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  • Chávez – l’ultimo comandante: L’altra faccia dell’America latina

    Il controverso film-documentario di Oliver Stone, tra dittatura e democrazia
    VOTO: 3,5

    Chi è Chávez? O meglio chi era, potremmo dire oggi. Un dittatore, cocainomane, nemico degli Usa e amico di Saddam Hussein e del presidente iraniano Ahmadinejad, così come descritto da certa stampa statunitense o un illuminato e democratico rappresentante del popolo?
    Oliver Stone con il suo film-documentario – presentato con successo alla 66ma Mostra di Venezia, e in sala con una uscita‐evento il 16 aprile, in contemporanea con le elezioni del nuovo presidente venezuelano – opta per la seconda ipotesi.
    Insieme alla sua troupe attraversa l’America Latina, dai Caraibi alle Ande, nel tentativo di spiegare il “fenomeno” Hugo Chávez, e della sua rivoluzione bolivariana, pacifica ma armata, sulle orme di quel Simón Bolivar eroe venezuelano che dedicò la vita all’indipendenza degli stati sudamericani dal dominio spagnolo.
    Stone traccia il complesso quadro dei mutamenti politici che hanno contrassegnato la vita latinoamericana intervistando oltre a Chávez, molti altri
    Presidenti: Evo Morales della Bolivia, primo indio al potere, Cristina dell’Argentina, la lady della famiglia Kirchner, il giovane Rafael Correa dell’Ecuador, il fratello di Fidel, Raúl Castro di Cuba, in Paraguay, l’ex-vescovo teologo della liberazione, Fernando Lugo e Lula da Silva del Brasile, ex-operaio e sindacalista.
    Il film, quasi un road movie, mostra un continente in ebollizione e continuo movimento, vitale e sanguigno. Un continente tenuto per secoli sotto il giogo dell’oppressione, ricco di fonti di energia, gas, petrolio e materie prime, mai godute da una popolazione affamata e semi-analfabeta. Mostra una politica che per secoli non ha mai fatto gli interessi del popolo ma solo quelli di caste locali e potenze straniere.
    Forse adesso qualcosa sta cambiando.

    Francesca Bani

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  • Jimmy Bobo – Bullet to the Head: Rocky, Rambo e Bobo

    VOTO: 4

    Tempo 10 minuti e stiamo già sorridendo alla carrellata di foto segnaletiche che ci mostrano un Sylvester Stallone giovanissimo, giovane, adulto, icona. Un inizio che, ancora più del prologo, ci immerge nel giusto mood per godere di Jimmy Bobo – Bullet to the Head, film che riporta in azione Walter Hill – ancor più del nostro protagonista – dopo una decina di anni passati tra televisione e Alieni (Prometheus compreso) vari…
    Il film è la dimostrazione dell’intelligenza e dell’esperienza di un attore capace di non prendersi sul serio tanto quanto di giocare con la propria immagine, e della capacità di un grande regista di costruire un film di azione poliziesca molto classico e – non a caso – molto fisico intorno a una presenza statuaria come quella di Stallone.
    Come dei fuoriclasse sul campo di calcio si dice che sappiano far correre il pallone, invece di correre loro stessi, qui Sly tiene la scena ed infiamma gli animi con studiatissime battute e sapienti espressioni del volto.
    Tutte le carte sono sul tavolo, da subito: l’Old Guy in età da pensione, la sua nemesi-riflesso da affrontare in uno scontro finale dopo un lungo fronteggiarsi anche a distanza, il rapporto con una figlia capace di tirare fuori il meglio di lui, un partner ‘buono’ con il quale duettare. Ma non importa. Non vogliamo una sorpresa, non vogliamo Heat, qui c’è Sly e non serve essere fan per godersi le sue battute (meglio se in originale) e i suoi stereotipi razziali snocciolati senza reale convinzione.
    E quando cita Jerry Maguire, alzatevi, la standing ovation potrebbe disturbarvi la visione.

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  • Hitchcock: Ognuno ha il suo Passeggero Oscuro

    VOTO: 3.5

    Non un documentario, non solamente un dietro le quinte della realizzazione di uno dei più grandi film di tutti i tempi e – secondo molti – del capolavoro del ‘Maestro del Brivido’, ma qualcosa di più. In ogni senso. Un esordio davvero pregevole questo del documentarista (ma anche musicista, giornalista, sceneggiatore, anche per Spielberg – The Terminal – tra gli altri…) Sacha Gervasi che, da amante del personaggio in questione, sceglie il tono giusto e una chiave di (ri)lettura che renderà la storia particolarmente gradita per il pubblico.
    Raccontare il “nostro piccolo film” diventa così l’occasione per parlare degli aspetti più nascosti di Hitchcock, quelli più oscuri – le sue ossessioni e manie, anche nascoste – come quelli più divertenti, ma soprattutto quelli più quotidiani e privati. Su tutti il rapporto con la moglie Alma. Suo ex capo, sua collaboratrice, co-sceneggiatrice e – fondamentalmente – sostegno della sua vita e della sua carriera.
    Una presenza costante nel film è anche Ed Gein, serial killer conclamato (e ispiratore dei vari Hannibal cinematografici) che vediamo spesso interagire con il nostro Alfred in un rapporto che ricorda molto quello del Dexter televisivo col padre (anche se potremmo parlare di Dark Passenger anche per Hitchcock) e che sottolinea i tanti paralleli tra ossessioni e ossessivi, ivi compreso Anthony Perkins, e che rimanda fortemente al piacere voyeuristico del regista, dell’uomo, del filmmaker fedele solo alla visione resa dalla macchina da presa.
    Le licenze sono quindi molte, ma deve essere chiara la premessa: non si tratta di un documentario né di una biografia. E’ la storia di una crisi e di una coppia. Forse nemmeno in quest’ordine. La crisi (successiva al successo di Intrigo Internazionale) di un uomo di 60 anni esaltato da tutti, ma piano scivolato nell’abitudine e dato per scontato, quando non per scavalcato; un uomo alla ricerca di nuove sfide e di nuovi rischi, per sentirsi libero. Una coppia che mette al centro una figura femminile che ritroveremo in qualche nomination tra qualche settimana, grazie anche a una maestosa e affascinante Helen Mirren, capace di mettere in secondo piano l’Hopkins nascosto sotto al trucco di Hitch (un fissità certo necessaria, ma a tratti forse un po’ troppo ‘spontanea’) e la splendida Johansson, più che discreta nei panni di Janet Leigh, soprattutto lontano dal set.
    Per il resto, tanto divertimento, registico soprattutto. Nelle rivelazioni di una personalità complessa, nelle gag ripetute e nascoste dall’icona che già all’epoca sovrastava la persona, nel gioco continuato con le immagini che ancora oggi abbiamo di Lui e del suo cinema (si vedano i tanti profili, le sue ‘ombre cinesi’ e l’ispirazione finale per il prossimo film).

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  • Hansel & Gretel – Cacciatori di fantasmi: L’immondo delle fiabe

    In Hansel & Gretel – Cacciatori di fantasmi non sembra particolarmente strategica la somiglianza con alcuni titoli poco fortunati del recente passato e le streghe alla Marilyn Manson non salvano un Action piuttosto fine a se stesso.
    VOTO: 2

    “Davanti a un gran bosco abitava un povero taglialegna che non aveva di che sfamarsi; riusciva a stento a procurare il pane per sua moglie e i suoi due bambini: Hansel e Gretel. Infine giunse un tempo in cui non poté più provvedere neanche a questo e non sapeva più a che santo votarsi…”
    Al pover’uomo è dedicato – omaggio dovuto ai Fratelli Grimm, tanto saccheggiati – anche l’incipit di questo film, la prima ‘grande produzione’ di cui abbia avuto responsabilità Tommy Wirkola, regista norvegese del geniale Dead Snow e altre amenità ricche di ironia e spirito.
    In un medievo particolarmente avanzato, quanto a tecnologie belliche e di informazione, si dibattono infatti i due orfanelli abbandonati, ‘oggi’ coppia di fascinosi Bounty Killer interpretati da Gemma Arterton e Jeremy Renner in una duplice versione del Van Helsing di Hugh Jackman.
    Il tono è chiaro sin dall’inizio, nella imprescindibile casetta di Marzapane (molto Alice in Wonderland): cruento, come solo le favole sanno essere, e irreale. Purtroppo il genere avventuroso richiede anche una ferrea morale e una presupposta difesa della giustizia che vanificano le tracce più umoristiche – volontarie (il diabete di Hansel) e non (l’associazione delle streghe) – come collabora a fare la parte magica e soprannaturale, particolarmente poco convincente e troppo ‘moderna’.
    Un film che difficilmente contenterà la critica, ma che potrà dividere il pubblico, tra i grandi fan del genere e degli attori, o i riferimenti a analoghe azioni in film di tutt’altro stampo, e tutti quelli che resteranno sconcertati dalla bidimensionallità del film in sé.
    Legittimo chiedersi, dopo aver visto Lincoln ‘cacciatore di vampiri’ di Bekmambetov, quanto abbia ancora senso un’operazione del genere, nella quale l’originalità sia solo nel paradossale presupposto di mescolare fiaba classica e horror moderno, e non nello sviluppo, piuttosto standard e canonico, anche per i fan del genere.
    Saremmo sorpresi se l’immancabile apertura finale, a un possibile sequel, svelasse davvero un sentiero percorribile…

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  • Le avventure di Taddeo l’esploratore: Alla ricerca di tesori

    Animazione in salsa iberica firmata Enrique Gato, è Le avventure di Taddeo l’esploratore il grande trionfatore dei Goya 2013 con ben tre premi.
    VOTO: 3

    Lui è Jones, Taddeo Jones, sognatore cronico e grande fan dell’archeologia. Da quando era ragazzo ha collezionato oggetti di ogni tipo, sperando che almeno uno di essi si trasformi in un’importante scoperta. Questo gli ha permesso di trasformare ogni situazione in una grande avventura.
    Ecco perché da muratore, per una serie di coincidenze, si trasforma in un archeologo esperto, che, insieme all protagonista femminile Sara, al fedele amico a quattro zampe Jeff, a Freddy, insolita guida peruviana con un sorprendente cappotto multi uso e il pappagallo muto Belzoni dovranno trovare la Città Perduta di Paititi. Presto si accorgeranno però di non essere i soli a cercare Paititi: anche la Odisseo, gruppo consolidato di cacciatori di tesori è anch’essa alla ricerca del tesoro e saranno disposti a tutto pur di averlo.
    Il regista Enrique Gato ha fatto di personaggio che era nato per riprende, in maniera ironica, Indiana Jones, un protagonista con una propria personalità e un proprio universo, passionale e sentimentale avventuriero che ognuno ha dentro di se, un film che diverte, trasporta lo spettatore in un logo magico ricordandogli che i veri tesori sono da cercare dentro ognuno di noi.
    In uscita dall’11 aprile al cinema, è un film per tutti: i bambini vengono catturati dalla storie, gli adulti anche dal ricco sottotesto.

    Antonella Ravaglia

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    Tutto parla di te

    Locandina italiana

    TUTTO PARLA DI TE
    GENERE:
    Drammatico
    ANNO: 2012
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 83′
    NAZIONALITA‘: Svizzera, Italia
    REGIA: Alina Marazzi
    CAST: Charlotte Rampling, Elena Radonicich, Maria Grazia Mandruzzato, Valerio Binasco, Alice Torriani, Marta Lina Comerio
    DISTRIBUZIONE: Bim
    TRAMA: Pauline ritorna a Torino dopo molti anni decisa a fare i conti con il suo passato. Le sue ricerche sulla depressione post partum la portano ad incontrare Emma, una giovane ballerina in crisi dopo la nascita del figlio. La complicità tra le due donne permetterà a Pauline di fare i conti con un suo tragico segreto e a Emma di ritrovare se stessa anche nella maternità.
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    Presentato al Festival di Roma 2012 – Cinema XXI

    RECENSIONE: Madri
    VOTO: 3

    TRAILER

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    Oblivion

    Locandina italiana

    OBLIVION
    (Oblivion)
    GENERE: Azione, Fantasy, Avventura
    ANNO: 2013
    USCITA: 11/04/2013
    DURATA: 126′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Joseph Kosinski
    CAST: Tom Cruise, Morgan Freeman, Nikolaj Coster-Waldau, Olga Kurylenko, Zoe Bell, Melissa Leo
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy
    TRAMA: Jack è un veterano, un soldato esperto nella riparazione di droni di superfice, che la Corte Marziale manda su un pianeta lontano con il compito di distruggere tutto ciò che rimane di una locale razza aliena che vive sotto terra. Costretto sulla post-apocalittica superficie di un mondo nel quale la popolazione umana si è rifugiata ormai in orbita per evitare rischi (e riorganizzare la resistenza guidata da Malcolm Beech), e lontano dalla splendida moglie, Jack è atteso da un evento inatteso: l’arrivo di una affascinante viaggiatrice, Julia, precipitata sul pianeta, che lo porta a farsi più domande del previsto su ciò che conosce del pianeta stesso, sulla propria missione e persino su se stesso.
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    Basato sull’omonima Graphic Novel

    RECENSIONE: Rimandi all’indimenticabile
    VOTO: 2.5

    TRAILER

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    Jimmy Bobo – Bullet to the Head

    bullet to the head

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    JIMMY BOBO – BULLET TO THE HEAD
    (Bullet to the Head)
    GENERE: Azione, Poliziesco, Thriller
    ANNO: 2013
    DATA: 04/04/2013
    DURATA: 97′
    NAZIONALITA‘: USA
    REGIA: Walter Hill
    CAST: Sylvester Stallone, Jason Momoa , Sarah Shahi, Christian Slater, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Sung Kang
    DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
    TRAMA: Un poliziotto ed un killer assistono alla morte dei loro rispettivi compagni, per mano degli stessi assassini. Decidono così di allearsi per trovare i responsabili e vendicare la morte dei loro amici.

    RECENSIONE: Rocky, Rambo e Bobo
    VOTO: 4

    TRAILER

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  • I Croods: Come d’incanto

    Una nuova avventura in 3D dalla DreamWorks Animation che ci porta alle origini del tempo, in una ipotetica Era Crocodacia, quando anche Madre Natura iniziava a sperimentare possibili evoluzioni…
    VOTO: 4

    Un’avventura preistorica che guarda, ma solo da lontano, a L’era glaciale e ai Flinstones per raccontare in maniera illuminata e con ironia l’evoluzione del genere umano. I Croods, primo film d’animazione Dreamworks a essere distribuito in Italia da Fox  è un tripudio di immagini, un’esplosione di vitalità che descrive con intelligenza la meraviglia della prima volta, l’amore e l’incontro/ scontro con la civiltà attraverso il peregrinare di una bizzarra famigliola di cavernicoli.
    Chris Sanders e Kirk De Micco raccontano con una comicità che si affida alla migliore tradizione slapstick, il viaggio della prima famiglia moderna composta da una galleria di personaggi originalissimi: il corpulento capofamiglia Grug (Nicolas Cage), la sua dolce metà Ugga (Catherine Keener), moglie e madre diligente, l’eccentrica suocera Gran (Cloris Leachman), una figlia adolescente fin troppo ribelle, Hip (Emma Stone), il monolitico secondogenito Tenco (Clark Duke) e la sfrenata Sandy, la piccola di casa.
    Ma i Croods non sono i Flinstones: per loro la civiltà è ancora tutta da scoprire e risponde al nome di Guy, Homo Sapiens con la voce (nella versione originale) di Ryan Reynolds e il volto di un affascinante ragazzo che farà battere il cuore di Hip, .
    Guy è la gioia del cambiamento, il piacere della scoperta – il primo fuoco, le prime scarpe, il primo animale domestico (l’inseparabile bradipo canterino di nome Laccio) – mentre Grug, energumeno preistorico, è il simbolo della paura, della chiusura, della conservazione dello status quo, ma è soprattutto un Padre in crisi.
    Perché I Croods non è solo una commedia e nemmeno una semplice favola animata impreziosita da un 3D di indubbia qualità, ma è anche un film sulla famiglia e sulle sue dinamiche secolari: gli scontri generazionali, le crisi di mezza età, l’emancipazione dal nucleo familiare.
    Ci si commuoverà e si riderà, in questo volo fuori dalla caverna tra creature fantastiche, davanti all’incanto di un cielo stellato e in mezzo ad una natura magica, irruenta e immensa.

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  • I Figli della Mezzanotte: La magia dell’India!

    Tratto dall’omonimo romanzo  bestseller di  Salman Rushdie, I Figli della Mezzanotte, il film della regista indo-canadese  Deepa Mehta uscirà distribuito da Videa.
    VOTO: 2,5

    Tratto dall’omonimo romanzo  bestseller di  Salman Rushdie,  il film della regista indo-canadese  Deepa Mehta uscirà nelle sale italiane domani 28 marzo, distribuito da Videa.  E’ il 15 agosto del 1947 quando l’India dichiara indipendenza dall’Inghilterra, in questa notte così importante nascono due bimbi uno Saleem povero e l’altro Shiva ricco, le loro vite verranno scambiate, dando vita ad un percorso ricco di colpi di scena.
    Nel cast Satya Bhabha, Shahana Goswami , Shriya Saran e Siddhart.
    Tra magia e storia, sogno e realtà, il protagonista Saleem Sinai, interpretato da Satya Bhabha ci racconta la sua bizzarra storia legata a quella dell’India. La notte della sua nascita e del suo gemello cattivo Shiva, interpretato da Siddhart, coincide con la nascita di altri figli della mezzanotte, che come loro sono dotati di poteri straordinari. La regista mostra il cambiamento dell’India e del contesto sociale attraverso le vite e le personalità dei due fratelli.  Lo spettatore è proiettato nell’universo affascinante di Saleem tra le sue visioni, il rapporto con la strega Parvati e l’India in  tutto il suo splendore, le sue tradizioni, ma anche i suoi lati più oscuri e crudeli. Un film da vedere, che emoziona, ma che tende ad essere un po’ confusionario nella narrazione,

    Elisa Solofrano

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