Smiley: Gallagher & Friends
Pessimo e risibile debutto per il giovane Michael J. Gallagher alla regia di un horror tanto sterile quanto inconcludente. In sala dal 31 ottobre.
Primo lungometraggio del giovane regista statunitense Michael J. Gallagher, scritto insieme a Ezra Cooperstein e a Glasgow Phillips, sceneggiatore della celeberrima serie-tv animata “South Park”. La scelta di Gallagher di avvalersi del progresso tecnologico odierno per ripresentare sul grande schermo tutti i contesti e le atmosfere che strutturavano gli horror anni ’90 risulta essere non solo azzardata ma anche scellerata. Ispirarsi allo stile di Wes Craven prendendo come modello “Scream”, e cercare di riadattarlo ai giorni nostri, fa assumere a Gallagher un atteggiamento presuntuoso ed incosciente. L’obiettivo principale del regista è quello di dar vita ad un ‘boogeyman’ contemporaneo ed innovativo, con la pretesa di renderlo duraturo anche per il prossimo futuro. È proprio questo forte arrivismo a rendere il film poco credibile, con una struttura narrativa piena di lacune difficilmente colmabili. Lo spettatore non si appassiona né alla storia, banale e ripetitiva dall’inizio alla fine, né ai personaggi, quasi inesistenti e utili solamente a far numero ad un ‘bodycount’ fortemente discutibile.
Il dilettantismo che trasuda da questo lavoro è sconcertante, non c’è passione ne capacità nella conduzione registica di questo film. Risulta ininfluente perfino il soggetto di “Smiley”, che incredibilmente non risulta mai suggestivo nonostante le buone premesse iniziali. A condannare poi questo dozzinale lavoro è la pessima recitazione dei sedicenti ‘attori’. Optare per un’operazione ‘low-cost’ avvalendosi della soluzione ‘Gallagher & Friends’ per strutturare un cast, risulta essere una scelta talmente oculata e ‘coerente’ che identifica pienamente il regista per quello che è. “Smiley” è semplicemente un teen-slasher movie più vicino a un esperimento che a un compiuto lavoro filmico, facilmente dimenticabile (per fortuna dello spettatore), condotto con estruso dilettantismo e arrivismo. L’unica scelta azzeccata è il titolo, che rende alla perfezione l’effetto sortito nel pubblico da un miserrimo lavoro: lo sganasciarsi.
Alessio Giuffrida



