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    Captain America: Civil War, Rissa tra eroi

    Altro scontro di eroi all’orizzonte. In Captain America: Civil War Steve Rogers se la vede con Iron Man. Con Chris Evans e Downey Jr. In sala dal 4 maggio.

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    Due eroi, uno contro l’altro. Un pretesto qualsiasi, un crescendo drammatico e poi botte da orbi. Il trend dell’anno è questo, e dopo Batman v Superman: Dawn of Justice, arriva Captain America: Civil War. Di nomi nel titolo ce n’è uno solo ma questo non inganni lo spettatore più distratto, Civil War non è altro che un Capitan America vs Iron Man. I due eroi più redditizi della Marvel, almeno tra quelli portati al cinema dai Marvel Studios, si fronteggiano in una pellicola diretta dai fratelli Joe ed Anthony Russo, che dopo il successo dello scorso Captain America: The Winter Soldier, sono diventati i registi di punta degli studios e presto si occuperanno della regia del prossimo capitolo degli Avengers. E del prossimo Avengers Civil War sembra una prova generale. Lo dimostra un cast infinito che comprende non solo i due mattatori Chris Evans e Robert Downey Jr., ma anche Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Elizabeth Olsen, William Hurt e non solo. Tutti veterani dei film Marvel, ma anche molte facce nuove, a cominciare da Tom Holland, il nuovo, giovanissimo Spider-Man del cinema, passando per Chadwick Boseman, Daniel Brühl e per il Martin Freeman de Lo Hobbit.

    La Civil War del titolo prende le mosse da una missione degli Avengers andata male, missione che spinge la Nazioni Unite a chiedere un maggiore controllo sul gruppo di supereroi. Ecco quindi che la squadra si spacca, tra i favorevoli guidati da Iron Man e i contrari guidati da Capitan America. La situazione poi viene ancora più complicata dal ritorno di un vecchio nemico dell’eroe a stelle e strisce, dalle macchinazioni di un villain meno appariscente del solito, dalla discesa in campo di nuovi alleati e nuovi avversari, a seconda della fazione.

    La sceneggiatura firmata da Christopher Markus e Stephen McFeely a partire dall’omonima saga supereroistica scritta dallo scozzese Mark Millar (autore di Kick-Ass e Kingsman, per restare in ambito cinematografico) punta sul dilemma fondante dell’America del 21esimo secolo, quello della libertà e dei suoi compromessi in nome della sicurezza. Ma come c’era da immaginarsi lo spazio per la riflessione non è poi troppo, perché già dal trailer il film prometteva botte e botte saranno. Ecco allora che lo spunto iniziale serve solo a mettere in moto un congegno narrativo e nel prosieguo del film riemergerà solo a sprazzi, sostituto da altri – e a volte la sensazione è che siano troppi – elementi. Perché Captain America: Civil War è sì il seguito dell’ultimo Winter Soldier, ma anche, e forse soprattutto, è il seguito di Avengers: Age of Ultron, dove andranno ricercate le motivazioni di molti personaggi, e lo spettatore occasionale potrebbe scoprire amaramente che, per capire certi passaggi, non avrebbe guastato vedere pure il recente Ant-Man.

    Croce e delizia della moda del franchise e degli universi narrativi condivisi, che farà contenti i fan, ripagati della loro fedeltà con una prospettiva decisamente privilegiata, ma che finisce per pagare qualche tassa imprevista, soprattutto a livello di logica narrativa, e così si potrà assistere alla cancellazione di un personaggio nel giro di una frase (dovuta, pare, a un mancato rinnovo contrattuale) o all’introduzione, qualche volta un po’ forzata, di nuovi protagonisti per le prossime avventure. A questo proposito si può dire che Civil War commette lo stesso errore che aveva commesso Avengers: Age of Ultron, affollando il suo intreccio di personaggi, costretti spesso – nonostante le due ore e mezzo di durata – a timbrare solo il cartellino. E se fa piacere vedere tante star in un film fa meno piacere vedere attori del calibro di Jeremy Renner e Martin Freeman costretti a fare delle comparsate davvero poco significative che poi finiscono per togliere spazio e mordente ai due protagonisti. C’è troppo poco Capitan America in questo Captain America: Civil War ed è un peccato, specie dopo l’ottima riuscita di Winter Soldier, di cui manca anche quell’anima da spy thriller che i Russo sostituiscono con un’atmosfera più prettamente supereroistica, più legata alla tradizione dei fumetti. Manca anche un po’ di Iron Man, quell’Iron Man spensierato e guascone che ci aveva deliziato per quattro e film e mezzo e che in Civil War torna solo nella seconda parte, dopo un avvio a metà tra il depresso e il riflessivo, e in particolare nei divertenti duetti con il Tom Holland-Peter Parker, una delle sorprese più gradite del film.

    Sì perché, beninteso, le sorprese gradite in questo film non mancano. Oltre a Spider-Man anche il supereroe africano Pantera Nera, interpretato dal giovane rampante Chadwick Boseman, e un villain fuori dagli schemi, senza costume e senza maschera, sicuramente tra gli elementi più originali del film. Per il resto spicca il lavoro dei Russo sia nell’orchestrare le sequenze d’azione, sia nel riuscire a contenere l’elemento umoristico, ormai marchio di fabbrica delle produzioni Marvel-Disney, che però qualche volta – Thor – The Dark World e Iron Man 3 su tutti – aveva finito per essere essere più zavorra che fregio. Per concludere Captain America: Civil War è un film per fanboy, meno interessato rispetto al precedente ad allargare la platea di spettatori, e che paga forse troppo la logica del franchise, con una trama che non poggia solo sulle sue gambe e col dovere di introdurre e in qualche caso lanciare i prossimi film in cantiere.

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