LOGO
  • ,

    Trafficanti: economia di guerra

    Il nuovo film di Todd Phillips, Trafficanti, sceglie la strada del grottesco per raccontare fatti realmente accaduti. Forte della buona alchimia tra i due attori protagonisti, Jonah Hill e Miles Teller, la pellicola propone una riflessione piuttosto drammatica incoraggiata anche dalla distanza che il regista sceglie di mantenere, ma il risultato finale è un ibrido senza particolare fascino.

    2stellemezzo

    Dopo aver fatto ridere il pubblico con la trilogia Una notte da leoni, il regista Todd Phillips torna nelle nostre sale, dal 15 settembre, con Trafficanti, film che si basa su fatti realmente accaduti raccontati dal libro Arms and the Dudes di Guy Lawson.
    David Pakouz (il Miles Teller di Whiplash) è un giovane ventenne di Miami che ogni giorno cerca di sbarcare il lunario con vari lavori: da massaggiatore a venditore di lenzuola porta a porta. Un giorno, ad un funerale, ritrova il suo amico di infanzia Efraim Diveroli (Jonah Hill), che gli propone di lavorare insieme. L’inaspettata gravidanza della compagna mette David alle strette e così si ritrova a mettere in piedi, con l’amico, una società di fornitura di armi, che ben presto ottiene un contratto da 300 milioni di dollari con il governo statunitense. Successo e denaro danno subito alla testa e i due si ritrovano coinvolti in una serie di situazioni molto pericolose.

    Se vi aspettate una commedia dove le risate vi accompagnano dall’inizio alla fine, mi dispiace deludervi, ma non è così. Phillips sceglie di abbandonare le risate a tutti i costi per intraprendere la strada del grottesco. Anche qui abbiamo davanti il prototipo dei personaggi di Phillips: giovani che vogliono giocare a fare i grandi, vittime di una società che ti permette di essere qualcuno solo se fai soldi e se hai successo, indipendentemente dal processo che ti ha permesso di ottenerli. Quindi che male c’è se, in un Paese dalle tante contraddizioni, dove le armi da fuoco hanno vita fin troppo facile, inizi a fare affari con il governo per portare avanti guerre che fanno bene solo a pochi?
    Dal titolo originale, War Dogs, si capisce bene la totale assenza di umanità dei due protagonisti: se David ne conserva poca, Efraim non conosce nemmeno il significato della parola. E’ dal loro incontro, e dalla sinergia dei due attori, che nascono i momenti più divertenti: splendida l’interpretazione di Hill, un po’ frenata quella di Teller.

    Nonostante la storia presenti innumerevoli situazioni pronte a sfociare nel comico, rincuora il fatto che Phillips non abbia scelto questa via fin troppo facile, ma che si sia concentrato su un nuovo cammino per portare il suo pubblico ad una riflessione finale piuttosto drammatica. E in parte ci riesce, soprattutto grazie alla presa di distanza (accentuata nel finale) rispetto a ciò che fanno David e Efraim: senza fare la morale, senza giudicare i suoi personaggi, Phillips lascia che a parlare siano solo i fatti.
    Ma è nella stridente lentezza che Trafficanti trova il suo limite: focalizzandosi su momenti molto spesso inutili, il film accelera solo in alcune parti, salvo poi frenare bruscamente e riportare il tutto ad una tranquillità che stona con l’intreccio.

    Non poteva mancare un piccolo ruolo per Bradley Cooper: va bene l’aria da boss, ma quando questa sfocia nel “che ci sto a fare qui?“, rende la sua presenza davvero superflua. Come superflui sono altri personaggi: introdotti all’improvviso, assumono una certa importanza e poi vengono totalmente abbandonati. A Trafficanti spetta, quindi, il merito di portare sugli schermi una storia che, per quanto surreale e inverosimile possa sembrare, ci ricorda che la realtà, soprattutto quella che ci viene nascosta dai poteri forti, supera di gran lunga qualsiasi tipo di finzione. Più di quanto possiamo immaginare.

    Read more »
Back to Top