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    Gabo: viaggio nel mondo di Gabriel García Márquez

    Dopo essere stato presentato in molti Festival cinematografici, il 10 novembre esce nelle nostre sale Gabo, il documentario che Justin Webster dedica al mondo di Gabriel García Márquez, il Premio Nobel per la Letteratura morto nel 2014. Attraverso le testimonianze di studiosi, biografi e amici dello scrittore, il regista ci conduce all’interno di quel realismo magico che ha caratterizzato la scrittura di Márquez.

    3stelle

    La famiglia Buendía, Florentino Ariza, Fermina Daza, Santiago Nasar non li avremmo mai conosciuti se Gabriel García Márquez non avesse dato loro immortale dignità consegnandoceli in veri capolavori della letteratura mondiale. Quanto di ciò che Márquez ha scritto è frutto della sua fantasia e quanto proviene dal suo vissuto? Justin Webster si è posto questa domanda e così è partito in questo affascinante viaggio alla scoperta del mondo intriso di realismo magico di uno dei più importanti scrittori dell’America Latina. Il viaggio di Webster, che si basa su testimonianze di studiosi, biografi, amici e parenti di Márquez, non ha l’arroganza del discorso accademico, ma si insinua all’interno di una dimensione più familiare, amichevole, ad iniziare da quel titolo, Gabo, che è l’appellativo con cui Márquez si faceva chiamare dai suoi amici.

    Webster ci restituisce l’amico Márquez, quello che con le sue parole e le sue descrizioni ci ha dato tanto, emotivamente parlando, ogni volta che sfogliavamo un suo romanzo. Si parte da Aracataca, in Colombia, il villaggio che sarà modello per la famigerata Macondo, si passa per Sucre, Bogotà, Cartagena fino a Parigi, L’Avana, New York, Stoccolma e Città del Messico. Forte della sua dimensione geografica, Gabo scava nel concetto di realismo magico, quel genere letterario (ma anche cinematografico e pittorico) tanto caro a Márquez, individuandone le cause nell’infanzia dello scrittore, trascorsa con i nonni: da una parte il nonno con la sua ferrea razionalità, dall’altra la nonna, donna molto superstiziosa che credeva nei fantasmi. Realtà e finzione hanno tessuto trame delicatissime nei romanzi di Márquez, si sono inseguiti e amati quasi come accade ai protagonisti di L’amore al tempo del colera, e hanno permesso allo scrittore di vincere, nel 1982, il Premio Nobel per la Letteratura. Intreccio presente anche nella sua attività giornalistica, così tanto cara a Márquez che nel 1994 fonda la Fundación para el Nuovo Periodismo Iberoamericano.

    Usando materiale d’archivio e molti video non inediti, Webster delinea un ritratto intimo di uno dei più grandi personaggi del secolo scorso, mostrandone anche l’importanza a livello di diplomazia internazionale (la sua amicizia con Fidel Castro fu molto importante per preparare l’attuale clima di distensione tra USA e Cuba). Dalle origini umili fino al successo mondiale, Gabo mostra il percorso che ha portato “un ragazzo uscito da un piccolo paese della costa caraibica a scrivere un’opera che ha radicalmente trasformato la letteratura occidentale del Novecento“e lo fa attraverso le tante voci di chi lo ha conosciuto personalmente e di tutti quelli che si sono emozionati e hanno sognato grazie ai suoi scritti.

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