LOGO
  • ,

    Il Libro della Giungla: parlano i doppiatori italiani

    A quasi cinquant’anni dall’uscita nelle sale del classico Disney, Il Libro della Giungla torna in versione live-action nei cinema grazie alla regia di Jon Favreau. Abbiamo incontrato i doppiatori italiani di alcuni personaggi del film, che sarà nelle sale da giovedì 14 aprile: Toni Servillo (Bagheera), Neri Marcorè (Baloo), Violante Placido (Raksha), Giovanna Mezzogiorno (Ka) e Giancarlo Magalli (Re Luigi).

    Una caratteristica molto interessante di questo film – afferma Toni Servilloè quella di essere un film di formazione e il mio personaggio, Bagheera, è proprio quel genere di maestro che ognuno di noi avrebbe voluto avere nella sua vita. La pantera fiancheggia la crescita di Mowgli, gli indica la strada, gli fa da faro con la sua esperienza, insegnandogli a stare in piedi con forza sulle sue stesse gambe“. Giovanna Mezzogiorno ammette di essere stata affascinata dal serpente Ka perché questo personaggio ha “la complessità di chi seduce. Ka è onesta nel suo modo di sedurre e, paradossalmente, si dimostra protettiva nei confronti di Mowgli. Allo stesso tempo, però, cerca di stritolarlo e divorarlo. Presenta caratteristiche molto opposte tra loro e mi piaceva che nel film il suo personaggio fosse in un certo modo lontano da quello visto nel classico del ’67: lì Ka era maschio, era un personaggio molto ironico e anche divertente, qui, invece, è femmina ed è un’ammaliatrice“.

    Anche se Il Libro della Giungla presenta una morale molto manichea (e la cosa non è sbagliata visto che ci si rivolge ai bambini) – afferma Neri Marcorèpenso che questo sia un film stupendo. E gran parte del merito lo si deve al mio personaggio, il più interessante di tutti, Baloo. Il vero protagonista, ammettiamolo! L’orso ama meno le regole, è più cialtrone rispetto a Bagheera, ma alla fine sul suo buon cuore non ci sono dubbi“. Parlando del film, Violante Placido dichiara di riconoscersi nel protagonista: “Da piccola volevo fare l’etologa e avere un rapporto così stretto e quasi simbiotico con la natura mi affascina moltissimo. Con questo film ti ritrovi immerso nella natura, sia grazie agli effetti visivi sia grazie a quelli sonori. Rashka, il mio personaggio, è la mamma lupa di Mowgli e penso abbia molto da insegnare agli esseri umani. Durante il doppiaggio mi sono commossa in varie occasioni, proprio perchè il rapporto che Rashka e Mowgli hanno è davvero molto stretto“. Non estraneo al doppiaggio – nel 1997 doppiò Filottete in Hercules, sempre targato Disney – Giancarlo Magalli ammette di essersi molto divertito: “Quello che ho notato, però, è che se Filottete era pelato e grasso, Re Luigi è un bestione enorme. Quindi penso che alla Disney scelgano i doppiatori non tanto in base alle loro qualità, ma al loro aspetto! Il Re Luigi che vediamo in questo film è un personaggio che presenta una lettura in più rispetto al film di animazione. E questo è importante anche per i bambini di oggi“.

    Bambini che si rapportano ai classici dell’animazione in maniera diversa a come abbiamo fatto (o facciamo) noi più adulti, come dichiara la Mezzogiorno: “L’animazione oggi è talmente raffinata, ha raggiunto davvero dei livelli notevoli, che quando faccio vedere ai miei figli dei cartoni classici della Disney, molto spesso si annoiano. Mentre io sono lì che piango e mi dispero!“. Per doppiare il suo personaggio, la Mezzogiorno, alla sua prima esperienza di doppiaggio, afferma di aver visto solo pochi minuti della versione originale, nella quale il serpente ha la voce di Scarlett Johansson, e di aver voluto creare una sua particolare versione: “Nel doppiaggio, gli attori non possono contare su alcuni elementi quali il movimento del corpo o le espressioni del viso, e questo mi ha affascinato molto. Farlo è stato un’esperienza del tutto nuova, per me“. Al contrario, invece, Toni Servillo ha ascoltato la voce originale di Bagheera (Ben Kingsley): “Ho potuto notare che Kingsley dava al personaggio quella nobiltà che traspariva nel suo accento marcatamente inglese. Con l’italiano non è possibile ottenere questo effetto, quindi ho iniziato a pensare a come rendere elegante Bagheera. Per questo ho deciso di andare verso una direzione che mirasse a creare intorno a Mowgli, quel senso di attenzione e di responsabilità che caratterizza la pantera“.

    Animali umanizzati che in un certo qual modo risultano migliori dell’uomo stesso, “come nella scena che spiega la ‘tregua dell’acqua’, – afferma Magallidurante la quale, proprio perché l’acqua scarseggia, non è consentito darsi la caccia e combattersi l’un l’altro. Io questa scena la proietterei almeno un paio di volte al giorno a Palazzo Chigi, ai nostri politici! Gli animali hanno questi istinti, questa capacità di trasmettersi dei messaggi… hanno un’etica molto forte. Loro!“. Sul doppiaggio, infine, Neri Marcorè racconta la sua personale esperienza spiegando di essere stato sempre affascinato da questo mondo: “Quando lavoravo in radio, con Magalli, tra l’altro, molto spesso andavo ad assistere ai lavori di doppiaggio di alcuni film. Per un anno intero ho cercato di carpirne i segreti e poi con gli anni sono riuscito ad ottenere quella scioltezza che non è mai immediata. Doppiare non è difficile: è una tecnica, pari a quelle che si usa per recitare in tv, al cinema o al teatro“. “Ma bisogna saper recitare – conclude Giancarlo Magallie, soprattutto, saper recitare in sincrono con l’immagini. Nelle versioni originali, il cartone o l’immagine sono creati solo dopo che l’attore ha recitato le sue battute. E’ come trovarsi davanti un vestito cucito per un’altra persona e tu, doppiatore, devi fare in modo di calzare a perfezione in questo abito“.

    Read more »
  • Violante Placido, il lato oscuro de Il Cecchino

    Violante Placido interpreta una donna predestinata, a una vita dura, alla sofferenza. E’ una donna della mala, ma splendida…
    Che effetto fa vivere l’esperienza di un Polar?
    Non so, io mi sono solo calata nel mio personaggio, non ho fatto altro; per una commedia magari avrei toccato corde diverse. Ma qui ho cercato di dare verità al personaggio e di renderne l’intensità. Spero di esser riuscita a fare in modo che, anche se non vista, sia come se lei fosse sempre presente nel film; una Penelope del gangster che, pur lacerata, vorrebe tanto cambiare vita.

    In Italia non c’è una grande tradizione, pensi che andranno in molti al cinema per vederlo?
    Il problema è che dovebbero costare meno i biglietti, perché la gente potesse andare di più al cinema, a vedere non solo commedie. Se fosse più accessibile le persone proverebbero a scoprire anche il cinema che tendono a scegliere meno.

    Un cast francese di grandissimo spessore, ma anche lo stesso tuo padre… tutte persone da cui imparare molto; l’hai fatto?
    Mi son ritrovata sul set con Luca e mio padre, per la seconda volta. E’ stato un film al maschile, con pochi personaggi femminili, minori, e che vivono attraverso scene molto intense oltre che violente.Per me è stato bellissimo avere la possibilità di confrontarmi con il cinema francese e con un’altra lingua. Tutti gli attori sono stati straordinari, tanto che anche attraverso poche scene mi è rimasto qualcosa di mostro costruttivo dentro. In particolare è stato molto intenso lavorare con Kassovitz, che ha un approccio molto istintivo, sanguigno, come abbiamo anche io e mio padre. Il problema, semmai, almeno con mio padre, è che spesso sembra che stiamo litigando, a cena, sul set… Con lui il processo creativo è sempre un terremoto, ma questo non mi spaventa.
    Auteil invece è un grandissimo attore, tanto quanto serafico… emana una forza magnetica sul set.

    Un personaggio che fa scelte difficili, come te?
    Il pubblico vuole sempre vedere cosa non sei in grado di tenere a bada, proprio per emozionarsi. Vuole vedere lo sporco sotto al tappeto. Quello deve essere il punto di partenza per raccontare qualcosa che possa meritare attenzione. Nel caso del mio personaggio, si tratta di una donna con un lato oscuro, per forza, visto che è una di quelle donne che trovano quel tipo di uomo, ma poi vogliono cambiare.

    Read more »
Back to Top