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    Nicolas Winding Refn scrive e dirige una nuova serie per Amazon

    Si intitolerà Too Old To Die Young e sarà la serie che il regista Nicolas Winding Refn scriverà e dirigerà per Amazon. Dopo i successi di Drive e The Neon Demon, il regista danese racconterà il sottobosco criminale di Los Angeles concentrandosi su un piccolo gruppo di malviventi danesi coinvolti in un traffico di droga.
    Stando alle primissime dichiarazioni del regista, la serie, scritta a quattro mani con il fumettista Ed Brubaker, si ispirerà alla trilogia Pusher dello stesso Refn, uscita tra il 1996 e il 2005, e vuole essere “un viaggio esistenziale dall’essere killer al diventare una sorta di protettore della Città degli Angeli“.
    Al momento non si conoscono i nomi degli attori che comporranno il cast e, molto probabilmente, saranno svelati nei prossimi giorni. Amazon, che da relativamente poco è diventata molto attiva nell’offrire un servizio di streaming su abbonamento con Prime Video, in Italia da dicembre scorso, ha ordinato dieci episodi della serie senza chiedere un episodio pilota, come ha fatto con David O. Russell, certa di poter contare su un nome quale quello di Refn.

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    The Neon Demon: La dissezione della bellezza

    Nicolas Winding Refn, regista dei cult Drive e Bronson, porta in scena un horror ambientato nel mondo della moda. Protagonista la Elle Fanning di Super 8. In sala dall’8 giugno.

    2stelle

    La bellezza. Innocente e inarrivabile, oggetto di culto e d’invidia, di desiderio e di violenza. La bellezza è il motore immobile dell’emozione umana, la divinità venerata dagli angoli più esclusivi, più elitari della società. La bellezza è anche il centro e il motore di The Neon Demon, horror espressionista di Nicolas Winding Refn, il cineasta danese che 5 anni fa vinse il premio come miglior regista a Cannes per il suo Drive. Ad incarnare tutto questo è invece Elle Fanning, 18 anni compiuti da poco e un curriculum di prim’ordine, dal Somewhere di Sofia Coppola al Super 8 di J.J. Abrams passando per il successo al botteghino di Maleficent.

    La storia è quella di Jesse (Elle Fanning), aspirante modella, 16enne orfana e bellissima, che sembra offrirsi in sacrificio a un mondo che la brama e la odia, che di lei si nutre e si inebria. Attorno le si muovono dei personaggi, quasi dei satelliti, che sono ombre sullo sfondo: la truccatrice Ruby (Jena Malone), le due modelle veterane Gigi e Sarah (Bella Heathcote e Abbey Lee), il fotografo affermato Jack (Desmond Harrington), l’aspirante fotografo Dean (Karl Glusman) e il violento gestore di un motel, Hank (Keanu Reeves).

    Il vortice di passioni e ambizioni, di soprusi e tensioni, prende subito una forma onirica e patinata. È il cinema di Nicolas Winding Refn, conturbante e sperimentale, dove giochi di luci e soprattutto di ombre compongono un affresco inquietante, dove suggestioni visive che rimandano al mondo della video art si intrecciano alle intelaiature sonore plasmate dalle mani sapienti di Cliff Martinez, autore delle musiche e collaboratore fisso del regista sin dai tempi di Drive. The Neon Demon si insinua a poco a poco nell’occhio e nella mente dello spettatore come se fosse una lama subliminale. Turba, provoca, come dovrebbe fare un’opera d’arte, e alla fine si lascia prendere troppo la mano, scivolando in un manierismo alla Lars Von Trier contro cui lo stesso Winding Refn ha più volte puntato il dito.

    E nel ricorrente riproporsi dei triangoli di luce, logo, simbolo e chiave di lettura del film, emergono pulsioni via via più perverse, il desiderio e la violenza cedono il passo al cannibalismo e alla necrofilia, i paesaggi emozionali si fanno sempre più cupi anche su quei set fotografici illuminati da un sole a picco, di quelli che si vedono solo in certi quadri di De Chirico. Peccato però che il cinema non sia solo esperienza sensoriale ma anche narrativa e intellettuale perché è proprio lì che il Neon Demon di Winding Refn incespica, a volte anche zoppica. Sulla sceneggiatura, firmata a sei mani dal regista e dalle esordienti Mary Laws e Polly Stenham, si appuntano tutti i passaggi più labili del film a cominciare da un intreccio già chiaro nel giro di poche inquadrature e per finire con dei dialoghi che a volte fanno venir voglia di eliminare l’audio, se non ci fosse il rischio di perdersi le musiche di Cliff Martinez. Il Winding Refn sceneggiatore e le sue collaboratrici, sembrano accontentarsi di un ricorso sistematico al simbolismo (Ruby rappresenta il desiderio inappagato, Gigi e Sarah l’invidia, Jack il controllo, Dean è un’ipocrita voce del popolo, Hank è la violenza, la penetrazione) che rinchiude i personaggi nella gabbia degli schemi, che trasforma ogni singola scena nel capitolo di una tesi. Il regista di Copenaghen è prima di tutto un manipolatore di immagini e nelle sue mani questa dissezione della bellezza diventa un collage di scene accattivanti, impreziosite da una splendida Elle Fanning, che incarna una bellezza virginale, una dea in fieri, dentro cui covano le braci dell’ambizione. Questo però non toglie che la riflessione di fondo non intacchi una superficie liscia e levigata come quella delle sue protagoniste, lasciando che tanta potenza espressiva giri irrimediabilmente a vuoto nell’illusione che un esercizio di stile sia in realtà qualcosa di più.

     

     

     

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    Only God Forgives

    Only God Forgives

    ONLY GOD FORGIVES
    (Only God Forgives)
    GENERE: Drammatico, Thriller
    ANNO: 2013
    USCITA: 23/05/2013
    DURATA: 90′
    NAZIONALITA‘: Danimarca, Francia
    REGIA: Nicolas Winding Refn
    CAST: Ryan Gosling, Luke Evans, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying
    DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
    TRAMA: Il fratello di Julian, ex assassino e spacciatore di droga in un periodo di crisi esistenziale, uccide una prostituta e la polizia si rivolge ad un agente che ha lasciato il servizio, Chang, noto come l’Angelo della Vendetta. Chang ha una concezione molto personale della giustizia: permette al padre della ragazza di uccidere l’assassino e poi punisce a sua volta la vendetta tagliando al vecchio la mano destra. A sistemare le cose arriva la madre di Julian, Jenna, a capo di una potente organizzazione criminale, che ordina al figlio di vendicare l’omicidio. In un memorabile e drammatico incontro di Thai Boxe però, Julian risulta battuto e Jenna ancora più furiosa progetta una ritorsione terribile….

     

    RECENSIONE:
    VOTO:

     

    TRAILER

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    Festival di Cannes 66: Sorrentino e gli altri

    La Grande Bellezza in concorso se la vedrà con Polanski, Coen, Refn, Soderbergh e James Grey, ma la selezione promette grandi sorprese – come sempre – a partire dai Fuori Concorso e dall’Un Certain Regard, dove spicca il Miele della nostra Valeria Golino

    Erano circolati i nomi di Terrence Malick (Knight of Cups), Stephen Frears (Philomena) e Steve McQueen (Twelve Years a Slave), oltre a Jim Jarmusch (Only Lovers Left Alive), Tsai Ming-liang (Diary of a Young Boy) e altri, ma l’annuncio ufficiale della Selezione del Festival di Cannes 2013 di certo non è di quelle che può deludere.

    Dal 15 al 26 di maggio, al Palazzo del Cinema della Croisette si alterneranno la Venere di Roman Polanski e il duo Refn-Gosling che con Only God Forgives cercherà di bissare il successo di Drive, ma anche il nuovo film di Ethan e Joel Coen e di Alexander Payne, il controverso biopic di Soderbergh, Valeria Bruni Tedeschi, il ritorno della Bejo di The Artist nel nuovo film di Farhadi (regista della sorprendente Una separazione) e James Gray… Tutti avversari – insieme al trio francese, capitanato da Francois Ozon, fino alla vigilia scaramanticamente poco fiducioso sulla sua presenta – del nostro Paolo Sorrentino e del suo La Grande Bellezza con Toni Servillo.

    Per la gioia di Steven Spielberg, Presidente di Giuria, questi saranno i principali contendenti alla 66esima Palma d’Oro in una manifestazione che si aprirà con l’atteso remake del ‘Grande Gatsby’ di Baz Luhrman e con Leonardo DiCaprio, per chiudersi con “Zulu” di Jérôme Salle.

    Johnnie To, Takashi Miike, Sofia Coppola, Valeria Golino (con Miele, una produzione Buena Onda con Rai Cinema, in uscita il 1° maggio in Italia distribuita da Bim), Claire Denis e James Franco sono alcuni dei nomi che si trovano spigolando nel programma, e che vanno ad aggiungersi a quelli di molte star chiamate a giudicare i propri colleghi, Thomas Vinterberg – Presidente del Un Certain Regard e regista di “The Hunt”, tra i più discussi della scorsa edizione – e Jane Campion (Presidente della Cinefondation) su tutti.

    A loro si aggiunge la madrina Audrey Tautou, che ritroveremo nelle cerimonie di apertura e chiusura, di una edizione che già si distingue per uno dei poster più belli di sempre (una foto di Joanne Woodward e  Paul Newman durante le riprese di “Il mio amore per Samantha” del 1963 rielaborata in maniera splendida) e che propone un omaggio a Jerry Lewis e all’India, in occasione del centenario del suo cinema.

    Ecco la lista completa dei film della Selezione Ufficiale:

     

    Concorso

    The Great Gatsby di Baz Luhrman (film di apertura)

     

    Behind The Candelabra di Steven Soderbergh

    Borgman di Alex Van Warmerdam

    Un Chateau en Italie di Valeria Bruni-Tedeschi

    La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

    Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun

    Heli di Amat Escalante

    The Immigrant di James Gray

    Inside Llewyn Davis di Ethan e Joel Coen

    Jeune et Jolie di François Ozon

    Jimmy P. di Arnaud Desplechin

    Michael Kohlhaas di Arnaud Despallieres

    Nebraska di Alexander Payne

    Only God Forgives di Nicolas Winding Refn

    Le Passe di Asghar Farhadi

    Soshite Chichi Ni Naru di Kore-Eda Hirokazu

    Tian Zhu Ding di Jia Zhangke

    La Venus a la Fourrure di Roman Polanski

    La Vie d’Adele di Abdellatif Kechiche

    Wara No Tate di Takashi Miike

     

    Zulu di Jérôme Salle (film di chiusura)

     

    Fuori Concorso

    All Is Lost di J.C Chandor

    Blood Ties di Guillaume Canet

     

    Midnight Screening

    Blind Detective di Johnnie To

    Monsoon Shootout di Amit Kumar

     

    Un Certain Regard

    The Bling Ring, di Sofia Coppola (film di apertura)

    Anonymous di Mohammad Rasoulof

    As I Lay Dying di James Franco

    Bends di Flora Lau

    Death March di Adolfo Alix Jr.

    Fruitvale Station di Ryan Coogler

    Grand Central di Rebecca Zlotowski

    L’image Manquante di Rithy Panh

    L’inconnu du Lac di Alain Guiraudie

    La Jaula de Oro di Diego Quemada-Diez

    Miele di Valeria Golino

    Norte, Hangganan Ng Kasaysayan di Lav Diaz

    Omar di Hany Abu-Assad

    Les Salauds di Claire Denis

    Sarah Préfère la Course di Chloé Robichaud

     

    Proiezioni Speciali:

    Muhammad Ali’s Greatest Fight di Stephen Frears
    Otdat Konci di Taisia Igumentseva
    Seduced and Abondoned di James Toback
    Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini
    Weekend of a Champion di Roman Polanski

     

    Omaggio a Jerry Lewis

    Max Rose di Daniel Noah

     

    Proiezione di Gala In Onore Dell’india

    Bombay Talkies di Anurag Kashyap, Dibakar Banerjee, Zoya Akhtar, Karan Johar

     

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