LOGO
  • ,,

    The Captive: Egoyan, stile ineccepibile ma poco coraggio

    Il regista di Flase verità affronta con un thriller il tema della pedofilia. Il risultato è ineccepibile ma il concorso di Cannes avrebbe richiesto maggior dose di coraggio.

    3stelle

    Con il suo The Captive, presentato in concorso al Festival di Cannes, Atom Egoyan ci trasporta direttamente nella tana del lupo.
    Uno dei crimini più orrendi, la pedofilia, si assomma al rapimento in un thriller davvero molto intenso a livello emozionale. Nel più fedele ossequio alle regole del cinema di genere il maestro Egoyan aggiunge nel montaggio la sua firma d’autore.
    La narrazione non sarebbe così immediata infatti se un continuo alternarsi di presente e passato non avvolgessero lo spettatore in un turbinio che lo porta immediatamente al centro dell’azione.
    Due coppie cercano una bambina scomparsa otto anni prima, rapita mentre dormiva sul sedile posteriore dl pick-up del padre, che intanto era andato a comprarle una torta.
    La prima e’ la coppia di genitori, ormai distrutti e irrimediabilmente separati dal dolore, la seconda e’ una coppia di detective, interpretati dalla brava Rosario Dawson e da Ryan Reynolds.
    Il continuo gioco di incastri tra vicende personali, rimandi al passato di ognuno dei protagonisti e immagini che provengono dal luogo di reclusione della giovane vittima – la tana del lupo cui gia’ si faceva cenno – rendono avvincente il racconto che non è mai scontato, pur correndo saldamente ancorato alle dinamiche del film di genere.
    Se un appunto può muoversi al film di Egoyan pero e’ proprio quello di essersi complessivamente limitato a svolgere in maniera stilisticamente ineccepibile un ‘compitìno’. Trattandosi infatti di un film presentato in concorso a Cannes non e’ da escludere che l’interesse eccessivo generato dalla collocazione al Festival potrà sfociare in qualche critica.

    Da Cannes Rocco Giurato

    Read more »
Back to Top