LOGO
  • ,,,

    L’intrepido Amelio e la sua poesia sui tempi bui

    Antonio Albanese diretto da Amelio riesce ad interpretare un ruolo surreale che tuttavia racconta in modo drammaticamente calzante l’Italia della crisi.

    3stelle

    Un uomo delle favole riesce a raccontare la realtà. Succede tutto sotto l’occhio osservatore di un maestro come Gianni Amelio che a Venezia porta in concorso L’intrepido, interpretato in maniera eccellente da Antonio Albanese. Il regista vince la sua sfida quando affronta l’oggi con un approccio non cronachistico ma come solo un romanziere può fare.
    Non ci sono sconti alla nostra società liquida, alle generazioni senza futuro, alla drammatica carenza di lavoro, tutt’altro. Amelio non le manda a dire ai sindacati, alle istituzioni lontane, distanti anni luce dalla corsa ad ostacoli che il suo chapliniano protagonista affronta nel suo difficile ruolo di ‘rimpiazzista’.
    Non esiste – ancora temiamo – il ‘superprecario’ che di mestiere sostituisce ad ore altri lavoratori, ne per impegni familiari improvvisi, malattie, lutti ecc ecc non può recarsi al lavoro e ha bisogno di un sostituto.
    Il ‘rimpiazzista’ Albanese non si trova nelle categorie della riforma dei contratti di lavoro, per fortuna, ma potrebbe esserci, probabilmente in nuce esiste già nella vita o nel futuro di qualche italiano. Il pregio del racconto di Amelio, durissimo e al tempo stesso capace d’essere fiabesco, sta tutto nel seguire il viaggio di Albanese tra mille occupazioni, indugiando sul sorriso, sulla sua voglia di fare, sul suo inguaribile ottimismo che spaventa certo, come tutte le cose belle che stridono con una realtà orrenda come quella dell’Italia al tempo della crisi.
    Disgregata la famiglia, affetti alla deriva – maciullati da necessità quotidiane basiche, da pensieri bassi come il fatidico affitto o la quarta settimana – quel che resta ad Antonio il rimpiazzista e’ l’amore per il figlio, problematico sassofonista, in preda agli attacchi di panico.
    Il film sta tutto in due frasi che amorevolmente Antonio ‘regala’ al figlio, la prima sugli attacchi, che colpiscono anche lui alla mattina, ma che poi “passano, e vado avanti perché anche loro hanno paura di me…”; la seconda sul privilegio di “fare un lavoro che ti piace per vivere…”.
    Spaventerà chi ha paura di guardare il buio grazie alla flebile luce della poesia, guidati da un grande maestro ed il suo ottimo attore!

    Di Titta DiGirolamo

    Read more »
  • ,,

    Joe: Nicolas Cage in un western dolente dal profondo sud

    La provincia violenta, l’istinto di sopravvivenza, odio, amore, famiglia, tutto questo contribuisce a formare un riuscitissimo affresco americano dal sapore tipico dell’epopea western dal titolo ‘Joe’, in concorso al festival di Venezia.
    Protagonista della convincente pellicola di David Gordon Green e’ un intenso Nicolas Cage; Joe e’ quello che si potrebbe semplicisticamente definire un looser, ma entrare in empatia con le sua visione della vita richiede davvero pochi istanti.
    Uomo di poche parole, una vita difficile alle spalle, futuro plumbeo all’orizzonte, Joe ha la capacità che hanno i cani sciolti di analizzare al volo uomini e situazioni, vedere il bene ed il male chiari al primo impatto. È una necessita’ per lui e la storia ci consegna questo fondamentale indizio fin dai primi fotogrammi.
    L’incontro con quello che diventerà un fantastico coprotagonista emotivo di tutto il racconto e’ casuale, ma cambierà il corso di molte vite.
    Cage padroneggia il personaggio non solo a livello espressivo ma anche mettendo al servizio della sceneggiatura la sua fisicita’, oltre ad un indubbio coinvolgimento emotivo che pare evidente. A pochi giorni dal nastro di partenza della rassegna lagunare il suo ruolo si consegna senza imbarazzo ai giurati che assegneranno tra una settimana o poco più la prestigiosa Coppa Volpi. L’ambito riconoscimento potrebbe premiare un western ‘moderno’ dal sapore antico e dolente, ma profondamente radicato nel cuore di un’America lontana dai riflettori delle megalopoli scintillanti e quindi per lo piu’ sconosciuta.

    Di: Titta DiGirolamo

    Read more »
  • ,,

    Via Castellana bandiera: Occhi contro occhi

    Emma Dante in concorso a Venezia con il suo primo lungometraggio. Esordio da Leone per un’opera che diventa allegoria di un intero paese.
    3stelleemezzo

    Via Castellana Bandiera, Palermo, Italia. Luoghi fisici che nell’esordio alla regia di Emma Dante sono funzionali ad un racconto che parla di un non luogo, di una metafora che potrebbe definirsi glocal, tanto parte dal microcosmo di una stradina di periferia per parlare a tutti.
    A singolar tenzone si sfidano due donne, due opposte ostinazioni. Per una volta sono gli uomini il coro, il duello all’ok Corrall lo sostengono due donne, attraverso i loro volti intensi, i loro sguardi, lunghi, interminabili silenzi.
    È l’allegoria di un Paese intero Via Castellana Bandiera, di un modo di pensare, dell’incapacita’ di osservare le reciproche differenze per superare con sguardo terzo, non con il puro scontro distruttivo.
    Una disputa automobilistica per il diritto di precedenza e’ lo spunto narrativo per la Dante, che attraverso il punto di osservazione di due automobili strette tra un muro e poche povere case racconta tanti individui, molti mondi tra loro sconosciuti e poco permeabili, molte donne ed attraverso di loro altrettanti uomini.
    Indiscutibilmente un buon esordio quello della regista teatrale, che grazie ad una buona interpretazione affronta la prima regia a tutto tondo. Piccolo ma impegnativo ruolo per Alba Rohwacher, una delle tre protagoniste assieme alla sua regista.
    Primo meritatissimo tappeto rosso a 82 anni, dopo una vita dedicata al teatro per Elena Cotta, che in Via Castellana Bandiera recita quasi solo con gli occhi, interpretando il ruolo di Samira, donna granitica che duella con le più giovani protagoniste.
    Il film dopo la calorosa accoglienza di critica e pubblico si appresta ad affrontare il pubblico, dal 12 settembre con la premiere a Palermo e dal 19 in tutta Italia.

    Titta DiGirolamo

    Read more »
Back to Top