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    Giovanni Veronesi a Cuba per Non è un paese per giovani

    Sono iniziate da pochi giorni le riprese di Non è un paese per giovani, nuovo film di Giovanni Veronesi che verrà girato tra l’Italia e Cuba.
    Modificando il titolo del film dei fratelli Coen che nel 2007 vinse il Premio Oscar, la nuova pellicola di Veronesi tratta un tema tristemente noto alla società italiana: la fuga dei cervelli. Protagonisti della pellicola sono due amici, Luciano e Sandro, alla ricerca di un luogo dove diventare grandi. Invece di approdare in territori fin troppo battuti dai loro coetanei, i due arrivano a Cuba e lì conoscono Nora, una ragazza italiana che cambierà per sempre le loro vite.
    Le riprese del film dureranno sei settimane e si svolgeranno tra Roma, L’Avana e Cayo Largo. Il cast vede la partecipazione di Filippo Scicchitano, Giovanni Anzaldo, Sara Serraiocco, Sergio Rubini e Nino Frassica mentre la produzione sarà di Rai Cinema e Paco Cinematografica. Non è un paese per giovani, scritto dallo stesso Veronesi insieme a Andrea Paolo Massara e Ilaria Macchia, trae ispirazione da una trasmissione radiofonica di Radio 2, durante la quale il regista telefonava ad alcuni ragazzi italiani residenti all’estero e chiedeva le motivazioni che li avevano portati a lasciare il nostro Paese. “Le risposte di questi giovani – afferma Veronesisono state a volte divertenti, altre di una spietatezza insostenibile. Più di 100mila ragazzi l’anno se ne vanno dall’Italia in silenzio, senza far rumore. E’ un lento, ma inesorabile esodo che porterà alla mancanza di alcuni tasselli fondamentali“.

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    L’ultima ruota del carro, Elio Germano con l’Italia sulle spalle

    Il film di Giovanni Veronesi apre il festival di Roma con una storia dall’ampia respiro. Si tratta di uno spaccato del nostro Paese, osservato con gli occhi di un omino piccino, con il suo camion, la sua mogliettina e…

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    La storia di un piccolo uomo in primo piano, con la Storia del nostro Paese che gli scorre accanto, incrociando piccoli grandi eventi quotidiani con fatti e situazioni che hanno segnato decenni, generazioni. Dall’urlo di Tardelli al Mundial ’82 al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, passando per le monetine lanciate a Craxi fino ai manifesti 6×6 di Silvio Berlusconi. Il tutto osservato attraverso lo sguardo, ora ingenuo ora disincantato, di un omino che fin da piccolo e’ – o almeno si sente – l’ultima ruota del carro…
    Giovanni Veronesi, maestro della commedia elegante, figlia della grande tradizione all’italiana, si cimenta con la Storia Patria, interpreta e racconta a modo suo le vicende realmente accadute di un suo collaboratore, Ernestino, che un giorno in autostrada gli disse: “sai che sono stato cuoco d’asilo?”.
    Occasione ghiottissima per chi, come il regista toscano, è abituato ad osservare uomini per interpretare la nostra società. E allora e’ naturale che il delicato compito di potare sulle spalle la storia di Ernestino – e di molti italiani come lui – cada su Elio Germano, le cui versatili corde poggiano salde tra commedia e dramma.
    Lo vediamo giovane ed ingenuo, molto maturo e stanco ma mai chino; accanto a lui la compagna di una vita, interpretata da Alessandra Mastronardi, nel ruolo di una donna che è contrappunto ideale del suo uomo, in una coppia inossidabile che crea subito empatia.
    Il film apre fuori competizione il Festival di Roma per approdare subito dopo in sala. Il competitor più vicino e’ la commedia di Zalone, la corazzata campione d’incassi, il ciclone della risata liberatoria ed un po’ facile.
    Di semplice, immediato e rassicurante il vissuto di Ernestino, l’ultima ruota del carro raccontata da Veronesi, non ha nulla. Forse e’ proprio per questo che fa molta simpatia.

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    Veronesi inaugura il Festival di Roma

    “L’ultima ruota del carro”, commedia corale di Giovanni Veronesi sui sogni e le speranze della gente comune inaugurera’ l’ottava edizione del Festival. Protagonisti Germano e la Mastronardi.

    L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi aprirà Fuori Concorso l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma che si svolgerà dall’8 al 17 novembre presso l’Auditorium Parco della Musica. Il nuovo lavoro del cineasta toscano, uno dei più importanti registi e sceneggiatori italiani, nonche’ autore di alcuni dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni (su tutti la trilogia di “Manuale d’amore”), si riallaccia al grande filone della “commedia all’italiana”.
    Ernesto, il protagonista interpretato da Elio Germano è un uomo semplice che tenta di seguire le proprie ambizioni senza però mai perdere i valori veri della vita. Tappezziere, cuoco d’asilo, traslocatore, autista, comparsa del cinema. Insieme a lui e al suo migliore amico Giacinto (Ricky Memphis) riviviamo le fasi cruciali della storia del nostro Paese dagli anni ’70 ad oggi. Con uno sguardo sempre attento ed ironico sui vizi e le virtù dell’Italia e degli italiani, Giovanni Veronesi ci regala una nuova commedia corale incentrata sulle vicissitudini normali e al contempo eccezionali di un eroe dei nostri tempi.
    A fianco di Germano (due volte David di Donatello come miglior attore protagonista per Mio fratello è figlio unico e La nostra vita, che gli è valso anche il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes), ci saranno Alessandra Mastronardi, moglie di Ernesto, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e Alessandro Haber. L’ultima ruota del carro (scritto da Giovanni Veronesi, Ugo Chiti, Filippo Bologna ed Ernesto Fioretti, le cui vicende hanno ispirato la storia del film) verrà proiettato nella sala Santa Cecilia che, con oltre duemila posti a sedere, si trasformerà durante il Festival nella più grande sala cinematografica di Roma. Il film, prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia e Fandango in associazione con Ogi Film, sarà distribuito da Warner Bros. Pictures a partire dal 17 novembre.

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