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    Pif, dopo i David porta il suo film al festival antimafia

    Il giovane regista presenterà ‘La mafia uccide solo d’estate’ al Festival Trame, in programma a Lamezia Terme dal 18 al 22 giugno. “Ho avuto la fortuna che il mio stile piace; ovviamente non racconto cose importanti come la lotta alla mafia in modo leggero per strizzare l’occhio al pubblico giovane, semplicemente penso così e giro così”

    Sceglie il linguaggio del cinema, quello civile del Maestro Francesco Rosi ma anche quello del giovane Pif, in una scelta trans-generazionale, il Festival Trame. A Lamezia Terme dal 18 al 22 giugno scrittori, giornalisti, magistrati, studiosi, attori, musicisti e registi si incontreranno per la quarta edizione edizione del festival diretto da Gaetano Savatteri e promosso dalla Fondazione Trame con la collaborazione dell’Associazione Antiracket Lamezia Onlus. Oltre quaranta gli appuntamenti in cui letteratura, teatro e cinema interagiranno per promuovere la cultura della legalità e della lotta alle mafie. Ne parliamo con Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, che in Calabria presenterà il suo ‘La mafia uccide solo d’estate’.

    Pif, ‘Le mani sulla città’, è il tema con cui il festival quest’anno si rivolge al suo pubblico. Ispirandosi al celebre film di Francesco Rosi. Come ti rapporti a quel cinema d’inchiesta, quanto ti ha ispirato?
    Che dire, spero tanto…No, davvero non so, io ho un mio modo di raccontare che e’ nato in TV ma ha sempre guardato al cinema, al grande cinema italiano provando ad esserne ispirato, magari arrivare a quei livelli.

    Hai un approccio leggero alle storie importanti che racconti, in TV ma anche con il tuo film, bello e fortunato, sia in sala che a livello di premi, soprattutto dopo i due David appena incassati. Come ce lo racconti?
    Impossibile, nel senso che io ho avuto la fortuna – stavo dicendo il culo – che il mio stile piace, poi un giorno magari non piacerà più. Io ovviamente non racconto cose importanti come la lotta alla mafia in modo leggero per strizzare l’occhio al pubblico giovane, semplicemente penso così e giro così.

    Cosa ci racconti di questa tua partecipazione a Trame festival?
    Sono già stato due volte al festival. La prima volta ero gia’ stupito perché mi aspettavo una cosa locale, alla buona, invece c’era il ‘mondo’ in un posto che rispetto alla mia Sicilia sembra il Paradiso in tema di mafie….
    Ad esempio le donne mafiose siciliane sembrano quelle di ‘Sex and the city’ rispetto alle calabresi…
    Ricordo che avevo anche ai mafiosi locali che piuttosto che stare nascosti sottoterra con milioni di euro in tasca, forse sarebbe meglio andare al mare e godersi la Calabria e le sue bellezze invece di fare i mafiosi…
    Mi sa che non mi hanno tanto ascoltato, ma l’importante era poterlo dire in una pubblica piazza di una terra piena di brave persone ma anche di tanti mafiosi.

    Intervista di Rocco Giurato

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