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    Netflix compra The Irishman di Martin Scorsese

    Dalla speranza alla certezza: il nuovo attesissimo film di Martin Scorsese, The Irishman, si farà e Netflix si è assicurata anche i diritti per la distribuzione internazionale. La notizia è stata riportata da Indiewire.
    Il colosso dello streaming, infatti, ha intenzione di distribuire sulla sua piattaforma la pellicola del regista che ultimamente abbiamo trovato al cinema con l’intenso Silence. The Irishman riporta Scorsese nel genere gangster movie e rivedrà il regista lavorare col suo attore feticcio: Robert De Niro.
    Al momento non ci sono commenti da parte di Netflix, ma sicuramente questo fatto rappresenta una svolta per l’azienda, visto che The Irishman è stato tra i film più ambiti al Marché di Cannes. Tratto dal libro I Heard You Paint Houses di Charles Brandt, The Irishman è un nuovo tuffo del regista nella vita criminale statunitense e seguirà le avventure del killer mafioso Frank Sheeran, detto, appunto, The Irishman, l’Irlandese.
    Oltre a De Niro, nel cast dovrebbero esserci anche Al Pacino e Joe Pesci, anche se la partecipazione di questi due attori non è stata ancora confermata. Su sceneggiatura di Steve Zaillian, le riprese di The Irishman inizieranno entro la fine di quest’anno.

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    Juliane Moore e Robert De Niro, una serie all-star per Amazon

    Due star di prim’ordine e un regista d’eccezione. Niente male per il nuovo progetto televisivo di Amazon, una serie che non ha ancora un titolo ma ha già ben tre nomi. Quelli di Robert De Niro, di Julianne Moore e del regista del Lato Positivo e di American Hustle David O. Russell. Il telefilm, sviluppato dalla Weinstein Company, è stato acquistato lo scorso agosto dal colosso delle vendite on-line che ha messo sul piatto – secondo le indiscrezioni raccolte dal sito americano Deadline – ben 160 milioni di dollari per due stagioni da otto episodi ciascuna. È lecito pensare che una fetta consistente del budget possa finire nelle tasche degli attori con il solo De Niro che dovrebbe vedersi staccato un assegno di circa 850mila dollari a puntata.

    David O. Russell scriverà e dirigerà tutti gli episodi e per lui si tratterà di un nuovo tentativo di sbarcare sul piccolo schermo dopo che l’anno scorso si era sfilato all’ultimo minuto da un progetto di serie realizzato per il canale Abc. Nella cinquantennale carriera di De Niro ecco dunque un nuovo esordio. Mai infatti l’attore di Toro Scatenato e C’era una volta in America aveva recitato in un prodotto seriale se si esclude il progetto “The Godfather: a novel for television”, un rimontaggio dei primi due film del Padrino che era stato trasmesso in tv negli anni 70. Diverso il discorso per Julianne Moore che prima della celebrità raggiunta con Il Grande Lebowski aveva iniziato nella soap Così gira il mondo ed era apparsa più recentemente nella sit-com 30 Rock.

    Robert De Niro e Julianne Moore sono le ultime stelle di Hollywood a scommettere sul piccolo schermo. Un trend in netta crescita negli ultimi anni che ha visto iscriversi al ruolino attori sulla cresta dell’onda come Matthew McConaughey (True Detective) e qualche star in attesa di rilancio come Halle Berry (Extant) e che nei prossimi mesi conterà anche su grossi nomi come Daniel Craig (interpreterà la serie Purity per Showtime), Amy Adams (Sharp Objects per Hbo) e l’accoppiata Jonah Hill-Emma Stone che porterà su Netflix la commedia Maniac.

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    Nonno Scatenato: generazioni allo sbando

    Zac Efron e Robert De Niro sono i protagonisti della commedia Nonno Scatenato, diretta da Dan Mazer e in sala da mercoledì 13 aprile. L’incontro tra due generazioni tra eccessi, dialoghi sboccati e situazioni che dovrebbero far ridere, ma che in realtà a mala pena riescono a strappare un sorriso.

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    Da Toro Scatenato a Nonno Scatenato: Robert De Niro si concede – e può farlo tranquillamente – un’incursione nella commedia demenziale, quella che insegue la scia lasciata da American Pie cercandone di emulare il successo. Ma Nonno Scatenato non riesce nemmeno lontanamente ad avvicinarsi a quel genere di film e ci propone una storia senza capo né coda, con personaggi discutibili e situazioni al limite del grottesco e surreale.
    Tutto ha inizio ad un funerale: Jason Kelly (Zac Efron) ha appena perso la nonna e i preparativi del matrimonio con Meredith gli stanno facendo attraversare un periodo non proprio tranquillo. Così, quando il nonno Dick (Robert De Niro) gli chiede di accompagnarlo nella sua casa in Georgia, passando per la Florida, Jason, anche se non del tutto convinto, accetta. Il viaggio che i due, un tempo molto legati, intraprendono, sarà all’insegna dell’eccesso più spinto e permetterà a Jason di vedere il nonno sotto un’altra prospettiva.

    Nipote bacchettone e nonno eccentrico (il cui unico obiettivo è quello di “fottere, fottere, fottere!“) ritrovano quel legame che da qualche tempo si era spezzato e insieme ne combinano di tutti i colori, come partecipare ad una mega festa a base di droghe, alcool e sesso a Daytona Beach.
    Tutto è superficiale in Nonno Scatenato, niente è approfondito e si tende a considerare la comicità solo come il risultato dei dialoghi sboccati (e senza alcun senso) tra i vari personaggi. Ovvio: non ci si aspetta un capolavoro del genere comico con battute intelligenti e situazioni che lasciano incollati allo schermo gli occhi del pubblico. Ma davvero si può ancora credere che solo usando parolacce, creando situazioni surreali, inserendo personaggi inutili, sederi che strabordano da succinti costumi da bagno ed espedienti ridicoli si possa generare, in chi guarda, delle risate veramente sentite? Nonno Scatenato – dove “scatenato” sostituisce lo “zozzone” del titolo originale, forse per richiamare il titolo di Scorsese di cui De Niro è protagonista (davvero, non ce n’era bisogno!) – manca di comicità e quei pochi momenti divertenti (più o meno due in un’ora e quaranta di film) sono così risicati da risultare inutili, tanto da rimpiangere quei Borat e Brüno di cui Mazer scrisse la sceneggiatura.

    I riflettori sono puntati sulle due star: su Zac Efron, che continua a sbatterci in faccia (oltre alla sua fisicità che rasenta la perfezione) i suoi trascorsi canori, ma soprattutto su Robert De Niro, che con questo film si mette totalmente in gioco, ma Mazer non riesce a sfruttarne appieno le abilità indiscusse. Niente da dire sul resto del cast, che risulta solo un comodo appoggio per i due protagonisti e un fastidioso orpello per il pubblico.

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    Il Lato Positivo – Silver Linings Playbook

    Il Lato Positivo - Silver Linings Playbook 7marzo

    IL LATO POSITIVO
    (The Silver Linings Playbook)
    GENERE: Drammatico, Romantico, Commedia
    ANNO: 2012
    USCITA: 07/03/2013
    DURATA: 117′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: David O. Russell
    CAST: Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Julia Stiles, Taylor Schilling, Chris Tucker, Shea Whigham, Dash Mihok, John Ortiz, Anupam Kher, Jacki Weaver, Bonnie Aarons, Brea Bee
    DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
    TRAMA: Rilasciato dopo quattro anni da una clinica psichiatra e affidato alle cure dei genitori, l’ex insegnante di storia Pat Peoples dedica la sua vita a riconquistare l’ex moglie Nikki, che lo ha lasciato per un altro uomo. La sua vita arriverà ad una svolta quando conosce Tiffany, una bellissima ragazza afflitta come lui da problemi mentali…

    RECENSIONE: Tra follia e comicità
    VOTO: 4

    TRAILER

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  • Il lato positivo: Tra follia e comicità

    La storia di un uomo che cerca di guardare oltre le tragedie della propria vita, perché ‘ogni nuvola ha un orlo d’argento’.
    VOTO: 4

    Dal ring alla follia della mente umana: dopo il successo di The Fighter, David O. Russell torna sul grande schermo con Il lato positivo, una storia basata sull’omonimo romanzo di Matthew Quick. Candidato ad otto premi Oscar (The Fighter aveva ottenuto sette candidature vincendo due statuette), Il lato positivo, che ha consacrato definitivamente Jennifer Lawrence regalandole un Oscar per la Miglior Attrice Protagonista, può essere definito come una commedia romantica nella quale, fortunatamente, le abilità del regista riescono a non far trionfare le banalità sulle quali questo genere può a volte scivolare.
    Dalla malattia mentae al trionfo dell’amore, la pellicola ci offre un percorso autentico fatto di nevrosi, depressione e manie, senza però superare il limite e trasformare il film in un dramma strappalacrime. Nevrosi, depressione e manie raccontate per mostrare come i protagonisti del film riescano, in una situazione oggettivamente pesante, a costruire insieme quel famigerato lato positivo del titolo, per poi trasformarlo in un legame sentimentale. Complice di tutto questo è il ballo: Pat e Tiffany, il cui primo incontro sembra non portare a nulla di buono, si avvicinano sempre di più per prepararsi ad una gara di ballo, nella quale a trionfare non sarà la loro esibizione, ma il loro rapporto.
    A circondare i due protagonisti tutta una serie di personaggi raccontati anch’essi con la lente della nevrosi: dal padre di Pat (un Robert De Niro toccante e commovente) a sua madre, passando per il fratello e al suo più caro amico che vive un matrimonio infelice. Tante storie e tanti personaggi magistralmente diretti (e la conferma è rappresentata dalle quattro nomination agli Oscar per i quattro attori principali), che raggiungono il massimo del loro splendore nella scena corale che prepara il finale: con sapienza e abilità, Russel dirige una delle scene più belle e indimenticabili del film, passando dal dramma al comico e regalando a tutti gli attori la possibilità di far emergere le personalità dei vari personaggi.
    Jennifer Lawrence (Tiffany) spicca su tutti gli attori regalandoci un’interpretazione davvero unica, eccellente anche l’interpretazione di Bradley Cooper (Pat), capace di farci vivere i poco equilibrati stati d’animo del suo personaggio.

    Augusto D’Amante

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