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    Star Wars – Gli Ultimi Jedi: Luci e ombre

    A due anni dal Risveglio della Forza la saga più famosa di tutti i tempi torna per l’Episodio VIII, Star Wars – Gli Ultimi Jedi. Nel cast Mark Hamill, Daisy Ridley, Adam Driver, John Boyega, Oscar Isaac e la compianta Carrie Fisher, qui nel suo ultimo ruolo. Alla regia Rian Johnson. In sala dal 13 dicembre.

    Sempre tanto tempo fa (anche se sono passati 30 anni), sempre in una galassia lontana lontana. I nuovi padroni di casa, Walt Disney e compagnia, rinfrescano ancora gli armadi dell’immaginario di Star Wars, riannodando i fili della trama principale dopo la buona riuscita dell’interludio Rogue One. Star Wars – Gli ultimi Jedi è l’Episodio VIII della saga più famosa della storia del cinema che porta di nuovo sulla scena gli storici interpreti (Mark Hamill e la scomparsa Carrie Fisher) e il nuovo cast, guidato dall’inglese Daisy Ridley. Novità invece in cabina di regia dove J.J. Abrams lascia il testimone a Rian Johnson, cineasta che si fece notare nel 2010 con il piccolo cult Looper e che da allora si è dedicato esclusivamente alla tv.

    Le vicende galattiche ci portano nello spazio profondo dove le forze dell’alleanza ribelle guidate dalla principessa Leia (Fisher) devono fuggire di fronte all’avanzata delle truppe del Primo Ordine guidate dal generale Hux (Domhnall Gleeson). Dall’altra parte del cosmo però potrebbe combattersi una battaglia molto più importante, quella tra la giovane Rey (Ridley) e il sinistro e ambizioso Kylo Ren (Adam Driver), il tutto sotto gli occhi di Luke Skywalker (Hamill), ex maestro Jedi amareggiato e offeso, che porta addosso il peso di una colpa terribile, un’ombra che lo spinge a isolarsi dal mondo e a non tornare indietro.

    Una duplice battaglia che si combatte su un duplice fronte, quello dell’azione e quello della morale. Una serie di assalti disperati che richiamano il cinema di guerra, come aveva già fatto l’anno scorso Rogue One, si accompagnano ai dilemmi che infarciscono quella che è di fatto una guerra tra padri e figli, in piena tradizione Star Wars. Non ce ne vogliano il pilota Poe Dameron (Oscar Isaac), l’ex imperiale redento Finn (John Boyega) e le new entry Rose (Kelly Marie Tran). Ci perdonino anche due mostri sacri come Laura Dern, nel ruolo di un vice ammiraglio ribelle, e Benicio Del Toro che col suo balbuziente DJ sembra voglia riportare in scena il personaggio della canaglia, che si era perso con l’addio di Harrison Ford e del suo Han Solo. Ci perdonino, diciamo, perché la loro non è la storia principale, sebbene non sia priva di un certo ritmo e di qualche spunto innovativo rispetto al passato, a cominciare da un inedito spirito animalista fino a qualche considerazione politica venata di cinismo, specie quando nel mondo di Star Wars fa il suo ingresso il capitalismo (accompagnato dal concetto di divieto di sosta, e forse qui qualcosa da ridire ci sarebbe).

    Il pezzo forte del film è altrove. E no, non è nelle scene di alleggerimento comico affidate al povero Chewbacca (Peter Mayhew) e in minor misura ai più credibili droidi BB8 e 3PO. Alleggerimento sulla carta peraltro, perché salvo poche eccezioni sono quasi tutte stonate e fuori luogo, tanto da sperare in una futura edizione rimontata per l’home video che le elimini non solo dal film ma anche dalla memoria. No, il pezzo forte è nella trama che lega le tre pedine principali di questa scacchiera. Il personaggio di Rey, orfana dickensiana alla ricerca di un passato che forse non c’è e di un senso che probabilmente le sfugge. Quello di Kylo Ren, cattivo-figlio, come Darth Vader prima di lui era un cattivo-padre. Qui promosso al rango di un re Lear alla rovescia, un uomo che si sente tradito dai suoi tre padri, quello biologico la cui morte sembra solo aver aperto nuove ferite, il suo vecchio maestro che ha ceduto alla paura, il suo nuovo mentore che è solo un tiranno manipolatore. E infine Luke Skywalker, che in un minuto di comparsa nell’episodio VII era riuscito a emozionare i fan più degli ultimi tre film targati George Lucas, quegli episodi dall’I al III che sono quasi il manifesto di un’ambizione che si traduce in mediocrità.

    Il ritorno dell’eroe non è come ce lo si poteva aspettare, però. Non c’è un caccia stellare bianco su cui montare per andare a salvare i buoni dal drago cattivo. Guerre Stellari, sin dagli esordi, non è mai stato così. La tanto decantata forza non è il potere assoluto di un mago buono, sembra più che altro il sentiero di una redenzione. Ed è proprio Luke al centro di questo percorso e il rapporto che lo lega agli altri due personaggi, accompagnato dalle note potenti di John Williams, è a doppio senso, perché lui è il maestro ma in certi casi è lui quello che ha bisogno di imparare. E così tra le esplosioni si arriva a un pre-finale lungo e magnifico, dove persino il fragore lascia spazio al silenzio e dove Johnson mette in mostra una personalità registica inattesa, che fa anche bella figura rispetto all’impeccabile professionalismo mainstream di Abrams. Poi tutto si scioglie in un finale che toglie, poi ridà e poi ritoglie e che sembra porre le basi per anni di nuove storie, se con o senza l’ultimo dei vecchi protagonisti lo sapremo prossimamente.

    E così Gli Ultimi Jedi non si adagia sul terreno della restaurazione, fa davvero spiccare il volo a quei personaggi nati dalla penna di Lawrence Kasdan, sceneggiatore originale dell’Impero Colpisce Ancora e dell’ultimo Episodio VII. E anche se il passato, il ponte tra quello che fu e quello che è, continua a restare un mezzo mistero è indubbio che l’Episodio VIII abbia tanti pregi in più rispetto al capitolo precedente, sebbene Il Risveglio della Forza riuscisse meglio a contenere i difetti e le cadute di stile. Sì il riferimento è proprio a quella tara comica, a quella che i fan potrebbero chiamare sindrome di Jar Jar Binks, che quando non è gestita con mano leggera sembra una tassa iniqua e insensata da pagare allo sceriffo di Nottingham, e ogni riferimento alla Disney, temiamo, non è casuale.

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    Woody Harrelson nel cast dello spin off di Star Wars su Han Solo

    Woody Harrelson si è unito al cast dello spin off di Star Wars dedicato al personaggio di Han Solo. Le voci degli scorsi giorni che vedevano l’attore in trattative per raggiungere il cast del film, quindi, sono state confermate ufficialmente dalla stessa Disney, che produce il progetto.
    Non sappiamo, però, quale sarà il suo ruolo, anche se alcune indiscrezioni non confermate lo vedono come possibile interprete di un mentore del giovane Han. “Non potremmo essere più felici – hanno affermato Phil Lord e Chris Miller, registi dello spin off – all’idea di lavorare con un artista che possiede una tale profondità e versatilità come Woody. Il suo talento nel trovare umorismo e pathos, a volte nello stesso ruolo, è unica. Poi è bravissimo a giocare a ping pong!“.
    Harrelson raggiunge sul set anche Alden Ehrenreich, che interpreterà il giovane Han Solo, ruolo passato alla storia del cinema grazie a Harrison Ford, Emilia Clarke e Donald Glover. Il film, secondo spin off della nuova saga, sarà ambientato anni prima di quanto raccontato in Star Wars – Una nuova speranza, e, molto probabilmente, scopriremo l’origine dell’amicizia tra Han Solo e Chewbacca.

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    Rogue One: Storie di guerra in una galassia lontana lontana

    La saga fantascientifica più famosa del mondo torna con uno spin-off intitolato Rogue One. Alla regia il Gareth Edwards di Godzilla. Protagonisti: Felicity Jones e Diego Luna. In sala dal 15 dicembre.

    3stelle

    Niente Jedi, niente Skywalker e niente spade laser. Nella galassia lontana lontana inventata da George Lucas restano solo una guerra, i suoi soldati, le sue vittime. Rogue One: a Star Wars story segna l’inizio di una nuova era per uno dei franchise più redditizi della storia del cinema. Il film diretto da Gareth Edwards (Godzilla) e interpretato da Felicity Jones (La Teoria del Tutto), Diego Luna (Milk) e Ben Menedelsohn (Bloodline) non è infatti l’Episodio VIII della saga ma uno spin-off ambientato qualche mese prima della pellicola originale, di cui riprende anche alcuni personaggi.

    Le luci della ribalta lasciano per una volta da parte la famiglia Skywalker e si concentrano su Jyn Erso (Felicity Jones), figlia di uno scienziato costretto a servire l’impero galattico (Mads Mikkelsen), che insieme a un manipolo di valorosi cercherà i piani per distruggere la Morte Nera, l’arma più temuta dai ribelli.

    Gli sceneggiatori Chris Weitz e Tony Gilroy si avventurano in un territorio inesplorato per i fan di Star Wars, quello del war movie. La mappa del genere però è decisamente tracciata e in fin dei conti basta solo adattarla ai canoni della fantascienza. La squadra guidata da Edwards (ma anche da Gilroy che pare abbia rigirato una parte del film) si invola così sulla scia dei grandi classici del cinema bellico. Da Quella sporca dozzina ai Cannoni di Navarone passando per Il ponte sul fiume Kwai.

    Rogue One mette quindi da parte gli eroi, con i loro poteri magici, e lascia il campo ai soldati che muoiono o vincono, e qualche volta muoiono lo stesso. I protagonisti profondamente umani di questa Star Wars Story sono nuovi, pur nella loro classicità. E forse proprio per questo conquisteranno anche i fan che avevano accolto con più scetticismo il recente Episodio VII, vittima – si diceva – di un eccesso di rimandi alla trilogia originale. I rimandi, per la verità, non mancano neanche qui (dall’annunciato ritorno di Darth Vader a qualche guest star a sorpresa) ma senza l’impressione della copia carbone. E così il nuovo droide K-2S0, a cui spetta l’immancabile ruolo di spalla comica, più che al dorato C3-Po sembra rifarsi a un cinismo in cui i fan dell’animazione televisiva ritroveranno il Bender di Futurama.

    Rogue One non è un film perfetto. L’inizio è debole, didascalico, qualche personaggio (il ribelle fondamentalista interpretato da Forest Whitaker) sembra un po’ superfluo e le interpretazioni dei protagonisti non sono tutte indimenticabili (il migliore forse è l’ottimo Ben Mendelsohn) ma ha comunque la forza di riscattarsi con un finale maestoso e dolente che ha pochi eguali anche nella serie principale. L’impressione è che il futuro della creatura di George Lucas passi da qui. Perché non ci si potrà sempre affidare alle dinamiche di una saga familiare e perché Rogue One ci dimostra che in fondo la galassia lontana lontana ha tante cose da dire, a cominciare da questa piccola grande storia di guerra.

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    Star Wars – Il Risveglio della Forza: Nostalgia e non solo

    La saga di Guerre Stellari torna con Star Wars – Il Risveglio della Forza, primo capitolo di una nuova trilogia targata Disney. Alla regia J.J. Abrams, in scena il cast storico e non solo. Nelle sale dal 16 dicembre.

    3stelle

    Novità e nostalgia. Torna per la terza volta in quasi quarant’anni il carrozzone di Star Wars e lo fa con una nuova proprietà, una nuova mano dietro la macchina da presa, nuovi personaggi, una nuova trilogia, condita da una serie di film spin-off giusto per riempire gli spazi vuoti, ma anche con una gran voglia di restaurazione. Il primo capitolo di questo piano ambizioso è Star Wars – Il Risveglio della Forza diretto da J.J. Abrams, che riporta in scena dopo trent’anni la triade di protagonisti storici, Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill, tante rughe e qualche chilo in più, al fianco di un’ensemble di promettenti nuovi attori, gli inglesi Daisy Ridley e John Boyega, gli americani Adam Driver e Oscar Isaac.

    La storia è quella di Finn e Rey (Boyega e Ridley), un soldato dell’impero in crisi di coscienza e una giovane dal passato misterioso, che si trovano per le mani il segreto più ambito della galassia e finiranno per essere coinvolti in avventure mirabolanti al fianco degli eroi dell’alleanza ribelle, contro il villain Kylo Ren e l’inquietante Primo Ordine.

    In questa prima escursione targata Walt Disney e senza il nume tutelare George Lucas (citato solo come creatore dei personaggi), la formula proposta è molto più simile a quella della trilogia originale, che non ai più recenti film prequel. Si sentono meno le influenze della filosofia orientale, la fascinazione per i samurai, e si sente di più quel senso della frontiera da western dello spazio che negli Episodi dall’I al III sembrava smarrito tra le ambientazioni urbane e gli intrighi politici dell’intreccio. A restare immutato è invece l’afflato epico, quelle emozioni stavolta riservate ai silenzi più che alle parole, la gravitas dei veterani, i tormenti dei più giovani. Perché Star Wars – Il Risveglio della Forza non è solo uno Star Wars per un’altra generazione, è lo Star Wars del passaggio di consegne, lo Star Wars dei padri che affidano il loro immaginario ai figli. E J.J. Abrams, reduce dai successi della saga “rivale” di Star Trek, si fa accompagnare in questo viaggio non banale dal Lawrence Kasdan del Grande Freddo, già sceneggiatore dell’Impero colpisce ancora e del Ritorno dello Jedi, quasi a reggere con la mano per l’ultima volta un bambino ansioso di fare il primo passo. Il risultato è un mix sapiente di vecchio e nuovo, dove emerge un villain originale e tormentato, dove un cast di talento si mette al servizio di una trama avventurosa incarnandone i suoi assoluti, i suoi stereotipi, dove il ruolo temuto della spalla comica tanto cara alla Disney e anche alla Lucasfilm (il terribile Jar-Jar Binks), affidato perlopiù al robottino BB8, è abbastanza contenuto e dove le sequenze d’azione, specie nella prima metà del film, sono spesso mozzafiato. Poi resta il tempo di una scena madre, di un finale tanto emozionante quanto sospeso e poi via con le musiche di John Williams a scorrere i titoli di coda e ad aspettare i prossimi capitoli, lo spin-off Rogue One (fine 2016) e l’Episodio VIII (metà 2017).

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    Star Wars: Ecco il Bignami per chi è rimasto indietro

    Cosa sono i jedi? Perché tutti ne parlano come se dovessi saperlo? E cos’è quella forza di cui blaterano? Perché continuano a dire di essere il padre di un certo Luke con una voce ansimante da asmatico? E non parliamo di quelli che senza motivo invertono l’ordine delle parole formando frasi da sapiente new age mettendo il verbo ausiliare alla fine, un po’ come fanno certe parodie dei sardi in tv.

    Insomma il mondo è impazzito? La risposta è no, ma è anche sì. Se doveste esservi fatti queste o altre domande simili negli ultimi mesi è molto probabile che voi non siate fan di Star Wars. Per molti questo non rappresenta un problema e le possibilità di vivere normalmente la vostra vita non dovrebbero essere troppo compromesse, ma quello che non potevate prevedere è che presto uscirà un nuovo film della saga dopo oltre 10 anni di attesaoltre 30 direbbe qualcuno. Ecco allora spiegato un entusiasmo tale da sfiorare la psicosi. E visto che la cosa potrebbe durare ancora per qualche anno le possibilità sono due: tentare di farsi un’infarinatura di base cercando di limitare l’inevitabile senso di isolamento o sposare la propria ignoranza e sviluppare delle particolari tecniche di sopravvivenza. Se preferite la seconda ipotesi vi rimandiamo a questo pratico vademecum, se invece avete deciso di colmare quella che percepite come una lacuna questo è il posto giusto. Questo è il Bignami che stavate cercando.

    Informazioni di base sulla saga
    Star Wars è stata creata dal regista George Lucas che ha messo insieme parecchie influenze: lo studio della mitologia di varie culture, una passione per le filosofie orientali e per la tradizione fantascientifica delle riviste pulp. Il primo film, intitolato semplicemente Star Wars (Guerre Stellari, in Italia), esce nel 1977 per la regia dello stesso Lucas e sebbene sia un film studiato per avere un inizio e una fine è solo un capitolo, il quarto, di una storia che era stata originariamente concepita in nove capitoli. Il successo del film fa sì che quello che inizialmente era solo Guerre Stellari diventi Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza. Seguiranno nel 1980 e 83 gli episodi V e VI, L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Dopo uno iato di oltre 15 anni la saga ritornò con tre film prequel, gli Episodi I-III, rispettivamente La Minaccia Fantasma, L’Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith mentre i piani per realizzare i capitoli dal VII al IX furono cassati. Alla fine del 2012 la Disney compra il pacchetto di personaggi di Star Wars per la modica cifra di 4 miliardi di dollari e annuncia poco dopo un piano ambizioso per la realizzazione di almeno altri cinque film, due spin-off e una nuova trilogia (gli Episodi VII-IX). Il Risveglio della Forza è il primo di questi film.

    Cosa sono i cavalieri Jedi?
    Nella saga spaziale di Star Wars i Jedi sono una forza di pace composta da esseri di tutte le razze. Un po’ samurai, un po’ monaci zen sono accomunati dalla capacità di usare questa sorta di magia chiamata Forza. Rispettati in tutta la galassia vengono mandati a dirimere questioni diplomatiche tra i sistemi e per risolvere guai di ogni tipo. Credono e difendono l’equilibrio dell’universo e vengono generalmente ritenuti dei saggi.

    Che cos’è la Forza?
    È l’elemento più inafferrabile del mondo creato da George Lucas. La Forza è il motore immobile di una religione panteistica, è una specie di spirito dell’universo che garantisce dei poteri a chiunque riesca a sintonizzarsi ad esso. Nella trilogia prequel Lucas ha cercato di dare più consistenza a questa sua creazione, aggiungendo al mito i Midi-Chlorian, particelle vive e all’origine della vita stessa che sono dentro ogni aspetto del creato. Chiunque abbia più Midi-Chlorian nel sangue potrà sfruttare al meglio il potere della Forza.

    Che cos’è il Lato Oscuro?
    La Forza viene solitamente usata per difendere l’equilibrio universale ma essa ha anche un lato oscuro legato alle emozioni che generano il conflitto: paura e rabbia, invidia, gelosia, cupidigia, arroganza, brama di potere e tutto ciò che è alla base della violenza. A volte gli uomini in cui la Forza scorre potente cedono a queste emozioni e abbracciano il lato oscuro.

    Cosa sono i Sith?
    Ordine parallelo e nemico dei Jedi i Sith sono uomini che hanno dedicato la loro vita alla conoscenza e all’utilizzo del lato oscuro della Forza. Un tempo un ordine vero a proprio, nell’epoca narrata nei film rispettano rigidamente la regola dei due. Solo due Sith possono esistere: un allievo e un maestro.

    Cos’è il Millennium Falcon?
    Il Millennium Falcon è un’astronave di proprietà del contrabbandiere Ian Solo che l’ha vinta a carte giocando col suo amico Lando Calrissian. Dal design tutt’altro che intrigante è in realtà una nave estremamente veloce tanto da guadagnarsi l’appellativo affettuoso di “pezzo di ferraglia più veloce della galassia”.

    Cos’è la Morte Nera?
    La Morte Nera è una superarma di cui dispone l’impero galattico. Si tratta di una fortezza a forma di planetoide che ha la potenza di fuoco sufficiente per distruggere un intero pianeta. È stato il principale spauracchio dei ribelli che si erano opposti strenuamente all’Impero.

    Note per gli expat
    Qualora la vita vi avesse condotto all’estero la recrudescenza del fenomeno di Star Wars potrebbe rappresentare un doppio problema. La sensazione di isolamento potrebbe infatti acuirsi quando scoprirete che quel poco che sapete di Guerre Stellari, captato facendo uno zapping svogliato sul televisore di casa, è quasi tutto sbagliato. Parliamo ovviamente dei nomi dei personaggi che sono stati adattati per il pubblico italiano con dei criteri tanto pretestuosi quanto inconoscibili, generando confusione anche negli adattori dei film successivi che spesso sono caduti nel pallone. Se Luke Skywalker, Anakin, Obi-Wan Kenobi e altri sono riusciti a passare indenni le maglie dell’edizione italiana non è andata troppo bene ad altri, come al malvagio Lord Fener che in originale si chiamava Darth Vader o a Ian Solo (in originale Han Solo) o alla principessa Leila (in originale Leia). Ma quello che hanno pagato lo scotto più pesante sono stati probabilmente i simpatici droidi C1-P8 e D-3B0 che in originale si chiamavano R2-D2 e C-3P0. Non è dato sapere se per voglia di raddrizzare un torto o per semplice sbadataggine nella più recente trilogia prequel i due droidi sono stati chiamati con i nomi originali, cortesia non usata invece per Vader che anche nell’eposidio III è stato sempre e solo Fener. La confusione è sicuramente caratteristica del lato oscuro perché, pur senza cambiare nome, l’imperatore Palpatine ha creato diversi grattacapi in fase di doppiaggio. E così in certi film viene chiamato Palpatain, con la pronuncia all’inglese, e in certi altri Palpatin, con la pronuncia alla francese.

    Frasario minimo

    “Luke, sono tuo padre”
    Frase cardine della saga viene pronunciata nell’episodio V quando lo spettatore viene a sapere che il cattivo Fener era in realtà il padre del protagonista. Di solito viene pronunciata imitando la parlata ansimante caratteristica del villain.

    “Che la Forza si con te”
    Mantra ripetuto in ogni angolo della saga è una frase di buon augurio da usare in tutte le occasioni. I burloni evitino il più possibile la risposta “e con il tuo spirito”.

    “Fare o non fare, non c’è provare”
    Frase dell’infinito campionario del potente maestro Yoda (quel piccolo mostriciattolo verde che ricorda vagamente E.T.) viene pronunciata nell’Episodio V, è un invito ad abbandonare le insicurezze e a rompere gli schemi mentali che ci bloccano. Perfetta per sostituire un costoso corso motivazionale.

    “Ti amo”, “Lo so”
    Uno degli scambi di dichiarazioni d’amore più leggendario della storia del cinema viene pronunciato dalla principessa Leila e dall’amato Ian Solo. Non è provato scientificamente ma pare che quel “lo so” utilizzato al punto giusto con un partner amante della saga potrebbe aver salvato numerosi matrimoni.

     

    Un ultimo avvertimento
    In nessun caso manifestate simpatia (ma sarebbe davvero difficile) per un essere alto, dall’andatura dinoccolata e la lingua penzolante, che parla una lingua strana. Si tratta di Jar-Jar Binks ed è il personaggio più odiato dalla serie, tanto odiato che lo stesso Lucas lo ha quasi disconosciuto dopo averlo introdotto nei film prequel.

     

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    Star Wars, dove eravamo rimasti (Episodi IV-VI)

    Mercoledì il ciclone Star Wars tornerà ad abbattersi sul pianeta per la terza volta nel giro di quasi 40 anni. Per chi volesse rimettersi al pari con le storie della famiglia Skywalker e soci e non avesse il tempo di rivedere i sei film per oltre 13 ore di intrattenimento ecco il riassunto in ordine cronologico dei film della saga dall’episodio I all’episodio VI. Ovviamente per chi volesse recuperare i film l’avvertimento è d’obbligo: i riassunti sono pieni di spoiler.

    Episodio IV: Una nuova speranza (1977), di George Lucas
    Sono passati 19 anni dagli eventi dell’Episodio III e nella galassia si è creata un’alleanza ribelle che contrasta il potere dell’impero e vorrebbe il ritorno alla Repubblica. Un gruppo di spie è riuscito a rubare i piani della Morte Nera, una superarma imperiale capace di distruggere interi pianeti, e a consegnarli a uno dei leader dei ribelli, la principessa di Alderaan Leila Organa (Carrie Fisher). Le forze imperiali riescono a catturarla ma non prima che la principessa affidi i piani e un messaggio al droide C1-P8 che insieme al droide protocollare D-3P0 viene spedito sul pianeta Tatooine alla ricerca del maestro Jedi Obi-Wan. I droidi però, dopo varie peripezie, finiscono in mano  a Luke Skywalker (Mark Hamill), giovane che vive con lo zio nel deserto e che sogna da anni di diventare un pilota. Luke scopre il messaggio e cerca di trovare Obi-Wan (Sir Alec Guinness), ipotizzando che possa essere un vecchio eremita chiamato Ben che abita non troppo lontano da casa. Raggiunto il vecchio, Obi-Wan gli svela di essere un cavaliere jedi e di aver conosciuto in passato il padre di Luke, un jedi anche lui che – racconta Obi-Wan – venne ucciso dall’oscuro Darth Fener, braccio destro dell’imperatore. Obi-Wan decide di portare il messaggio e i piani della Morte Nera sul pianeta Alderaan per consegnarli al padre della principessa Leila, e chiede a Luke di venire con lui. Il giovane rifiuta ma quando torna indietro scopre che i soldati imperiali hanno bruciato la sua casa e ucciso gli zii che lo avevano cresciuto. Decide quindi di raggiungere Obi-Wan e di aiutarlo nella sua impresa con il jedi che in cambio gli propone di addestrarlo all’uso della forza. I due hanno bisogno di un’astronave e si affidano al contrabbandiere Ian Solo (Harrison Ford) e al suo fido alleato, il wookie Chewbacca (Peter Mayhew) comandante del Millennium Falcon definito “il pezzo di ferraglia più veloce della galassia”. Quando i nostri eroi arrivano vicino Alderaan scoprono però che il pianeta è stato distrutto su ordine Darth Fener per dimostrare la potenza della Morte Nera. Ed è proprio la fortezza spaziale dell’impero a catturare con un raggio traente il Millennium Falcon. Lì il droide C1 scoprirà che Leila è imprigionata proprio nelle celle della superarma e così Ian e Luke vanno a salvarla mentre Obi-Wan va a distruggere il raggio traente. Il maestro jedi però si imbatte nel suo vecchio nemico, Darth Fener, e dopo un duello acceso Obi-Wan cade davanti agli occhi di Luke non prima però di aver liberato il Falcon. Luke, Ian, Leila, Chewbacca e i droidi scappano ma finiscono per attirare la Morte Nera su Yavin 4, base segreta dei ribelli, dove in una battaglia disperata e sfruttando il potere appena acquisito della forza, Luke riuscirà a distruggere la temibile arma dell’Impero.

     

    Episodio V: L’Impero colpisce ancora (1980), di Irvin Kershner
    Tre anni dopo gli eventi dell’Episodio IV i ribelli sono stati costretti a spostare la loro base sul pianeta ghiacciato di Hoth mentre l’Impero setaccia la galassia alla loro ricerca. Il maestro Obi-Wan, morto in uno scontro con Darth Fener, appare in sogno a Luke Skywalker invitandolo ad andare sul sistema di Dagobah, alla ricerca di un Jedi di grande potere, il maestro Yoda. La base intanto viene scoperta e attaccata dalle forze imperiali e i ribelli sono costretti a disperdersi. Mentre Luke va in cerca di Yoda, Ian e Leila, che sono sempre più attratti l’uno dall’altra, tentano la fuga disperata a bordo del Millennium Falcon nascondendosi in un campo di asteroidi. A loro insaputa però Darth Vader ha incaricato un gruppo di cacciatori di taglie, tra cui l’infallibile Boba Fett, di ritrovare il Falcon. Ed è proprio Fett a scoprire la nave di Solo diretta verso la Città delle Nuvole, stazione minerariara fluttuante sul pianeta gassoso di Bespin, una struttura di proprietà di Lando Calrissian (Billy Dee Williams), amico di Ian. Le forze dell’impero, avvertite da Fett, hanno però anticipato Ian e Leila e hanno estorto a Lando un accordo. La principessa e il contrabbandiere vengono catturati e usati come esca per attirare Luke Skywalker in una trappola ordita da Darth Fener che si mostra sempre più interessato al destino del giovane jedi in divenire. Intanto Luke è arrivato su Dagobah dove trova un alieno dall’aspetto buffo con cui fa amicizia. Il piccolo essere non è altri che Yoda che a poco a poco svela il suo potere e la sua saggezza addestrando Luke e mettendolo in guardia contro il potere del lato oscuro della forza. Una visione però mostra Leila e Ian in pericolo e Luke accorre sul pianeta Bespin per salvarli. Il piano di Fener è quello di intrappolare Luke in un blocco di grafite ghiacciato e per farlo prova il procedimento con Ian Solo. Prima che il contrabbandiere si incammini verso un atroce destino la principessa gli rivela il suo amore, ricevendo in risposta un semplice “lo so”. Lando, intanto, contrariato con gli imperiali che non hanno rispettato gli accordi e afflitto dai sensi di colpa decide di aiutare Leila a fuggire ma nel frattempo arriva Luke che ha un durissimo confronto con Fener dove gli viene amputata una mano e dove gli viene svelata la verità su suo padre. Anakin Skywalker non è stato ucciso da Darth Fener, Anakin Skywalker è Darth Fener ed è passato al lato oscuro. Fener tenta di portare il figlio dalla sua parte promettendogli un potere oltre ogni immaginazione, un potere che avrebbe permesso loro di sfidare e uccidere l’imperatore stesso, anche lui un potente jedi oscuro. Luke è sconvolto e pur di sfuggire al padre si getta nel condotto principale di areazione della Città delle Nuvole andando verso morte certa. In realtà il giovane Jedi viene salvato da Lando e Leila che scappano a bordo del Millennium Falcon mentre il blocco in grafite con dentro un Ian Solo ancora vivo viene consegnato come premio al cacciatore di taglie Fett che lo consegna a sua volta a Jabba de Hutt, gangster di Tatooine che da anni aveva un contenzioso con il contrabbandiere.

     

    Episodio VI: Il ritorno dello Jedi (1983), di Richard Marquand
    Un anno dopo gli eventi dell’Episodio V Luke, Leila, Chewbacca e Lando hanno rintracciato Ian Solo, ancora intrappolato nel blocco di grafite. Il corpo del contrabbandiere si trova nel covo di Jabba sul pianeta Tatooine. Dopo uno spettacolare salvataggio il gruppo riporta Ian al punto di adunata dei ribelli mentre Luke ritorna sul pianeta Dagobah dove il maestro Yoda, in punto di morte, gli conferma che Darth Fener è suo padre e che al mondo c’è un alro Skywalker. A rispondere agli interrogativi di Luke è lo spirito di Obi-Wan che rivela che Leila è la sorella di Luke che la forza scorre anche in lei, e profetizza che il giovane Jedi dovrà affrontare suo padre ancora una volta. Nel frattempo i ribelli scoprono che l’Impero sta ricostruendo la Morte Nera sotto la supervisione diretta dell’imperatore e l’arma, ancora incompleta, è in orbita attorno alla luna boscosa del pianeta Endor. Per distruggerla però i ribelli devono distruggere prima i generatori di uno scudo che la protegge. Allora una squadra guidata da Ian, Leila e Luke arriva sulla luna boscosa e lì Luke rivela a Leila che sono fratello e sorella e che ha intenzione di lasciare agli altri l’attacco al generatore per confrontarsi direttamente con Fener. Luke si consegna agli imperiali e cerca di convincere suo padre a tornare alla luce ma Fener lo cattura e lo porta sulla Morte Nera al cospetto dell’Imperatore che cerca a sua volta di convertire anche Luke al lato oscuro. Palpatine rivela prima che la Morte Nera è in realtà operativa, nonostante non sia ancora completa, e che i ribelli stanno per cadere in trappola e poi vuole convincere Luke a cedere alla sua rabbia e lo fa combattere contro suo padre. Fener leggendo nella mente del giovane Jedi scopre di avere anche una figlia e minaccia Luke di convertire Leila al lato oscuro innescando la rabbia del giovane Jedi che nello scontro mozza la mano del padre. L’Imperatore invita Luke a uccidere Fener e a prendere il suo posto ma il giovane Skywalker resiste e risponde all’imperatore che lui è un Jedi come lo era stato suo padre. Intanto i ribelli guidati da Ian e Leila attaccano il generatore riuscendo a distruggere lo scudo anche grazie all’aiuto valoroso degli ewok, una popolazione indigena, mentre nello spazio le navi ribelli, condotte in battaglia da Lando alla guida del Millennium Falcon, ingaggiano battaglia contro la fortezza. All’interno della Morte Nera Luke è in balia dell’Imperatore che lo tortura col suo potere. Fener, gravemente ferito dallo scontro con Luke, non sopporta però l’idea di vedere suo figlio morire e con le ultime forze lancia un attacco mortale contro il suo ex maestro nelle arti oscure. Palpatine cade sotto l’attacco di Fener ma non prima di aver inferto un colpo mortale. Luke si libera e cerca di aiutare suo padre che, prima di morire tra le sue braccia, gli chiede di togliergli la maschera. Luke fugge dalla Morte Nera portando via il corpo del padre poco prima che Lando e i ribelli distruggano una volta per tutte la fortezza spaziale. Atterrati sulla luna di Endor gli eroi celebrano la vittoria e durante il funerale di Anakin Skywalker Luke alza lo sguardo ed è sollevato nel vedere lo spirito redento di suo padre al fianco a quelli di Obi-Wan e di Yoda.

    (Per i riassunti degli Episodi I-III vedere qui)

     

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    Star Wars, dove eravamo rimasti (Episodi I-III)

    Mercoledì il ciclone Star Wars torna ad abbattersi sul pianeta con una nuova trilogia, la terza nel giro di quasi 40 anni. Per chi volesse rimettersi in pari con le storie della famiglia Skywalker e soci e non avesse il tempo di rivedere i sei film per oltre 13 ore di intrattenimento ecco il riassunto in ordine cronologico della saga dall’episodio I all’episodio VI. Ovviamente per chi volesse recuperare i film l’avvertimento è d’obbligo: i riassunti sono pieni di spoiler.

    Episodio I: La Minaccia Fantasma (1999), di George Lucas
    La Federazione dei Mercanti ha posto un blocco navale attorno al pianeta Naboo. L’oggetto della disputa è la decisione di tassare alcune rotte commerciali ma la Federazione agisce in combutta con un uomo misterioso che si fa chiamare Lord Sidious. Il cavaliere Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e il suo allievo Obi-Wan (Ewan McGregor) vengono mandati a dirimere la faccenda ma non riescono a sventare un attacco al pianeta. I due salvano la regina di Naboo, Amidala (Natalie Portman), vorrebbero portarla nella capitale della Repubblica, Coruscant, ma la loro nave viene danneggiata e sono costretti ad atterrare sul pianeta desertico di Tatooine. Lì Qui-Gon scopre un bambino di 8 anni, uno schiavo di nome Anakin Skywalker (Jake Lloyd), che potrebbe diventare un jedi molto potente. Il Cavaliere decide di portarlo con sé per farlo esaminare al gran consiglio dei Jedi guidato dal maestro Yoda che però nutre molti dubbi sul futuro del ragazzo di cui percepisce il grande potere ma anche fortissime emozioni come paura e rabbia, emozioni che potrebbero portare un jedi al lato oscuro. Intanto su Coruscant le proteste della regina Amidala causano la caduta del cancelliere Valorum e l’ascesa di Palpatine (Ian McDiarmid), ambizioso senatore del pianeta Naboo. E mentre le Forze della Federazione si preparano al colpo finale la regina, i due jedi e il piccolo Anakin, tornano sul pianeta per liberarlo. Nella battaglia però Qui-Gon Jinn cadrà sotto i colpi di un jedi oscuro allievo di Lord Sidious, Darth Maul, poi ucciso da Obi-Wan. E con l’ultimo respiro il Jedi chiederà a Obi-Wan di addestrare il piccolo Anakin alle vie della forza nonostante i dubbi del consiglio perché – Qui-Gon Jinn ne è convinto – il ragazzino è il prescelto che porterà l’equilibrio nell’universo.

    Episodio II: L’Attacco dei Cloni (2002), di George Lucas
    Dieci anni dopo gli avvenimenti dell’Episodio I una nuova minaccia mette a rischio l’equilibrio della galassia, si tratta di un movimento separatista guidato da un ex Jedi, il conte Dooku (Christopher Lee). Per arginare l’emorragia di mondi il cancelliere Palpatine ha avanzato la proposta di creare un esercito della Repubblica per affiancare l’ordine dei Jedi che sono troppo pochi per fronteggiare tutti i problemi della galassia. A questa proposta si oppone un gruppo di senatori pacifisti, tra cui la rappresentante del pianeta Naboo, Amidala. Quando però la senatrice si salva da un attentato il consiglio dei jedi ordina al maestro Obi-Wan e al suo giovane allievo Anakin (Hayden Christensen) di proteggere l’ex regina che avevano già conosciuto tanti anni prima. Le strade di maestro e allievo allora si dividono. Anakin si occupa della protezione della senatrice, di cui è segretamente innamorato, mentre le indagini sull’attentato portano Obi-Wan sul lontano pianeta Kamino, dove la popolazione sta clonando da oltre 10 anni un esercito ordinato in segreto dai rappresentanti della Repubblica. Su Naboo intanto scoppia la passione tra Anakin e Amidala, ma l’idillio si spezza quando una visione avverte Anakin che la madre, a cui è profondamente legato, si trova in un pericolo mortale. Anakin e Amidala volano sul pianeta desertico di Tatooine dove il ragazzo scopre che sua madre è stata rapita da una banda di predoni Tusken. Il giovane jedi cerca di salvarla ma la trova agonizzante e dopo un ultimo straziante saluto gli muore tra le braccia. In preda a una rabbia furibonda Anakin si vendica, uccidendo tutti i predoni. Nel frattempo l’indagine di Obi-Wan lo ha portato su Geonosis, pianeta-fonderia dove i separatisti, su ordine del sempre misterioso e incappucciato Lord Sidious, stanno creando un’armata di droidi. Al diffondersi della notizia il senato concede dei poteri speciali al cancelliere Palpatine e vota per la creazione dell’esercito di cloni, le cui prime unità intervengono su Geonosis salvando Obi-Wan, Anakin e Amidala dalle truppe del Conte Dooku, che si scopre un seguace del lato oscuro. Il Conte riesce però a fuggire, portando con sé i piani di un’arma misteriosa, e l’insurrezione si trasforma in un vera guerra. Scoppiano così le cosiddette Guerre dei Cloni. Intanto, a dispetto di tutto, Anakin e Amidala si sposano in segreto sapendo che né i Jedi né il senato galattico approverebbero la loro unione.

    Episodio III: La Vendetta dei Sith (2005), di George Lucas
    Tre anni dopo gli avvenimenti dell’Episodio II la guerra dei Cloni ha raggiunto il suo culmine. Con un attacco a sorpresa i separatisti guidati dal conte Dooku e dal robotico generale Grievous hanno rapito il cancelliere Palpatine. Obi-Wan e Anakin tentano una missione disperata per salvarlo, missione che si conclude quando, su insistenza di Palpatine, Anakin uccide a sangue freddo un conte Dooku ormai arreso. Il giovane viene celebrato come un eroe, finisce per godere della stima e dell’amicizia del cancelliere stesso e scopre anche che la senatrice Amidala, con cui è segretamente sposato, è incinta. Due cose però turbano il giovane e potente Jedi, una visione in cui sua moglie muore di parto, e la decisione del cancelliere di nominarlo suo rappresentante nel consiglio dei Jedi, decisione presa con irritazione dagli stessi maestri che cominciano a diffidare del cancelliere e di Anakin stesso. Mentre Obi-Wan viene mandato a dare la caccia al generale Grievous, rifugiato sul lontano pianeta di Utapau, Anakin finisce sempre più sotto l’ala protettrice di Palpatine che a poco a poco gli svela la sua vera natura. Palpatine è in realtà il signore dei Sith, Lord Sidious, maestro del lato oscuro della Forza, il cui potere potrebbe riportare indietro Amidala dalla morte profetizzata da Anakin. Il giovane, scosso, denuncia inizialmente il cancelliere al consiglio dei Jedi che decidono di intervenire per deporlo, ma quando il maestro Mace Windu sta per uccidere Palpatine è lo stesso Anakin a intervenire e a salvarlo chiedendogli di guidarlo sulla via del lato oscuro. Palpatine, conquistato un nuovo e potentissimo alleato, emana il cosiddetto Ordine 66 e in tutti i pianeti della galassia i cloni, che fino a quel momento avevano combattuto al loro fianco, si rivoltano contro i jedi uccidendoli a tradimento. Gli unici a salvarsi sono Obi-Wan e il maestro Yoda che volano su Coruscant dove Palpatine, denunciando un presunto golpe dei Jedi, dichiara, in nome della sicurezza, la fine della Repubblica e l’inizio di un nuovo Impero Galattico. E mentre Obi-Wan si lancia all’inseguimento dell’ex allievo Anakin, che ora porta un nome da Sith, quello di Darth Fener, Yoda sfida Lord Sidious nella sala del senato galattico. Obi-Wan sconfigge Fener, mutilandolo gravemente ma l’affetto per l’ex allievo gli impedisce di ucciderlo e quando Amidala si trova in punto di morte, dopo essere stata ferita dallo stesso Anakin, il Jedi riesce a salvare i due gemelli a cui la senatrice dà il nome di Luke e Leila. Yoda però non è altrettanto fortunato e riesce a sfuggire a malapena dall’attacco di Sidious. Yoda e Obi-Wan si riuniscono e decidono di affidare la piccola Leila al senatore Bail Organa, principe del pianeta Alderaan e oppositore di Palpatine, e Luke al fratellastro di Anakin, Owen Lars del pianeta Tatooine. Su quest’ultimo sarà lo stesso Obi-Wan a vegliare mentre Yoda si nasconderà in un pianeta sperduto. L’imperatore invece salva Fener rinchiudendo il suo corpo martoriato in un’armatura nera e mostrando al discepolo la nuova superarma che sta per essere costruita dall’impero, la futura Morte Nera.

    (Per il riassunto degli episodi IV-VI vedere qui)

     

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