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Sapore di te: I Vanzina si confermano a trent’anni di distanza

Sapore di te: I Vanzina si confermano a trent’anni di distanza

Da ‘Sapore di mare’ a ‘Sapore di te’ prosegue la liaison estiva dei fratelli della commedia, che con un buon cast (da Mattioli a Salemme, da Martina Stella a Serena Autieri), guidato con ottime idee ed innata classe, confezionano una buona commedia classica e divertente. In sala dal 9 gennaio.

3stelle

Stessa spiaggia, o quasi… Trent’anni dopo i fratelli Vanzina, marchio di fabbrica della buona Commedia Italiana – come amano definirla per allontanarla da quel ‘all’italiana’ che secondo loro non racchiude solo connotazioni positive – tornano a raccontare il Forte dei Marmi, l’estate, sole e amori…
Trent’anni che dividono ‘Sapore di mare’ indimenticato successo al botteghino e film divenuto cult per varie generazioni di italiani. La ricetta e’ semplice ma riesce a fugare il pericolo della pura operazione nostalgia: partire da dove si era concluso l’illustre predicente, mantenere invariata la componente comica e quella sentimentale, la regia ed un buon cast fanno il resto.
Vecchi amici e ottimi professionisti, quasi tutti con pedigree ‘vanziniano’, da Maurizio Mattioli a Nancy Brilli, Da Salemme a Martina Stella, passando per la New entry Serena Autieri, tengono a balia un gruppo di giovani protagonisti, quelli che potrebbero diventare stelle in un prossimo futuro.
Come sempre in un film corale ‘Vanzina style’ ad ognuno e’ concessa una ribalta personale, ma certo poi c’è chi risulta incontenibile o irresistibile, come accade al solito Mattioli. Questa volta il suo personaggio, un commerciante di ‘moda giovane’, ovviamente romanista, e’ davvero un punto di forza del carniere comico di ‘Sapore di te’; scritto nei minimi particolari ma interpretato con gran classe questo personaggio e’ – per sua stessa ammissione – uno dei migliori in carriera.
Incontenibile Salemme, gigione ed istrione nei panni del solito politico spregiudicato e don Giovanni…
Un film anti crisi questo confezionato dai Vanzina, elegante, rassicurante, figlio di quella buona commedia che non tralascia l’osservanza onde della realtà ma non vuol diventare, se mai ce ne fosse la possibilità, un trattato di sociologia. Divertimento moderato ma assicurato.

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La redazione

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