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    Per Sebastiano Riso esordio convincente a Cannes

    Più buio di mezzanotte è  in concorso alla Semaine de la Critique, storica sezione parallela del festival d’oltralpe. Distribuito da Istituto Luce, il film vanta un cast formato da giovani attori nel quale spiccano tuttavia le interpretazioni di Pippo Delbono e di una intensa Micaela Ramazzotti. Il regista ce lo ha presentato così…

    Sebastiano Riso, a Cannes esordisci con un film che ha gia’ convinto la critica
    Ringrazio il mio produttore che mi ha permesso di realizzare un film difficile, ma importante, reso possibile anche grazie al contributo di Rai Cinema, Cinecittà Luce, la regione Sicilia e il Lazio, che hanno permesso la realizzazione di un piccolo miracolo.

    Dunque raccontaci questo ‘miracolo’
    Il miracolo e’ stato avere la fiducia di un produttore. Prima ancora c’e’ stato il Solinas, infine gli attori professionisti e poi ancora i ragazzi, tutti hanno sposato il film totalmente. Abbiamo tutti condiviso la stessa straordinaria passione per il cinema.

    Cosa c’è nel tuo film di quella meraviglia che e’ la citta’ di Catania?
    Quello che non si vede nel ‘Bell’Antonio’. Non c’è la Via Etnea, il Barocco, però c’è comunque la capacità che ha Catania di farti fare salti nel tempo, tra il benessere e la disperazione. Catania e’ una bolla, ancora oggi, in cui vivono universi paralleli che convivono in antitesi tra di loro.

    Tanto ‘cinema’ dei maestri e tanta camera a mano nel tuo film, ci spieghi meglio i tuoi riferimenti?
    Noi volevamo raccontare l’uscita dalla adolescenza. Età affascinante che ha stregato Truffaut, Tarkovsky, Rossellini, insomma i grandi.
    Abbiamo usato lenti anamorfiche degli anni settanta per rendere quel colore, quel sapore di un certo cinema, che cito con il doveroso rispetto che merita. Credo che il realismo cui ci siamo abituati grazie alla TV ci insegna a mancare di rispetto alla poeticità di certe storie che si devono raccontare come la mia. Ci deve essere un filtro tra il desiderio di vedere dello spettatore e il diritto di un quattordicenne di vedersi raccontato ma non ‘violentato’.

    Quanta aderenza c’è con la realtà di Davide Cordova, che con la sua vicenda ti ha ispirato?
    Abbiamo cercato tutto quello che poteva non sapere sulla vita di Davide Cordova. Poi abbiamo tutti insieme cercato quelli più poetici, se volete meno ‘forti’ – perché quello che vedete e’ già molto forte. Ad esempio il padre di Davide lo ha costretto per anni ad una cura ormonale pesantissima per ‘guarirlo’ da quella che secondo lui è una malattia…

    Davide, si parla di te, cosa pensi di questa anteprima a Cannes e poi una curiosità i tuoi genitori hanno visto il film?

    Io l’ho visto e spero che serva questa visibilità a proteggere quelli che oggi ancora purtroppo vivono la condizione che io ho vissuto anni fa..
    I miei genitori non lo hanno visto e non credo lo vedranno, stanno bene ma mia madre e’ cieca ormai.

    Sebastiano il vostro film e’ ambientato a Catania, la stessa del Bell’Antonio che citavi… Cosa e’ cambiato da allora?
    Ci sono sempre gli uomini sposati che vanno a letto con i ragazzini. Di giorno però a braccetto con la moglie. No, non è cambiato nulla, e l’omosessualità e’ ancora considerata una malattia. Ecco perché i ragazzi di oggi rischiano, se non si parla di questi argomenti, di vivere lo stesso dramma di Davide.

    La Sicilia pero’ storicamente accoglie, eppure molta parte del Paese non è pronto pare…
    L’omosessualità viene considerata esuberanza sessuale. Per questo e’ tollerata come lo e’ per i grandi artisti come Visconti ad esempio. L’Italia non è pronta. Anche se Crocetta e’ Presidente della regione ed è omosessuale, o Vendola lo è in Puglia.

    Micaela, il tuo e’ un intenso cameo, cosa vuoi aggiungere alle parole del tuo regista?

    Mi sento di festeggiare l’arrivo nel cinema Italiano di un grande autore. Avevo la sceneggiatura quattro anni fa e oggi che siamo a Cannes non mi pare vero, ci ripaga di tante ansie, di tante risate e lacrime versate per costruire questa creatura meravigliosa che è questo nostro piccolo grande film veramente molto importante.

    Da Cannes Rocco Giurato

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    Amore Carne evento del Festival di Pesaro

    Amore Carne di Pippo Delbono – film, girato con il telefonino e un piccola camera, fatto di momenti unici e incontri attraverso testimoni famosi e no che ci rappresentano la loro visione dell’universo – sarà presentato alla 49ma edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro all’interno dell’Evento Speciale Fuori norma. La via sperimentale del cinema italiano (2000-2012) curato da Adriano Aprà il 26 giugno al Cinema Teatro Sperimentale.
    Ma la Manifestazione marchigiana, giunta quest’anno alla sua 49esima edizione, ha svelato tutte le carte del proprio mazzo, anticipando la settimana di intense attività e incontri che attendono gli addetti ai lavori e gli appassionati intenzionati a parteciparvi dal 24 al 30 giugno.

    Quest’anno si festeggia la vitalità del nuovissimo cinema cileno e la ‘meglio gioventù’ sperimentale italiana con l’Evento Speciale nel concorso Pesaro Nuovo Cinema, ove l’italia è rappresentata da ben due film: L’estate sta finendo di Stefano Tummolini e Non lo so ancora di Fabiana Argentini. Ma dopo il film di apertura in piazza, A long and happy life di Boris Khlebnikov, ecco una panoramica delle principali proposte del Festival 2013

    Il Concorso, il cui premio è dedicato alla memoria di Lino Miccichè, fondatore e storico direttore del festival, presenta sette film provenienti dai quattro angoli del mondo, molti dei quali più volte  frequentati in passate occasioni: il Cile con la Chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez, il Messico con l’horror ‘naturalistico’ Halley di Sebastian Hoffman, la Romania con Matei child miner di Alexandra Gulea, la Slovacchia con My dog killer di Mira Fornay, il Canada con Kayan di Maryam Najafi. l’Italia è rappresentata da ben due opere, L’estate sta finendo (un tranquillo week end di paura firmato da Stefano Tummolini) e una storia che ha a che fare con uno dei più amati critici cinematografici italiani, Morando Morandini: Non lo so ancora, esordio di Fabiana Sargentini.

    Nueva Ola Chilena. Focus On Sebastián Lelio. dopo aver esplorato negli scorsi anni altre cinematografie dell’america latina, il focus di quest’anno si concentrerà sul cinema cileno contemporaneo che sta vivendo un’altra giovinezza e sui registi più rappresentativi del paese. particolare attenzione sarà riservata a Sebastián Lelio, con una personale dei suoi lavori. Venerdi 28 giugno (in mattinata, a palazzo gradari) è programmata una tavola rotonda con i registi cileni presenti a Pesaro.

    L’evento speciale. il 27° evento speciale sul cinema italiano è fuori norma: sarà dedicato alla Via sperimentale del cinema del Belpaese nel nuovo millennio, con una selezione di quaranta opere che spaziano dall’animazione al documentario, dal corto al lungometraggio, per una vasta ricognizione nelle pieghe più avanguardistiche – e tristemente ignorate – della nostra produzione cinematografica, tra talenti già riconosciuti e altri che aspettano di emergere. Sabato 29 giugno (in mattinata, a Palazzo Gradari), con i registi dell’evento speciale presenti a Pesaro, è programmata una tavola rotonda, moderata da Bruno Torri e Adriano Aprà.

    Cinema in piazza accoglierà anche quest’anno nello scenario di piazza del popolo una selezione di opere provenienti da tutte le sezioni del festival, a cominciare dal film di apertura, A long and happy life di Boris Khlebnikov, già applaudito al festival di Berlino, per concludersi con l’anteprima italiana dell’ultimo film di Sebastián Lelio, Gloria. Per dimostrare che il grande cinema, quello “nuovo” e quello che ha fatto la storia, piace anche al grande pubblico.

    Si conferma e si rinnova anche lo spazio anticonvenzionale, notturno e cinefilo del dopofestival, il Round Midnight: un’incursione nelle nuove frontiere dell’audiovisivo dedicato, tra gli altri, a Mauro Santini, Francesco Lettieri e al Lems.

    Omaggio a Gianni Toti. La proiezione in anteprima di Scenari dal Toti-verso, rende omaggio ad un grande amico del festival scomparso nel 2007 e precursore della videoarte nostrana, nonchè inventore della poetronica (poesia elettronica).

    Lo sguardo femminile nell’animazione russa contemporanea. Pesaro continua la sua ricognizione del cinema russo al femminile, puntando la sua lente d’ingrandimento sull’animazione e su figure come Maria Muat, Natalia Dabizha, Irina Marglina e Ekaterina Skvortsova.

    Il Workshop. Condotto da un’importante personalità del settore, il marchigiano Daniele Gaglianone (Pietro, Ruggine), sarà l’occasione per sperimentare l’intero processo produttivo di un cortometraggio.

    Giunge alla settima edizione il Premio Amnesty International, che premierà il cinema più attento alla difesa e alla promozione dei diritti umani.

    In collaborazione con Cliciak, il concorso per fotografi di scena del centro cinema città di Cesena, e l’associazione culturale il teatro degli artisti, si terrà negli stessi giorni del festival presso la galleria di Franca Mancini la mostra fotografica tra ricerca e regionalismo. cinema indipendente italiano (2000–2012), ideale proseguimento dell’evento speciale sul nostro cinema sperimentale.

    Avanfestival (23 giugno): per entrare subito nel clima del festival, ad anticiparne l’apertura sarà la proiezione del cileno No – i giorni dell’arcobaleno, ultimo capolavoro di Pablo Larraín.

    E ancora… Il premio cinemarche giovani, il Perf 2013, la giuria giovane, il marketing guerilla, Pesaro a Roma, Pesaro Online.

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