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    La casa

    la casa
    LA CASA
    (Evil Dead)
    GENERE: Horror
    ANNO: 2012
    USCITA: 09/05/2013
    DURATA: 90′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Fede Alvarez
    CAST: Jane Levy, Jessica Lucas, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Elizabeth Blackmore
    DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
    TRAMA: Mia, una giovane donna, si trova in una capanna isolata nei boschi con il fratello e un gruppo di altri tre amici e amiche. Quando scoprono un Libro dei Morti evocano senza volerlo dei demoni dormienti, che abitano i boschi circostanti e si impossessano dei ragazzi uno dopo l’altro, fino a che l’ultimo sarà costretto a lottare per restare in vita.

    RECENSIONE: Home same Home
    VOTO: 3

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  • La casa: Home same Home

    La recensione de La casa, l’atteso remake del film cult di Sam Raimi del 1981. Una rilettura non riuscitissima, ma a tratti fedele nello spirito.
    VOTO: 3

    Sam Raimi ritorna al suo (e nostro) vecchio amore: quel Evil Dead che ancora oggi resiste tra i grandi classici incontaminati e irragiungibili, soprattutto considerando i sequel – ufficiali e non (compresi un paio di italiani apocrifi).
    Vi torna da produttore, affidando la regia all’esordiente Fede Alvarez, scovato grazie a un cortometraggio – nel quale fa distrugge la natale Montevideo da un’armata di robot extraterrestri – piuttosto limitato all’esercizio di stile, ma sicuramente – visti anche gli esiti attuali – funzionale.
    Non ci si improvvisa registi, però, e certi difetti non si correggono certo al primo lungometraggio, che sconta una certa difficoltà a trovare una via propria, soprattutto a livello stilistico. Il riferimento è ingombrante, certo, e va rispettato senza allonatanarsene troppo. E con un guinzaglio così corto è oggettivamente arduo riuscire ad aggiungere pennellate proprie che non siano eccessi sanguinolenti o umoristici.
    Il tentativo di aggiungere un background familiare e drammatico alle caratterizzazioni dei personaggi è encomiabile, in fondo, anche se si sente la mancanza di quella bidimensionalità old style che aveva fatto la fortuna del film del 1981. Nel quale la naivte dei soggetti e il loro essere vittime designate alleggeriva le responsabilità della sceneggiatura, che oggi invece risulta poco equilibrata nel rendere credibili le debolezze – funzionali al loro sacrificio – dei 5 ragazzi. Scioccamente forzate, in alcuni casi, ma certo condizionate dall’obbligo del risultato finale; come anche – più in generale – l’impegno del giovane Alvarez, al quale per ora assegniamo un 6 politico, copensando la poca decisione con il piacere che i fan del franchise potranno comunque trarre dalla visione del film. E della sua scena aggiuntiva, dopo i titoli di coda.

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