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    Mad in Italy e Shock, l’Indie horror a Roma

    Evento più unico che raro, nel panorama cinematografico italiano, il Cineclub Detour di Roma offre – insieme – l’occasione di vedere horror italiano indipendente e di godere dell’esperienza d’altri tempi di un doppio spettacolo.
    E’ il ‘double-bill’ di cinema indipendente <ESTREMA-MENTE> follia, paranoia, allucinazione, e i due lungometraggi di genere thriller-horror, aventi come tematica comune la Follia, sono Mad in Italy (2012) di Paolo Fazzini e, in anteprima assoluta, SHOCK my abstraction of death di Domiziano Cristopharo e Alessandro Redaelli.

    Il primo, Mad in Italy è l’esordio alla regia per il regista Paolo Fazzini, che utilizza la riconoscibile strada del thriller, per raccontare l’Italia di oggi, per denunciarne, urlando, la pesante e irrazionale realtà sociale.
    La trama racconta di Davide, un ragazzo di 30 anni, che vive in una casa isolata persa tra le colline del centro Italia, paese ormai scosso da alterazioni sociali. Licenziato dal lavoro, Davide si mette alla ricerca di un modo per sfogare con violenza tutte le frustrazioni di una vita trascorsa tra occupazioni precarie e la rigida educazione di un padre-padrone.
    Il film si ispira a reali fatti di cronaca e vuole portare su grande schermo e in chiave horror argomenti quali l’attualità economica e politica, facendo riferimento alla recente crisi dell’economia americana e i cambiamenti politici che sembrano stravolgere i governi.
    Presentato al Fantafestival 2012 il film ha ora distribuzione americana ed è prossimo all’uscita internazionale in home-video.

    Il secondo, SHOCK my abstraction of death è un film a episodi diretto a quattro mani e girato tra l’abruzzo e la lombardia.
    L’episodio di Redaelli punta tutto sul rapporto tra i due personaggi protagonisti della storia, cercando di escludere qualunque persona al di fuori di loro. Ciò che è importante è il loro dramma; il dramma di un ragazzo che perde la famiglia all’improvviso e quello di un amico fraterno, che cerca in tutti i modi di stargli accanto, di fargli bene e di capire la causa delle sue orribili visioni. Girato nella periferia milanese il film è un horror psicologico dai toni drammatici che indaga sulla fragilità psicologica e fisica dell’uomo.
    Girato nella suggestiva location di Secinaro e “le pagliare” di Tione (Abruzzo), l’episodio di Domiziano Cristopharo punta l’attenzione sul contrasto tra la fragilità interiore e quella fisica di un elemento “rassicurante” come la casa, che ci protegge, e che qui nel post-terremoto diviene fonte di inquietudine.

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