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    Jurassic Park

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    JURASSIC PARK
    (Jurassic Park)
    GENERE: Fantastico, Thriller, Avventura
    ANNO: 1993
    USCITA:
    DURATA: 125′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Steven Spielberg
    CAST: Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum, Richard Attenborough, Samuel L. Jackson, Martin Ferrero, Bob Peck, Joseph Mazzello, Ariana Richards, B.D. Wong, Wayne Knight, Jerry Molen, Miguel Sandoval, Cameron Thor
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy
    TRAMA: In un’isola al largo del Costarica un’équipe di ricercatori riesce a riportare in vita i dinosauri ricostruendone il dna e creando un parco gigantesco, la cui apertura al pubblico necessita l’avallo dei finanziatori e di specialisti paleontologi. Alan Grant e Ellie Sattler sono tra quelli che devono visitare l’isola per dare un parere.
    —————
    Il film ha vinto tre premi Oscar per miglior suono, effetti speciali visivi, effetti speciali sonori.
    Nel 2013 torna in sala in una riedizione 3D.
    Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Crichton

    RECENSIONE: Come ti clono il dinosauro
    VOTO: 4

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  • Jurassic Park: Come ti clono il dinosauro

    Veramente sbalorditivi i dinosauri creati da Winston & Co. per Jurassic Park; ma sono solo la punta dell’iceberg…
    VOTO: 4

    Jurassic Park – ancor più del suo vitalissimo sequel Il mondo perduto – è probabilmente il film di Spielberg che vanta più detrattori. Quali sarebbero i mega-difetti che costoro strombazzano a destra e manca? Un ottimo cast (Neill, Goldblum, Jackson, Attenborough, la splendida Dern) alle prese con personaggini con poca anima e un plot iper-scarnificato che – nonostante sfrutti al minimo i presupposti macro-scientifici dell’omonimo romanzo di Michael Crichton – continui a prendersi più sul serio di quanto la sua dimensione ‘all adventure’ permetti. Risulta però assolutamente risibile il fatto che – mai come in questo caso – queste mancanze coincidono coi mega-pregi innalzati dallo sparuto (ma agguerito) gruppetto di jurassic-fans, dei quali mi faccio umilmente portavoce. Il film narra di un parco-giochi? Ebbene, giustamente il vecchio Stevie si prende molto sul serio poiché la cattedrale che ha innalzato nel ’93 non arriva a raggiungere il rango di cinema interattivo ma é comunque un rarissimo esempio di film-consolle, dove é più che giusto che i protagonisti siano bidimensionali – fino all’osso, é proprio il caso di dirlo – poiché ciò che conta é che lo stratificarsi delle attrazioni, mixate e mai fuse, proprio come in un DJ-set: humour, terrore (!!!), avventura, diversioni gotiche (la scena nella cucina non ricorda forse “Shining”?) e ‘disgustiste’ (le numerose gag ‘corporali’ sono meravigliosamente politically-uncorrect), davvero non manca nulla. Certo alcuni simbolismi (la figura del ‘burattinaio’ Attenborough rimanda a Spielberg stesso, il rapporto instauratosi tra l’archeologo Sam Neill e gli immancabili frugoletti di turno é uno dei preferiti dal regista – in giovane età trascurato dal paparino troppo rampante – ma qui é veramente incastrato a forza) risultano freddi e meccanici, ma stanno lì proprio a dimostrare la dimensione ‘teorica’ di questo meraviglioso monster-movie metalinguista.

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