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    Via Castellana bandiera: Occhi contro occhi

    Emma Dante in concorso a Venezia con il suo primo lungometraggio. Esordio da Leone per un’opera che diventa allegoria di un intero paese.
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    Via Castellana Bandiera, Palermo, Italia. Luoghi fisici che nell’esordio alla regia di Emma Dante sono funzionali ad un racconto che parla di un non luogo, di una metafora che potrebbe definirsi glocal, tanto parte dal microcosmo di una stradina di periferia per parlare a tutti.
    A singolar tenzone si sfidano due donne, due opposte ostinazioni. Per una volta sono gli uomini il coro, il duello all’ok Corrall lo sostengono due donne, attraverso i loro volti intensi, i loro sguardi, lunghi, interminabili silenzi.
    È l’allegoria di un Paese intero Via Castellana Bandiera, di un modo di pensare, dell’incapacita’ di osservare le reciproche differenze per superare con sguardo terzo, non con il puro scontro distruttivo.
    Una disputa automobilistica per il diritto di precedenza e’ lo spunto narrativo per la Dante, che attraverso il punto di osservazione di due automobili strette tra un muro e poche povere case racconta tanti individui, molti mondi tra loro sconosciuti e poco permeabili, molte donne ed attraverso di loro altrettanti uomini.
    Indiscutibilmente un buon esordio quello della regista teatrale, che grazie ad una buona interpretazione affronta la prima regia a tutto tondo. Piccolo ma impegnativo ruolo per Alba Rohwacher, una delle tre protagoniste assieme alla sua regista.
    Primo meritatissimo tappeto rosso a 82 anni, dopo una vita dedicata al teatro per Elena Cotta, che in Via Castellana Bandiera recita quasi solo con gli occhi, interpretando il ruolo di Samira, donna granitica che duella con le più giovani protagoniste.
    Il film dopo la calorosa accoglienza di critica e pubblico si appresta ad affrontare il pubblico, dal 12 settembre con la premiere a Palermo e dal 19 in tutta Italia.

    Titta DiGirolamo

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