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    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2: i soliti Portokalos

    Dopo il successo del primo capitolo, torna al cinema la famiglia Portokalos alle prese con un nuovo matrimonio. Nia Vardalos scrive Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, questa volta diretto da Kirk Jones. Tra situazioni già viste nel primo capitolo e altre che meritavano un maggiore approfondimento, la pellicola, in sala dal 24 marzo, diverte, ma non osa.

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    Confusionari, uniti (fin troppo) ed esilaranti: i Portokalos sono tornati. A quattordici anni dal primo film, Nia Vardalos scrive Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, diretto da Kirk Jones. La nuova pellicola, in sala dal 24 marzo, vive di tanti momenti revival, ma riesce comunque a far trascorrere un’ora e mezza di divertimento.
    In questo nuovo capitolo, Toula e Ian si fanno da parte per lasciare la scena a Gus e Maria. Mentre sta cercando di scoprire se tra i suoi antenati figura Alessandro Magno, Gus si imbatte nel certificato di nozze e si accorge che non è stato firmato dal sacerdote che ha celebrato l’unione. Il matrimonio è nullo e tocca organizzarne uno nuovo. Ancora più grande, ancora più maestoso e ancora più kitsch rispetto a quello di Toula.

    Mossa vincente, quella della Vardalos (che per il primo film fu candidata all’Oscar per la sceneggiatura), di spostare l’attenzione su questi due personaggi che nel 2002 avevano fatto breccia nel cuore degli spettatori (ve la ricordate la scena della “cassata”?), ma anche abbastanza furbetta. Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 ripropone quegli elementi che nel primo film avevano suscitato l’ilarità del pubblico cambiandoli quel tanto che basta per mantenere ben oleati i meccanismi interni della storia. Dispiace che non ci sia stato quel passo in più che avrebbe dato carattere alla pellicola. A parte l’inizio quasi uguale al film del 2002 (Toula e Gus che si apprestano ad aprire il Dancing Zorba) e l’immediato “momento nostalgia” che ne consegue (gli occhiali “a fondo di bottiglia” che Toula indossa nella pellicola precedente), la prima parte del film vede il ritorno di battute e situazioni (a partire dal “Perché tu vuoi lasciarmi?“) già viste e sentite, cambiate solo di qualche virgola (e cioè il personaggio che le pronuncia).

    Nella seconda parte il film prende una strada tutta sua, ma manca comunque di una certa dose di originalità e alcune nuove situazioni vengono presentate e trattate in maniera piuttosto sbrigativa, come la crisi tra Toula e Ian o l’organizzazione del matrimonio: vedere Maria Portokalos (e le sue parenti) alle prese con una rigida wedding planner poteva dare quella marcia in più al risultato finale e, magari, togliere tempi alla scena del matrimonio vero e proprio (con un parallelismo generazionale che suggerisce, forse, un terzo capitolo). Sottotono le interpretazioni della Vardalos e di John Corbett, ma in in splendida forma appaiono Michael Constantine (Gus), Lainie Kazan (Maria) e Andrea Martin (zia Voula), che riescono anche a sovrastare la nuova generazione dei Portokalos (capeggiata da Paris, figlia di Ian e Toula e interpretata da Elena Kampourish). E’ vero, Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 manca di quella dose di coraggio in più per arrivare ad eguagliare il primo film, ma comunque, con qualche acciacco, riesce a divertire.

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