keith (la ‘fidanzata di Keith Richards’) che gli aprirà le porte della scena musicale ‘che conta’.
Il regista ha dovuto far fronte all’enorme limite di non poter utilizzare le musiche originali per problemi di copyright e tenta di far fronte a questo ostacolo volgendo la situazione a suo favore, concentrandosi su altri elementi e dando vita a quello che in definitiva non può definirsi un vero e proprio biopic, ma più che altro uno sguardo su una piccola parte della vita del musicista.
Jimi-All is by my side (film d’apertura del Biografilm Festival in programma a Bologna dal 6 al 16 giugno), si sofferma molto sugli aspetti più strettamente personali di Hendrix, mettendo in luce i suoi lati oscuri nel rapporto turbolento con le donne (che spesso sfocia in violenza fisica) e la sua attitudine ‘rilassata’ nei confronti della musica, un’arte per lui dalla natura del tutto istintiva ed emozionale, libera, slegata da politicizzazioni e facili idealismi, un modo per ‘colorare le cose’.
Il film, pur scandito da precise tappe temporali, risulta in parte frammentario e dispersivo, slegato com’è da una vera e propria rappresentazione dell’evoluzione del personaggio.
Pur certamente frutto di una scelta consapevole (e del sopracitato problema di non poter utilizzare materiale originale), il concentrarsi su una piccola parte della vita di Hendrix (a differenza di altri biopic di musicisti, come Walk The Line o Ray) lascia inevitabilmente la sensazione che venga lasciato qualcosa indietro, non essendovi nel film alcun accenno né all’infanzia del chitarrista né alla genesi della sua arte.
Il protagonista André 3000, membro degli Outkast , si cimenta dignitosamente nel compito a dir poco arduo di impersonare Hendrix e, aiutato anche da un’innegabile somiglianza fisica, riesce a riprodurre i tipici atteggiamenti indolenti e distaccati del musicista.
In conclusione Jimi-All Is by My Side, pur soffrendo di vari limti, ha il pregio di far luce sull’ ‘uomo’ Jimi Hendrix e sugli aspetti più umani di un ragazzo qualunque divenuto leggenda.

Sara Tonarelli

About the author
La redazione

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top