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    Alla ricerca di Dory: vecchi e nuovi amici

    Tredici anni dopo Alla ricerca di Nemo, la Pixar ritorna nel blu profondo della Barriera Corallina per raccontarci cosa è successo a Nemo, Marlin e, soprattutto, Dory. In sala dal 15 settembre, Alla ricerca di Dory, nonostante il peso del precedente film, riesce a vivere una sua dignitosissima esistenza.

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    Le brutali logiche di mercato devono solo inchinarsi davanti al ritorno nella Barriera Corallina della Pixar: Alla ricerca di Dory, sequel/spin-off di Alla ricerca di Nemo del 2003, è l’ennesima dimostrazione di quanto piaccia alla Pixar giocare con le nostre emozioni e di quanto un’operazione del genere, a volte, va oltre il mero discorso economico. Atteso e temuto, questo sequel del film che, ormai tredici anni fa, ha ridisegnato (è il caso di dirlo) i tratti del cinema d’animazione contemporaneo, arriva nelle nostre sale il 15 settembre e, sicuramente, si farà notare.

    Accantonate per un attimo le riflessioni più profonde proposte in Inside Out, Alla ricerca di Dory si configura come qualcosa di meno complesso, ma ugualmente potente. Siamo nella Barriera Corallina, un anno dopo i fatti raccontati nel primo film. Dory vive con Marlin, Nemo e gli altri suoi amici, ma i suoi disturbi alla memoria a breve termine non le rendono vita facile. Ma presto alcuni ricordi di infanzia fanno capolino: Dory ricorda i genitori ed è intenzionata ad andarli a trovare. Nel suo viaggio, oltre a vecchie conoscenze, il pesce pagliaccio ritroverà vecchi amici e ne conoscerà di nuovi (primo fra tutti il simpaticissimo polpo Hank).

    Da spalla nel primo film a protagonista assoluta in questa nuova avventura, senza perdere un grammo del suo indiscusso fascino, anzi. Se in Alla ricerca di Nemo Dory era un’eccentrica pesciolina dal passato non molto chiaro, qui ci troviamo di fronte ad un approfondimento in chiave psicologica molto ben riuscito. Ritorna il tema dell’handicap: prima la pinna atrofica di Nemo, ora la memoria labile di Dory è al centro della vicenda. La protagonista non lo nasconde e più volte lo ripete durante il film: e questa sua debolezza si trasformerà nella sua vera forza. I ricordi si susseguono a colpi di teneri flashback (davanti ad alcuni dei quali faticherete a trattenere le lacrime, siete avvisati) e pian piano assistiamo alla vera nascita di un personaggio a tutto tondo, alla sua evoluzione e alla sua crescita.
    Quello di Dory nelle acque della California è un percorso di crescita alla ricerca delle origini, difficile, pieno di insidie, ma che vale la pena di essere vissuto. Nessun cattivo da contrastare (se non fosse per un calamaro gigante all’inizio del film), perché ciò che il film ci suggerisce è l’amara verità secondo la quale, a volte, siamo noi stessi e i limiti che ci imponiamo i nostri peggior nemici.

    A colpi di pinna o trasportati in una caraffa grazie ai tentacoli del polpo Hank, saltando tra le vasche dell’acquario e ritornando a parlare il balenese, Alla ricerca di Dory è figlio legittimo del primo film: il messaggio di fondo è solo uno, quello di non smettere mai di credere in se stessi.
    Certo, la sensazione di già visto c’è e si sente. Ma se il déjà vu è forte a livello visivo, è a livello narrativo che scompare dopo circa dieci minuti: nel momento esatto in cui Dory, Marlin e Nemo abbandonano il gruppo di tartarughe, capitanate da Scorza, che li accompagna in California, inizia la nuova avventura. Anche se la grandezza del primo film predomina, Alla ricerca di Dory vive una sua dignitosissima esistenza che già gli ha conferito un grande successo Oltreoceano. Memorabile la lunga scena in soggettiva verso il finale che infonde ancora più fascino al prodotto finale.
    Ora resta solo di sapere cosa ne penseranno tutti quei bambini, ormai adolescenti, che, all’epoca, avevano trovato in Nemo un alleato importante per la loro crescita.

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    Il trailer italiano di Alla ricerca di Dory

    Vi avevamo già mostrato, qualche settimana fa, il primo trailer di Alla ricerca di Dory, sequel di Alla ricerca di Nemo del 2003 targato Disney-Pixar. Finalmente è arrivato sul web anche il trailer ufficiale in lingua italiana e potete vederlo alla fine di questa news.
    Diretto da Andrew Stanton, il film racconta fatti accaduti sei mesi dopo ciò che viene narrato nel primo film. La pesciolina Dory, ormai trasferitasi sulla Grande Barriera Corallina, è riuscita a sconfiggere i suoi vuoti di memoria, ma un ricordo alla rinfusa la ossessiona: quello della sua famiglia. Decide così di partire alla ricerca dei suoi genitori, che vivevano nella baia di Monterey, vicino Los Angeles. Ad aiutarla nel viaggio ci saranno Marlin, suo compagno, Nemo e vecchi amici, come Branchia. Una volta giunti in California, Dory viene pescata dagli umani del Monterey Bay Aquarium.
    Se nella versione originale a prestare la voce a Dory ci sarà Ellen DeGeneres, in Italia sarà ancora una volta Carla Signoris ad interpretare il ruolo della protagonista e con lei torna anche Luca Zingaretti nella parte di Marlin. Per assistere alle nuove avventure di Dory il pubblico italiano dovrà aspettare, però, fino al 14 settembre 2016, mentre negli USA il film uscirà prima dell’estate prossima, a metà giugno. Ecco il trailer.

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    Il viaggio di Arlo: Piccoli dinosauri crescono

    A pochi mesi dall’uscita di Inside Out, Disney-Pixar porta al cinema Il viaggio di Arlo, splendido racconto di formazione che ha per protagonista un giovane brontosauro. Creando una preistoria alternativa, il regista Peter Sohn, complice l’eccellenza tecnica di casa Pixar, presenta una storia semplice che farà la gioia del pubblico più giovane. Il film sarà in sala dal 25 novembre.

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    Dopo aver esplorato la mente umana con Inside Out, il connubio Disney-Pixar torna in sala e, tramite il gioco del “what if?“, immagina cosa sarebbe successo se quel famoso asteroide che ha causato l’estinzione dei dinosauri, non avesse centrato il suo obiettivo, il pianeta Terra. Nasce così Il viaggio di Arlo, “road-movie” di animazione che racconta le avventure di un giovane brontosauro alla ricerca della sua famiglia.
    Milioni di anni dopo la scampata catastrofe, Arlo cresce nella fattoria dei suoi genitori, Henry e Ida (in originale doppiata da Frances McDormand), insieme ai fratelli più grandi Libby e Buck. Rispetto ai due fratelli, Arlo ancora non è riuscito a trovare uno scopo e una sua posizione all’interno del nucleo familiare: ha così tanta paura che nemmeno il compito più facile (dar da mangiare alle galline) gli risulta fattibile. La grande occasione arriva quando gli viene chiesto di acciuffare la “bestia” che ruba il raccolto, ma mentre Arlo e il padre cercano di catturare l’intruso, Henry viene travolto dalla piena del fiume. La vita alla fattoria riprende a fatica e presto Arlo si ritroverà faccia a faccia con il suo “nemico”: un piccolo esemplare di uomo delle caverne che ulula e cammina a quattro zampe, Spot. Durante l’inseguimento, però, Arlo cade nel fiume, batte la testa e viene trascinato dalla corrente a chilometri di distanza da casa.

    Disney-Pixar giocano di nuovo con le emozioni e questa volta vogliono raccontarci l’amicizia che si viene a creare tra un dinosauro e un essere umano allo stato primitivo. Come vuole tradizione, la grande metafora del viaggio qui trova pane per i suoi denti: le avventure di Spot e Arlo sono il pretesto che permette ad entrambi di conoscere veramente se stessi e di affrontare quelle che sono le loro difficoltà. Per Arlo questo si traduce nel fronteggiare le proprie paure: il giovane dinosauro è chiamato a riflettere su di esse, in modo da non considerarle più quel meccanismo che non gli permette di affrontare la vita, ma come quella molla necessaria per vivere in maniera più serena. Il viaggio che Arlo dovrà affrontare sarà la sua più grande lezione di vita e solo grazie a questo scoprirà il suo vero posto nel mondo.

    Nonostante alcuni problemi di produzione (il film doveva uscire nel 2013), Il viaggio di Arlo punta tutto sull’eccellenza dell’animazione (vedi gli splendidi paesaggi e gli effetti dell’acqua) e di una storia che, seppur vista e rivista, non stanca mai per la sua semplicità e, quindi, la sua capacità di conquistare gli spettatori. Per l’ennesima volta, quindi, la Pixar mostra non solo di avere abilissimi tecnici, ma anche notevoli scrittori: storia e tecnica qui vanno a braccetto, l’una è imprescindibile dall’altra (apice ti questo connubio, la scena nel campo di lucciole). Tra le intuizioni che rendono davvero unico questo film sarebbe il caso di citarne almeno due. La prima è il ricorso ad alcuni elementi del genere western: l’incontro con i T-Rex (che nella preistoria alternativa Disney-Pixar sono diventati allevatori di bisonti) si svolge secondo i canoni di questo genere, con tanto di musiche che ne sottolineano l’intensità. La secondo intuizione, la più interessante, è stata quella di trasformare l’uomo in cane dell’animale: Spot viene letteralmente addomesticato da Arlo e sarà proprio grazie al dinosauro che il giovane cavernicolo prenderà consapevolezza di ciò che è e di scegliere la sua strada.
    Sperando che la scia luminosa di Inside Out non offuschi questa nuova storia, Il viaggio di Arlo si configura come una storia di formazione dedicata indubbiamente ad un pubblico più giovane, anche grazie al fascino che i dinosauri esercitano su questa fascia di pubblico. Ma non mancherà di rendere felici anche molti adulti.

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    Finding Dory: arriva il primo trailer

    Sono trascorsi dodici anni dal clamoroso successo di Alla ricerca di Nemo, film di animazione targato Disney – Pixar che vinse anche il Premio Oscar come Miglior Film di animazione. E’ giunto, però, il momento di riscoprire gli abissi dell’Oceano e di ritrovare vecchi amici: Nemo, Marlin e Dory sono quasi pronti per il sequel del film del 2003, Finding Dory.
    Online è apparso da poche ore il primo trailer della pellicola, che uscirà negli USA il 17 giugno del 2016. Sei mesi dopo la fine della storia raccontata nel primo film, ora Dory vive nella Grande Barriera Corallina insieme al suo nuovo compagno Marlin e suo figlio Nemo. La simpatica pesciolina è riuscita a risolvere il suo problema dei vuoti di memoria e tra i suoi ricordi alla rinfusa c’è anche quello della sua famiglia. Così Dory decide di raggiungere i suoi cari, che vivono nell’Oceano Pacifico, vicino Los Angeles, e con i suoi amici intraprende questo viaggio. Arrivati in California, però, Dory viene pescata e rinchiusa nell’acquario della Baia di Monterey. Spetta ai suoi compagni di avventura darsi da fare per ritrovarla. Il film è diretto da Andrew Stanton, che ha già diretto Alla ricerca di Nemo. La voce di Dory, nella versione originale, sarà di Ellen DeGeneres, come nel primo film. Vi lasciamo alle immagini del trailer in lingua originale.

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    15 anni di Future Film Festival

    Torna, dal 12 al 17 aprile a Bologna, il Future Film Festival, l’evento italiano per antonomasia dedicato alle tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media, che quest’anno si svolge all’insegna della ‘Mostruosità’.

    L’apertura della quindicesima edizione sarà affidata all’anteprima italiana di Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe 3D di Tommy Wirkola: un film che, come il recente Biancaneve e il cacciatore, conferma la passione di Hollywood per le riletture “action” delle grandi fiabe. Protagonisti, stavolta, due Hansel e Gretel in versione adulta e implacabile interpretati da Jeremy Renner e Gemma Arterton. Ma sono decisamente horror i titoli principali della manifestazione con il ritorno di Rob Zombie – Le streghe di Salem (The Lord of Salem) – e l’eccezionale anteprima di La Casa di Fede Alvarez, remake del cult di Sam Raimi e film di chiusura della manifestazione.
    Non un’anteprima in senso stretto, ma non si può trascurare la presentazione della versione 3D del capolavoro Disney•Pixar Monsters & Co. di Pete Docter prossimo a tornare in sala.
    Sorte che si augura ai tanti lungometraggi che saranno proiettati nei 5 giorni di Festival.
    A partire dai 10 del Concorso. Tre animazioni giapponesi, diversissime per stile e contenuti: 009 Re: Cyborg di Kenji Kamiyama, spettacolare kolossal animato in 3D, tratto dal celebre manga Cyborg 009 di Shotaro Ishinomori; il toccante The Life of Budori Gusuko, diretto dal maestro dell’animazione Gisaburo Sugii, che a quasi trent’anni da Night on the Galactic Railroad torna a ispirarsi all’opera del poeta Kenji Miyazawa; e Wolf Children di Mamoru Hosoda, l’anime giapponese più importante della stagione, una fiaba moderna che, attraverso la storia di due piccoli e teneri licantropi, racconta la vita familiare con emozionante libertà creativa.
    Tre titoli che rappresenteranno l’Oriente insieme al cinese Lee’s Adventure di Frant Gwo e Yang Li, uno dei film di fantascienza più originali dell’anno, capace come pochi altri di raccontare la generazione dei videogiochi; e al coreano (del Sud) Padak di Dae-hee Lee, cartoon a suo modo “scioccante” sulla difficile arte della sopravvivenza di un pesce destinato a diventare sushi e costretto in un acquario, che sogna di tornare libero.
    Dall’Europa lo spagnolo O Apòstolo di Fernando Cortizo (storia in stop motion di un detenuto in fuga e della caccia al tesoro che lo conduce in un villaggio su cui incombono maledizioni e presenze sinistre), il franco-belga Couleur de peau: Miel di Jung e Laurent Boileau (tratto dall’omonima graphic novel dello stesso Jung, che racconta la storia vera del suo autore, orfano coreano adottato da una famiglia belga, che a 42 anni decide di andare alla scoperta delle proprie radici) e l’inglese A Liar’s Autobiography: The Untrue Story of Monty Python’s Graham Chapman di Bill Jones, Jeff Simpson, Ben Timlett (finto biopic irriverente e scorrettissimo, sorta di reunion dei Monty Python e insieme falsa autobiografia post-mortem di uno dei fondatori del gruppo), completano il catalogo insieme allo statunitense Consuming Spirits di Christopher Sullivan (che intreccia le vite di tre personaggi in una sorta di dramma psicologico animato, frutto di 15 anni di lavoro paziente e artigianale) e l’argentino Anima Buenos Aires di Marìa Verònica Ramìrez (un viaggio in quattro episodi – tra umorismo, tango ed emozione – nell’anima segreta della capitale argentina).
    Non mancano le chicche Fuori Concorso (dal giapponese Rainbow Fireflies a Mass Effect: Paragon Lost di Atsushi Takeuchi, dal cinese Painted Skin: The Resurrection a Yugo & Lala di Yunfei Wang, e altri), che – come ogni anno – inviteranno i più resistenti ad assistere alle Follie Notturne di quest’anno.
    Un tris di titoli imperdibili: condito da un irresistibile umorismo, tra arzilli vecchietti pronti a tutto e improbabili rapinatori a fin di bene, Cockney Vs. Zombies di Matthias Hoene è – sulla scia del connazionale L’alba dei morti dementi – il nuovo contributo inglese alla “zombie-mania” che sta contagiando il mondo del cinema e della tv; risate assicurate anche con l’incontenibile “splatter ittico” Dead Sushi di Noboru Iguchi, tripudio demenziale di pesci assassini di ogni genere, preceduto da un aperitivo “a tema” in collaborazione con ZUSHi; e il terrore viene dalle creature marine anche nel cartoon Gyo: Tokyo Fish Attack di Takayuki Hirao, l’altro titolo nipponico della sezione, con squali e calamari pronti a seminare il terrone tra gli abitanti di Tokyo.

    Il Future Film Short sarà anche quest’anno una ricca parentesi riservata al formato più ridotto e alle sue perle; su tutte The Simpson’s Couch Gag, di Bill Plympton, tra i più importanti animatori indipendenti di oggi, chiamato a reinterpretare secondo il suo personalissimo stile la sigla dei mitici Simpson, e il corto candidato agli Oscar 2013 The Longest Daycare di David Silverman, che vede protagonista assoluta Maggie Simpson.
    E, tra un film e l’altro, la mostruosità dilaga.
    In Piazza Maggiore, grazie alla mostra “Universal Classic Monsters”, che dal 2 al 17 aprile espone foto e locandine storiche di Dracula, Frankenstein, l’Uomo Lupo, la Mummia e altre inquietanti creature entrate nella storia del cinema, e “Mostri in Vetrina”, negli spazi e gli esercizi commerciali di Corte Isolani.
    Eventi Speciali: l’omaggio – a cura di Mario Serenellini – a Calimero: una vera icona dell’animazione made in Italy, che nel 2013 compie cinquant’anni e per l’occasione sarà festeggiato dal FFF con una ricca antologia.
    E ancora: l’italiano Extra 3D di Marco Pavone, ex disegnatore Disney, che in questo suo secondo lungometraggio autoprodotto offre un ambizioso racconto fantascientifico dal sapore ecologista;
    il tributo a Gisaburo Sugii, tra i padri fondatori dell’animazione giapponese, a cui Masato Ishioka ha dedicato il documentario Animation Maestro Gisaburo, ricco di testimonianze di alcune delle più importanti personalità del mondo degli anime, da Osamu Tezuka a Yasuo Otsuka, da Rintaro a Masao Maruyama;
    l’incontro con il più importante animatore italiano, Bruno Bozzetto, che presenterà il suo nuovo cortometraggio animato, Rapsodeus, ideale continuazione del suo capolavoro del 1976, Allegro, non troppo, e in anteprima assoluta il corto Vintage or Cool?;
    una selezione del meglio della produzione della Aardman Animations (Galline in fuga; Pirati! Briganti da strapazzo), presentato per l’occasione da uno dei giovani talenti dello storico studio inglese, Andy Spradbery, anche autore della mascotte di questa XV edizione;
    l’omaggio, nel decimo anniversario della scomparsa, ad Antonio Margheriti, con la proiezione di The Outsider. Il cinema di Antonio Margheriti, diretto dal figlio Edoardo e dedicato a uno degli autori più prolifici e apprezzati (anche internazionalmente) della storia del cinema di genere italiano.
    Aperto a tutti e occasione unica per tirare fuori il Mostro dentro di noi, il MonsterParty presso il Club Bentivoglio (ex Scuderie) – previsto per domenica 14 aprile – che chiamerà a raccolta tutti gli appassionati di cinema e del genere invitandoli a vestirsi a tema per una sfilata con premi e Dj set e concerto finali per festeggiare insieme.

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    Monster University premia gli studenti italiani

    In occasione della campagna promozionale del nuovo capolavoro Disney Pixar Monsters University, Disney premia gli studenti italiani con un concorso esclusivo e un premio da urlo.

    Rivolto a tutti gli studenti delle nostre università e ideato per mettere alla prova la loro creatività e la capacità di lavorare in team – proprio come una delle confraternite o sorellanze di spaventatori che diventerà il fiore all’occhiello della prestigiosa Monsters University – da 2 e un massimo di 5 componenti: la sfida consiste nello studio, nella realizzazione e nella presentazione di un piano di marketing per il lancio del nuovo attesissimo capolavoro Disney Pixar Monsters University, la cui uscita in Italia è prevista per il 21 agosto 2013.

    Il premio in palio per il gruppo di lavoro che dimostrerà di possedere eccellenti conoscenze degli strumenti di marketing  e che proporrà le idee più originali e creative, è volto a favorire il percorso formativo degli studenti in due modalità:
    € 5.000,00 da dividere tra i componenti del team e spendere per l’acquisto di beni, prodotti o servizi presso l’Università  frequentata;
    Un’esperienza a Milano presso la sede della The Walt Disney Company Italia del valore stimato di € 500,00, per passare una giornata ospite della divisione Theatrical Distribution & Marketing Walt Disney Studios Motion Pictures, con la possibilità non solo di conoscere da vicino e interagire con la realtà dell’azienda, ma anche di presentare e illustrare il proprio progetto a un team di professionisti nell’ambito del marketing e della comunicazione ed effettuare un incontro conoscitivo con la direzione risorse umane.

    Tutti i dettagli e il regolamento del concorso sono disponibili sul sito
    http://concorsidisney.it/monsters-university-business-award/

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