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    Pasqua al cinema: i film in sala dal 24 marzo

    Quest’anno la Pasqua al cinema è all’insegna della commedia, ma soprattutto segna l’inizio ufficiale della stagione dei cinecomics. Lo aspettavamo da un po’ e da ieri, 23 marzo, è arrivato nelle sale italiane Batman v Superman: Dawn of Justice (in foto). Diretto da Zack Snyder, il film riunisce in un’unica pellicola due icone dei fumetti DC, l’Uomo di Acciaio e il Cavaliere Oscuro, interpretati rispettivamente da Henry Cavill e Ben Affleck. Nel cast troviamo anche Gal Gadot, Jeremy Irons, Amy Adams e Jesse Eisenberg.

    Avete il vestito giusto per partecipare ad un maestoso matrimonio? La famiglia più chiassosa del cinema torna dopo 12 anni con Il mio grosso grasso matrimonio greco 2. Sequel della pellicola del 2002, il film vede i Portokalos alle prese con un segreto di famiglia e con l’organizzazione di nuove nozze. E tutti i riflettori, questa volta, sono puntati sugli straordinari Gus e Maria. Restando nella commedia, dalla Francia arriva Un momento di follia di Jean-François Richet con Vincent CasselFrançois Cluzet e Lola Le Lann. Antoine e Laurent sono due vecchi amici che trascorrono le loro vacanze in Corsica con le rispettive figlie. Una sera, la figlia di Antoine viene sedotta da Laurent e, senza rivelare il nome dell’uomo, si confida al padre. Il segreto riuscirà a rimanere tale a lungo?
    Alain Gsponer, invece, ci porta tra le vallate delle Alpi con Heidi. Rimasta orfana, la piccola Heidi cresce con la zia, ma quando questa riesce a trovare lavoro a Francoforte, la bimba viene affidata all’unico parente che può occuparsene, il nonno paterno, che vive in una baita in alta montagna. Nonostante l’inizio burrascoso, tra i due si forma un dolce legame, ma ben presto la zia torna per portare Heidi con sé in città, dove dovrà fare compagnia a Clara, costretta sulla sedia a rotelle.

    Continuiamo con la commedia: Un paese quasi perfetto, di Massimo Gaudioso, racconta le iniziative che il sindaco di un piccolo comune della Basilicata mette in atto insieme ai suoi cittadini per far ripartire l’economia del paese e combattere la dilagante disoccupazione. A metà tra commedia e dramma, invece, Il condominio dei cuori infranti è il poetico film di Samuel Benchetrit interpretato da Michael Pitt, Isabelle Huppert, Valeria Bruni-Tedeschi e Gustave Kerven. Il film racconta una serie di incontri e di situazioni al limite del surreale in un condominio di periferia. Uno sguardo nuovo e molto affascinante sulla banlieue.

    Dopo essere passato alla Festa del Cinema di Roma lo scorso ottobre, Land of Mine arriva nelle nostre sale con il suo carico di tensione. Il film, diretto da Martin Zandvliet, racconta una pagina poco nota della Seconda Guerra Mondiale: verso la fine del conflitto, i soldati tedeschi catturati dall’esercito danese, venivano condotti sulle coste della Danimarca per recuperare le mine che avevano installato per contrastare l’avanzata degli Alleati. Un racconto emotivamente coinvolgente che sconvolge come le esplosioni improvvise sulla sabbia. David Grieco, invece, interviene su uno degli omicidi più oscuri nella storia del nostro Paese: quello di Pier Paolo Pasolini. La Macchinazione, interpretato da uno straordinario Massimo Ranieri (incredibilmente somigliante al grande intellettuale italiano), ricostruisce gli ultimi tre mesi della vita di Pasolini, tra la scrittura del suo nuovo romanzo, Petrolio, il montaggio di Salò e la burrascosa relazione con Pino Pelosi, proponendo un’ipotesi molto realistica sulla tragica notte del 2 novembre 1975. Rapporto madre/figlio e dramma di essere curdi in Turchia sono i temi al centro di La canzone perduta, film di Erol Mintas, racconta la storia di Alì, professore di origini curde, costretto a lasciare la sua casa di Tarlabasi, quartiere di Istanbul popolato da curdi, e a trasferirsi con la madre in periferia.

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    Il mio grosso grasso matrimonio greco 2: i soliti Portokalos

    Dopo il successo del primo capitolo, torna al cinema la famiglia Portokalos alle prese con un nuovo matrimonio. Nia Vardalos scrive Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, questa volta diretto da Kirk Jones. Tra situazioni già viste nel primo capitolo e altre che meritavano un maggiore approfondimento, la pellicola, in sala dal 24 marzo, diverte, ma non osa.

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    Confusionari, uniti (fin troppo) ed esilaranti: i Portokalos sono tornati. A quattordici anni dal primo film, Nia Vardalos scrive Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, diretto da Kirk Jones. La nuova pellicola, in sala dal 24 marzo, vive di tanti momenti revival, ma riesce comunque a far trascorrere un’ora e mezza di divertimento.
    In questo nuovo capitolo, Toula e Ian si fanno da parte per lasciare la scena a Gus e Maria. Mentre sta cercando di scoprire se tra i suoi antenati figura Alessandro Magno, Gus si imbatte nel certificato di nozze e si accorge che non è stato firmato dal sacerdote che ha celebrato l’unione. Il matrimonio è nullo e tocca organizzarne uno nuovo. Ancora più grande, ancora più maestoso e ancora più kitsch rispetto a quello di Toula.

    Mossa vincente, quella della Vardalos (che per il primo film fu candidata all’Oscar per la sceneggiatura), di spostare l’attenzione su questi due personaggi che nel 2002 avevano fatto breccia nel cuore degli spettatori (ve la ricordate la scena della “cassata”?), ma anche abbastanza furbetta. Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 ripropone quegli elementi che nel primo film avevano suscitato l’ilarità del pubblico cambiandoli quel tanto che basta per mantenere ben oleati i meccanismi interni della storia. Dispiace che non ci sia stato quel passo in più che avrebbe dato carattere alla pellicola. A parte l’inizio quasi uguale al film del 2002 (Toula e Gus che si apprestano ad aprire il Dancing Zorba) e l’immediato “momento nostalgia” che ne consegue (gli occhiali “a fondo di bottiglia” che Toula indossa nella pellicola precedente), la prima parte del film vede il ritorno di battute e situazioni (a partire dal “Perché tu vuoi lasciarmi?“) già viste e sentite, cambiate solo di qualche virgola (e cioè il personaggio che le pronuncia).

    Nella seconda parte il film prende una strada tutta sua, ma manca comunque di una certa dose di originalità e alcune nuove situazioni vengono presentate e trattate in maniera piuttosto sbrigativa, come la crisi tra Toula e Ian o l’organizzazione del matrimonio: vedere Maria Portokalos (e le sue parenti) alle prese con una rigida wedding planner poteva dare quella marcia in più al risultato finale e, magari, togliere tempi alla scena del matrimonio vero e proprio (con un parallelismo generazionale che suggerisce, forse, un terzo capitolo). Sottotono le interpretazioni della Vardalos e di John Corbett, ma in in splendida forma appaiono Michael Constantine (Gus), Lainie Kazan (Maria) e Andrea Martin (zia Voula), che riescono anche a sovrastare la nuova generazione dei Portokalos (capeggiata da Paris, figlia di Ian e Toula e interpretata da Elena Kampourish). E’ vero, Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 manca di quella dose di coraggio in più per arrivare ad eguagliare il primo film, ma comunque, con qualche acciacco, riesce a divertire.

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