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    Peter Greenaway e la sua crociata anti-religiosa

    Al Festival del Film di Roma il regista gallese Peter Greenaway presenta Goltzius and the Pelican Company, sua personale crociata anti-religiosa in un film ad alto tasso erotico che si pone di demolire alcuni miti dei credenti.

    Non ci si aspettava un film di questo tipo, da dove trae la sua immaginazione?
    Avete già visto alcuni dei miei film? Allora la nozione del nudo non sarà una sorpresa per voi. Allo stesso modo l’idea di dare priorità all’aspetto visivo allo stesso tempo di combinare l’arte pittorica e il cinema non vi saranno nuove se avete già visto il mio cinema.
    Pensavamo sopratutto ai vari temi del Vecchio Testamento che ha affrontato, da Adamo ed Eva ad Salomé e Giovanni Battista.
    Dimenticavo che stavo parlando con degli italiani. Tutte le vostre nonne immagino erano devote cattoliche, ma credo che oramai sarete tutti dei ragionevoli atei. Comunque la si rigiri la nostra società è stata influenzata da nozioni giudaico-cristiane. Personalmente sono inorridito dalla negatività della religione ed in particolare di quella cristiana. Il cristianesimo dovrebbe essere una forza che promuove la creatività, la fecondità, l’andare avanti ed il progresso, ed invece è molto negativa e l’opportunità che il cristianesimo ed il sesso vadano a letto insieme è praticamente inesistente. Ed è detto all’inizio della genesi che Adamo ed Eva non debbano ‘scopare’. Ma se non avessero ‘scopato’ io non sarei qui a parlare con voi.
    Ma gli amanti possono fare sesso dopo il matrimonio…
    Anche questa soluzione è vista di sbieco dalla religione cattolica. Dovresti farlo attraverso un lenzuolo e con le luci spente. Ma la realtà è che 95% degli atti sessuali sono a scopo ricreativo, e non funzionali a procreare, quindi sembra esserci un’enorme malagestione da parte della chiesa di quello che è un argomento enorme.
    Sicuramente è un aspetto importante delle controversie della chiesa da diversi anni e che la allontana dalla modernità
    Voi cattolici la modernità di fatto l’avete persa nel 1517 quando siete stati rimpiazzati dai protestanti nei paesi chiave in Europa. Vi siete persi l’illuminismo, vi siete persi la rivoluzione industriale. Lo sviluppo vi ha lasciato indietro perchè il cattoliscesimo è sostanzialmente fondato sull’ignoranza, mentre il protestantesimo, pur con tutte le sue pecche, cerca di abbracciare il presente e guardare al futuro.
    La religione sembra essere per lei un argomento moderno, è così?
    E’ molto facile criticare la religione in particolare il cristianesimo, fin troppo facile. Alcuni dei miei amici protestanti mi chiedono: ‘perchè continui a perdere il tuo tempo a criticare la religione?’, sostanzialmente perché nessuno oggi di alcun calibro intellettuale crede ancora in quella stupida mitologia. La mitologia cristiana è di enorme diletto ma sostanzialmente è priva di significato. Il Vaticano stesso ha smesso di puntare sull’Europa  e ora cerca i suoi nuovi bacini in Africa e Sudamerica tra le persone superstiziose. E spero inoltre che nessuno di voi sia mussulmano perché non vorrei essere l’oggetto di una fatwa, ma sicuramente anche l’Islam finirà per disintegrarsi entro le prossime due o tre generazioni. Con I giovani che hanno accesso a sempre più informazioni, presto tutta la mitologia di matrice religiosa sarà spazzata via.
    Quindi il suo messaggio è: chiudiamo con il placebo della religione e guardiamo avanti ad un mondo libero da restrizioni?
    Si, perché per la prima volta siamo rimasti tutti quanti soli. Dio é morto, il diavolo è morto, non possiamo più incolpare Sigmund Freud perché oramai è screditato. Non c’è più nessuno a cui attribuire delle colpe. Per la prima volta nella storia del mondo siamo soli. Dobbiamo addossarci le nostre responsabilità e questo nuovo senso di assoluta libertà terrorizza molte persone. Ma allo stesso tempo dovrebbe motivarci, perché non c’è più nessuno da incolpare, e siamo finalmente i padroni del nostro destino. Finalmente abbiamo la libertà alla quale siamo stati disabituati politcamente, religiosamente e psicologiacamente per secoli, usiamola!
    Quali sono gli elementi che secondo lei rappresentano meglio I tempi moderni?
    Per esempio, il film apre con una scelta, Goltzius dice agli spettatori che possono o essere rappresentati dal cristianesimo, e quindi il vecchio testamento, oppure dalla corrente dell’umanesimo. Stiamo nel sedicesimo/diciassettesimo secolo e, se vi ricordate, in questo paese c’era un grande scontro tra le due correnti: Come si faceva quindi a mettere il cristianesimo in associazione con l’umanesimo? Possiamo considerare Virgilio un ‘pre-cristiano’? Possiamo includero Omero in paradiso? Sono dei grandi problemi intellettuali. C’è stato nel Rinascimento italiano una grossa attenzione verso la grande questione dell’umanesimo. Ci sono stati una serie di luminari che hanno lottato per fare combaciare gli opposti di umanesimo e cristianesimo, da Erasmo da Rotterdam a Giordano Bruno. Ma la questione rimane irrisolta.
    E quindi io non ti rispetterò per la tua religione, ma mi sforzerò maledettamente di proteggerti da ogni forma di sfortuna in nome dell’umanesimo. Sostanzialmente perché considero che la vita sia sacra, ma non da un punto di vista religioso, ma piuttosto da una prospettiva Darwiniana, da un punto di vista evolutivo.
    Quale è la sua prospettiva, non necessariamente religiosa, diciamo il suo modo di interpretare il mondo?
    Mettiamola così, vengo da una lunga tradizione di persone che possiamo descrivere come rurali. Come sapete la tradizione brittannica è molto associata alla natura. Siamo stati I primi a scalare le Alpi. Voi italiani non vi siete mai preoccupati di scalare le Alpi, l’hanno scalata per primi gli stupidi inglesi, che sono stati anche I primi a scrivere poesi liriche, e la stessa idea di romanticismo l’abbiamo iniziata noi, e neppure I tedeschi. Quindi siamo stati I primi ad avere una relazione profonda con la natura, ed intendo la Natura con la N maiuscola. Darwin, che credo fermamente essere l’uomo più grande di tutti I tempi, creò un sistema di pensiero che era fortemente legato all’ordine naturale, e che era enormemente confortante. Sebbene I miei genitori ed I miei avi non erano assolutamente fattori – mio padre era un ornitologo, mio nonno uno giardiniere specializzato in rose, e mio bisnonno un taglialegna – sapevano tantissimo del loro paese dal punto di visto naturale. E non lo facevano affidandosi a manuali, lo facevano attraverso le loro  osservazioni personali. Quando avevo circa otto anni mio padre mi portava in Olanda con  un paio di binocoli attaccati agli occhi, e probabilmente saprete che l’Olanda è un paese bagnato, umido e fangoso. Quindi ho passato la mia gioventù girovagando ed osservando gli uccelli in Olanda. E quelle nozioni mi sono rimaste, quindi oggi in base al suono solamente posso dirvi la differenza tra un rigogolo e un cardellino. Semplicemente in base al suono. E pensavo all’epoca che qualsiasi bambino potesse distinguere I cinguettii dei due uccelli, e mi sono accorto dopo che molto persone non possono distinguere, non dico I suoni ma di fatto, tra un piccione ed un passero. Ma è anche vero che questi ragazzi mi sapevano dire la differenza tra una Alfa Romeo ed una Lamborghini, ed io non ero in grado. Quindi molto è legato all’influenza parentale. Io ho due figlie da un primo matrimonio, e le portavamo in giro per gallerie d’arte a Londra e per il mondo, e loro lo odiavano, tutto ciò che volevano fare era essere a con gli amici, o a casa a guardare la tv. Adesso sono nella quarantina ed una è una scultrice e l’altra un’argentiere, quindi è curiosio che nonostante in giovane età si rifiuti queste influenze parentali, diventano molto importanti nel corso degli anni.
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    Goltzius and the Pelican Company: viaggio sensuale nell’arte

    Peter Greenaway presenta Goltzius and the Pelican Company, un sensuale viaggio nell’arte e ideale secondo episodio della sua trilogia sull’arte che, dopo Nightwatching, rischia di finire per tediare con il suo stile intenso e auto-compiaciuto.

    A distanza di cinque anni da Nightwatching, il regista e sceneggiatore Peter Greenaway presenta al Festival del Film di Roma, Goltzius and the Pelican Company, il secondo episodio della sua trilogia ideale che dovrebbe concludersi con il terzo episodio nel 2016. Il filo conduttore è l’arte e coloro che la creano: infatti se Nightwatching aveva raccontato certi aspetti della vita del pittore fiammingo Rembrandt, Goltzius and the Pelican Company ci presenta da vicino lo stampatore ed incisore olandese  Hendrick Goltzius, mentre il terzo film tratterà di alcuni aspetti del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, ad esattamente 500 anni dalla sua morte nel 1516. L’arte rappresentata da regista gallese però non è mai fine a se stessa. Ricordiamo come in Nightwatching Rembrandt aveva dipinto il quadro Jaccuse per denunciare i tentativi della milizia di cospirare contro i regnanti. Allo stesso modo in quest’ultimo film Greenaway esplora della tematiche universali attraverso l’arte di Goltzius. Riprendendo il suo marchio di fabbrica il regista combina diverse forme espressive, presentando un film ricco di riferimenti pittorici, e dalla scenografia e dagli ambienti ricchi e variopinti, e narra la sua storia utilizzando una serie di sovrapposizioni dei piani per abbinare tante volta la narrazione, in particolare dello stesso Goltzius, allo svolgimento degli eventi. Goltzius in particolare, interpretato da Ramsey Nasr, è rappresentato come un compiaciuto conoscitore dell’arte ma lascivo ed estremamente attratto dalla dinamica sensuale e sessuale dei personaggi della stessa arte. Questa é poi una delle grandi prerogative, come già in passato, di Greenaway: una disinibita ed affamata ricerca della sensualità e dell’erotismo che lo stesso regista, spesso tramite le parole di Goltzius – che si mischiano ai gesti goduriosi e sfrenati degli attori – vuole condividere intensamente con il pubblico.
    Nello specifico della storia del film, Goltzius si rivolge al margravio d’Alsazia (il premio Oscar F. Murray Abraham) per convincerlo a finanziare le sue stampe ed incisioni. In cambio lui ed i suoi artisti, oltre a regalare a lui un libro che riproduca immagini di alcune delle più controverse vicende del Vecchio Testamento, rappresenteranno dal vivo alla corte del margravio alcune di queste vicende (vedi Salomè e Giovanni Battista, Sansone e Dalida,  e Davide e Betsabea) con tanto di interpretazione erotica. Quello che comincia come un giocoso accordo assume presto toni più drastici…
    A Greenaway va dato il merito di riprendere le convenzioni del cinema e di storpiarle allargandole, oltre che di presentare storie universali che potrebbero avere una morale da riscoprire ed assimilare nel mondo di oggi. Al film va il merito di avvalersi di un buon cast tra cui alcuni italiani emergenti di spessore. Allo stesso tempo molta della sua narrazione sembra fine a se stessa, con Greenaway un po’ a sguazzare nel mondo che ha creato, tanto che le ripetute scene erotiche, a gusto personale del regista, alla lunga finiscono addirittura per annoiare.
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