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  • CinemAmbiente: Gaetano Capizzi ci svela le novità 2014

    Il Direttore dell’ormai storico Festival di cinema ambientale ( 31 maggio al 5 giugno) ci accompagna alla scoperta di un programma ricchissimo di sollecitazioni che arrivano dal mondo green. Si va dalla fiction al Doc. passando per i cartoni dedicati ai più piccini, il pubblico di domani, vera e propria ‘ossessione verde’ di Capizzi che quest’anno compie un piccolo miracolo – in tempo di crisi – e ritorna alla formula “film gratis per tutti”

    CinemAmbiente edizione numero 17, tra novità e un gradito ritorno alla formula classica del cinema gratis, per tutti. Ce ne parla il direttore Gaetano Capizzi, che con un manipolo di collaboratori preparati e motivati da anni porta avanti un discorso di informazione ambientale di alto profilo e a 360 gradi. Riserva molte novità l’edizione 2014, prima fra tutte il ritorno all’ingresso gratuito.
    Direttore come ci siete riusciti in tempi di crisi economica?

    “E’ molto semplice, abbiamo fatto i conti della serva e abbiamo cercato di capire cosa avremmo tratto dal classico ‘sbigliettamento’ , cercando di sostuire questa entrata con degli sponsor (primo tra tutti Leroy Merlin) che garantissero agli spettatori la possibilità di fruire di questo interessante programma di quasi 100 film in maniera assolutamente gratuita. Abbiamo rinunciato agli ospiti internazionali e ai loro faticosi spostamenti ma preferivamo assicurare l’investimento sulla collettività che giustifica tanti anni di lavoro duro sulla ricerca costante di film che io chiamo belli ma utili..
    Poi senza dubbio ha aiutato il fatto che si sia creato a Torino un vero e proprio circuito di cinema ambientale, che ci permette di proiettare oltre al Cinema Massimo, anche al Piccolo cinema, al Cecchi Point, al Cineteatro Baretti e alla sala Poli del Centro Studi Sereno Regis, in quello che è diventato una sorta di circuito per il cinema di impegno sociale ”.

    Alla voce novità assolute c’è ‘CinemAmbiente lab’, di cosa si tratta?

    “Organizziamo per la prima volta un workshop internazionale sul cinema green che vuole proporre Torino come fucina di registi ambientali, realizzato con Documentary in Europe e Film Commission Torino Piemonte. Quest’anno siamo a 25 partecipanti e speriamo che sia una lunga strada da percorrere”.

    Gaetano, in un anno in cui nei maggiori Festival Internazionali si ‘riscopre’ il cinema del reale, tu presenti ancora una volta il meglio del doc green anche di formato speciale..

    “CinemAmbiente è da sempre il festival del documentario per tre motivi. Il primo è il genere cinematografico, che è il più adatto a raccontare la realtà. Il secondo è dovuto alla crescita delle tecniche di ripresa e dello stile che dona sempre più coinvolgimento e pathos allo spettatore. Il terzo, che mi sta più a cuore è dovuto al fatto che l’ambiente è sempre più in cima all’interesse degli spettatori.
    Proprio per questo una delle sezioni competitive è il ‘Concorso Internazionale One Hour’, che raccoglie dieci pellicole della durata di un’ora circa, un formato che sta diventando uno standard nel cinema ambientale. Si parlerà di emergenze ambientali con ‘Amazon Gold’ sulla distruzione della foresta pluviale, ‘Footprints of War’ sull’impatto ambientale generato dalle emissioni inquinanti dei mezzi militari ed ‘Endless Road’ sui danni ambientali causati da una fabbrica di carta in Cina, ma anche di nuovi modelli abitativi con ‘Ekopolis’ che presenta due nuovi modelli metropolitani di eco-città utopiche…”

    Al CinemAmbiente negli anni sono arrivate per prime le parole chiave del pericolo ambientale a livello planetario che poi hanno riempito le pagine della cronaca e dei tg, penso al fracking solo per dare un esempio. Quali sono le sollecitazioni del 2014?

    “Credo che nei 92 film che proponiamo, dai contenuti densi ma dalla forma leggera, profondi ma piacevoli da vedere, che esplorano la complessità del mondo contemporaneo e le nuove frontiere del rapporto dell’uomo con l’ambiente, che affrontano vecchi e nuovi problemi, la parola chiave che mi chiedi possa essere la lotta, la protesta.
    Sempre piuù spesso che in passato ad esempio assistiamo ad una coscienza critica collettiva che non fa accettare lo scempio ambientale come ‘necessario effetto collaterale’ di una ‘grande opera’. Anche questa protesta vedremo a CinemAmbiente 2014, che inaugura con ‘Virunga’, di Orlando von Einsiedel un vero e proprio film d’inchiesta sul parco Virunga, nella Repubblica Dominicana del Congo, minacciato dalla presenza di petrolio nel sottosuolo, in cui il regista scopre e rivela le pressioni legali e illegali che una compagnia petrolifera inglese mette in atto nei confronti dei volontari che si battono per tutelare il parco”.

    La tua ossessione verde sono i più giovani spettatori di CinemAmbiente, cosa hai preparato per loro?

    “Dici bene, ci tengo moltissimo alla sezione Ecokids, per la quale abbiamo preparato una selezione di film per tutti gli studenti delle scuole primarie, secondarie di I° e II° grado, adatti a stimolare la sensibilità dei ragazzi verso i temi ambientali e a promuovere comportamenti ecosostenibili. Undici quest’anno i titoli, tra animazione, fiction e documentario, per una sezione che negli anni ha riscontrato un enorme successo”.

    Un festival green che si rispetti non produce rifiuti e non scpreca carta, quindi cosa succede al ponderoso catalogo di CinemAmbiente?
    “Il catalogo da quest’anno si ‘smaterializza’, ovvero si potrà consultare attraverso l’App gratuita di CinemAmbiente o sul nostro sito, www.cinemambiente.it”

    di Rocco Giurato

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  • CinemAmbiente, bilancio positivo!

    Non è ancora tempo di bilanci per Cinemambiente, festival da anni in prima linea per la salvaguardia del pianeta, all’ombra della Mole Antonelliana, simbolo della città di Torino e vero e proprio ‘faro’ per gli appassionati della Settima Arte, custodendo il prezioso Museo del Cinema.
    La sedicesima edizione di CinemAmbiente, come sempre diretto da Gaetano Capizzi, si conferma come la passerella tematica più importante a livello europeo.
    I riflettori si spengono mercoledì 5, data in cui si festeggia il World Environment Day (WED), la Giornata Mondiale dell’Ambiente promossa da United Nations Environment Programme, ma tanto resterà negliocchindi giovani e meno giovani spettatori, delle oltre 80 proiezioni, suddivise tra le sezioni competitive nazionali ed internazionali.
    Fra i 10 titoli el Concorso Internazionale Documentari, da ricordare «Fuck for Forest», film divenuto un caso internazionale e incentrato sull’omonimo gruppo di porno attivisti, e «Blackfish», documentario shock sulla storia dell’orca assassina Tilikum presentato con successo all’ultima edizione del Sundance di Robert Redford. Il Concorso Documentari Italiani, composto a sua volta da 10 titoli, continua a raccontare il nostro Paese e le sue tante storie di resistenza e attivismo, come «Se io fossi acqua», documentario che descrive il dopo inondazione del 2011 a La Spezia e Massa Carrara. Lo sguardo dei registi italiani si posa anche su storie estere, come nel caso di «Lucciole per lanterne» che analizza la gestione delle risorse idriche nel Cile del dopo Pinochet. Due novità hanno animato il panorama delle competizioni del festival: il Concorso Internazionale Documentari One Hour, dedicato ai documentari internazionali della durata inferiore ai 60 minuti e il Concorso «La casa di domani», cinque film capaci di tracciare scenari futuri fra sviluppo, economia, demografia, raccogliendo documentari di produzione internazionale che affrontano, in modo costruttivo, le problematiche della contemporaneità, suggerendo buone pratiche per la società di domani.
    Una sfida da considerare ancora una volta vinta quella che ha visto protagonista lo staff di Cinemambiente, che quest’anno ha dovuto fare i conti anche con una sensibile riduzione di budget, che per fortuna non si è avvertita all’ombra della Mole…

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