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    Skyscraper: Grattacielo di fuoco

    In Skyscraper Dwayne Johnson è di nuovo alle prese con un disaster movie. Stavolta dovrà salvare la sua famiglia da una banda di criminali e dall’incendio che sta consumando il grattacielo più alto del mondo. Dirige Rawson Marshall Thurber. In sala dal 19 luglio.

    Inferno di cristallo 50 anni dopo. Il titolo oggi è in inglese, Skyscraper, perché così vuole la consuetudine. E al posto dei divi Newman e McQueen c’è il culturista più amato dal pubblico americano, Dwayne “The Rock” Johnson, l’ex wrestler assurto in un niente allo status di stella, uno dei pochi che sembra fare ancora la differenza al botteghino, complice il fatto di aver perfezionato la formula di una pozione carica di magia hollywoodiana, quel misto di azione e commedia per famiglie che riesce a riunire in coda ai botteghini due generazioni e forse più.

    Scritto e diretto da Rawson Marshall Thurber, con cui Johnson aveva collaborato in Una spia e mezzo, Skyscraper racconta dell’incendio devastante che divora, un piano alla volta, la torre più alta che ingegneria umana abbia concepito, la Perla di Hong Kong, un fittizio moloch architettonico di 240 piani, 102 in più della Glass Tower di Inferno di Cristallo, con tanto di turbine, cascate e un’insensata installazione virtuale lassù in cima. In tutto questo Johnson interpreta il ruolo di Will Sawyer, ex testa di cuoio che dopo un blitz andato male si è ritrovato con una gamba mutilata e una vita da ricostruire. Adesso Will è un esperto di security, coinvolto da un ex commilitone nel progetto Pearl. Peccato che dietro la sua assunzione ci sia un complotto che mira non tanto alla distruzione dell’edificio quanto allo svelamento dei suoi segreti e dei suoi tesori, e qui, più che al classico di John Guillermin, si torna con la mente all’altra grande ispirazione della pellicola di Thurber, Trappola di Cristallo con Bruce Willis (Die Hard per qualcuno), un grande classico dell’action movie di fine anni 80.

    Ora, senza la classe di Newman, senza essere un’icona come McQueen e come il John McClane di Die Hard, The Rock si trova ad affrontare la doppia minaccia del fuoco e dei terroristi, il primo che tende aristotelicamente verso l’alto e i secondi che invece mirano a far finire tutto verso il basso. Con buona pace delle ambizioni ingegneristiche e di una famiglia rigorosamente da salvare, quella di Will, neanche a dirsi, composta da una mamma che sa il fatto suo (una rediviva Neve Campbell) e due bambini belli e riccioluti, uno per di più malato.

    Tutto questo racconto è ovviamente solo premessa, per non dire pretesto. Perché il centro di tutto è vedere Dwayne Johnson arrampicarsi sulle gru, saltare tra le fiamme, imbracciare un’arma da fuoco, del resto gli elementi cattivi e i cattivi elementi incombono dietro ogni angolo. E Skyscraper è questo, prendere o lasciare. Non lo definiremmo un film stupido, anche se forse un po’ ottuso lo è. Ma di sicuro è divertente, di un divertimento genuino e alla fine ben concepito nella sua studiata assenza di ambizioni. Perché Dwayne Johnson è l’uomo giusto per questi film, perché la sceneggiatura di Thurber è consapevole delle proprie scelte e anche dei propri limiti, e perché in fondo Skyscraper vuole regalare solo un’ora e mezzo di intrattenimento senza ribaltare la storia del cinema, neanche quello d’azione.

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    Rampage – Furia Animale: I nemici a quattro zampe

    Dwayne Johnson e il regista Brad Peyton tornano a collaborare in Rampage – Furia animale, monster movie ispirato a un classico videogioco arcade. Nel cast anche Naomie Harris e Malin Akermann. In sala dal 12 aprile.

    C’erano un lupo, un gorilla e una grossa lucertola. Non è una favola di Esopo e neanche una barzelletta delle elementari. È, o meglio era, un videogame da sala giochi e ora è anche un film che affianca al brand classico un sottotitolo italiano truce quanto basta. Rampage – Furia animale, per chi ancora non dovesse saperlo, è la nuova collaborazione tra il divo ex wrestler Dwayne Johnson (un tempo noto come The Rock) e il regista Brad Peyton, già artefici di San Andreas, disaster movie per famiglie che dopo aver spazzato via una metropoli e ridisegnato la geografia di un continente si chiudeva sull’inquadratura di un indomito bandierone americano. Il peggio che Hollywood abbia da offrire, penserà qualcuno. Un investimento valido ripagato più di tre volte al botteghino, hanno pensato invece i contabili della Warner Bros. E quindi ecco riproporre la formula. Johnson, Peyton e una città che crolla.

    E allora ecco un esperimento poco etico e degli animali giganti diretti su una città malcapitata. I personaggi umani sembrano quasi un’aggiunta distratta. Li si cita giusto per dovere di cronaca. C’è Davis, primatologo ed ex soldato (Johnson), c’è la scienziata ribelle Kate (la Naomie Harris dei film di James Bond e del recente Moonlight), c’è  il federale-cowboy Russell (Jeffrey Dean Morgan) e c’è la spietata capitalista Claire (Malin Akermann). Lo schema è abbastanza semplice: la spietata capitalista porta avanti l’esperimento poco etico, la scienziata ribelle è l’unica che potrebbe fermarla e in suo aiuto si schiereranno il primatologo ex soldato e il federale cowboy.

    Per scrivere Rampage – Furia animale sono serviti quattro sceneggiatori e la notizia farebbe già arcuare non poche sopracciglia. Se poi tra i quattro spunta anche il nome di Carlton Cuse, importante autore televisivo (Lost e non solo) i dubbi cominciano ad assumere la forma inquietante della certezza, specie considerato che era stato proprio Cuse a scrivere San Andreas. Né lui né gli altri tre (al secolo Ryan Engle, Ryan Condal e Adam Sztykiel, il primo dei quali accreditato anche come soggettista) sembrano provare il minimo interesse per i propri personaggi e finiscono per profondere tutto l’impegno dedicato a questo film (che immaginiamo non sia stato eccessivo) nel cercare di dare uno straccio di trama a un videogioco dove impersonavi un mostro che distruggeva una città.

    Date le premesse non esaltanti non c’è da meravigliarsi che proprio la parte iniziale, quella introduttiva, sia la più debole, nonostante usi tutti gli stratagemmi peggiori per arrivare dritto al punto. Un esordio che sembra la parodia di Gravity, preceduto da una schermata con uno spiegone in didascalia, e seguito dall’introduzione dei personaggi avvolta in una comicità tra l’infantile e il blando non bastano a tagliare i tempi. E alla fine i mostri e l’azione arrivano solo dopo più di mezz’ora quando la pazienza dello spettatore ha già subito parecchi colpi, quasi tutti bassi. E quando il punto arriva non è che la situazione migliori più di tanto. Lucertole alla Godzilla da una parte, gorilla alla King Kong dall’altra e il senso di deja vu nel mezzo, se fosse stato un film di Sergio Leone si sarebbe chiamato Il brutto e il cattivo, perché di Buono c’è davvero poco. E in effetti l’unica cosa che sembra salvarsi è lo scimmione albino George, ricreato in digitale sui movimenti dell’attore Jason Liles, a cui sono affidate le battute migliori del film (e potrebbe non essere un caso visto che parla solo il linguaggio dei segni).

    Rampage – Furia animale eleva ad arte il concetto di mediocre innocuità, e pure se avrebbe potuto scriverlo un generatore automatico di film catastrofici ha almeno il vantaggio di non essere platealmente offensivo. L’encefalogramma però resta piatto e i  miracoli non li può fare neanche il carisma di Dwayne Johnson (che in America gode di una stima tanto diffusa che qualcuno aveva pensato di lanciare una sua candidatura alla Casa Bianca). E così il film finisce per sembrare un’anteprima sbiadita del già annunciato King Kong vs Godzilla, senza peraltro averne le ambizioni, che non devono essere per forza quelle di fare buon cinema, ma semplicemente di aggiungere un nuovo cult alla lista dei nostri piaceri colpevoli.

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    Baywatch: I bagnini al potere

    I bagnini di Baywatch esordiscono al cinema in un’avventura balneare interpretata da Dwayne Johnson, Zac Efron, e dalle belle Alexandra Daddario e Kelly Rohrbach. Alla regia il Seth Gordon di Come ammazzare il capo e vivere felici. In sala dall’1 giugno.

    Galleggianti rossi, costumi abbinati, muscoli e curve al vento. I bagnini di Baywatch provano a lasciare di nuovo la loro impronta nell’immaginario collettivo e per farlo scelgono il bagnasciuga del cinema, tanto più spazioso quanto remunerativo rispetto ai confinati lidi televisivi che avevano calcato nelle loro leggendarie corse al rallenty già dalla metà degli anni 90. In cabina di regia lo specialista in commedie Seth Gordon (Come ammazzare il capo e vivere felici), sul proscenio di sabbia e onde il superdivo Dwayne Johnson e l’ex teen star Zac Efron a mettere in mostra bicipiti e addominali, l’ex True Detective Alexandra Daddario e la modella Kelly Rohrbach a sfoggiare tutto un armamentario di curve degno del Gran Premio di Montecarlo e di non pochi rally.

    La storia è quella di Matt Brody (Efron), un Michael Phelps in versione comica, allo stesso tempo ragazzo prodigio e bad boy del nuoto a stelle e strisce. Per rifarsi una vita Matt decide di entrare tra le fila dei bagnini di Malibù, guidati dal roccioso (in tutti i sensi) tenente Mitch Buckhannon (Dwayne “The Rock” Johnson). Lì dovrà riuscire a fare squadra con un team già affiatato composto da Summer (Daddario), C.J. (Rohrbach), dall’esotica Stephanie (Ilfenesh Hadera) e dal nerd Ronnie (Jon Bass). E allo stesso tempo dovrà sventare i piani della trafficante-affarista Victoria Leeds (Priyanka Chopra) in un turbillon di evoluzioni acquatiche misto a un umorismo che non disdegna la via del demenziale.

    Pur senza attraversare mai il confine del nonsense le sei persone che hanno messo mano allo script (gli sceneggiatori Damian Shannon e Mark Swift e quattro soggettisti) hanno scelto questa strada per aggiornare un prodotto televisivo tanto scanzonato che oggi sarebbe difficile da riproporre anche nel panorama dei palinsesti pomeridiani. Ci riferiamo alla strada di in umorismo che non esita a puntare in basso senza raggiungere le vette del becerume proposte da American Pie ed emuli, e in fondo c’era da aspettarselo, vuoi perché lo stesso trattamento è stato riservato ad altri telefilm trasposti per il cinema (dallo Starsky & Hutch dell’accoppiata Stiller e Wilson fino al più recente 21 Jump Street) vuoi perché pur sempre di un film per famiglie si tratta. Quindi a parte gli inseguimenti in moto d’acqua, i tuffi dai pontili e tutto il resto si scherza sulle erezioni incontrollate del personaggio interpretato da Jon Bass ma anche sui peni dei cadaveri in obitorio e sugli sguardi incontrollati alle tette di qualche protagonista.

    Un retrogusto pecoreccio che forse stona un po’ con l’innocente malizia del prodotto originale ma che in fondo può adattarsi ai canoni – invero piuttosto bassi – della farsa americana di oggigiorno. Per il resto il nuovo Baywatch incassa i dividendi grazie al carisma di Dwayne Johnson, una delle stelle forse più inaspettate di Hollywood, che per un motivo o per un altro esce sempre vincitore dalla sfida al botteghino, e grazie all’innocente malizia di cui sopra, ovvero quel mix insensato ma divertente di galleggianti e costumi rossi, attori palestrati, attrici tutte curve, corse al rallenty e quel sano spirito di squadra, arricchito da qualche guest star annunciata e da un pizzico di autoironia che non guasta mai.

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    Fast & Furious 6

    Fast and Furious 6


    FAST & FURIOUS 6

    (The Fast and the Furious 6)
    GENERE: Azione
    ANNO: 2013
    USCITA: 22/05/2013
    NAZIONALITA‘: USA
    REGIA: Justin Lin
    CAST: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Tyrese Gibson
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures Italia
    TRAMA: Da quando Dom e Brian hanno compiuto la rapina a Rio sgominando l’impero di un boss malavitoso, lasciando la loro squadra con 100 milioni di dollari, sono spariti nel nulla. Col tempo però, il non poter tornare a casa e la latitanza finiranno per render loro la vita impossibile.
    Intanto Hobbs segue il caso di un’organizzazione di violenti piloti mercenari in 12 paesi, il cui capo è affiancato da uno spietato braccio destro, che si rivela essere la donna amata da Dom, che credeva morta: Letty. L’unico modo per fermare questa pericolosa organizzazione, è quello di sfidarli e batterli sulla strada: così Hobbs propone a Dom di rimettere insieme la sua squadra speciale di Londra. In compenso, verranno assolti da tutti i loro crimini e potranno tornare a casa dalle loro famiglie.

    RECENSIONE:
    VOTO:

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    Snitch – L’infiltrato

    snitch 1 maggio

    SNITCH – L’INFILTRATO
    (Snitch)
    GENERE: Azione, Thriller
    ANNO: 2013
    USCITA: 01/05/2013
    DURATA: 112′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Ric Roman Waugh
    CAST: Dwayne Johnson, Susan Sarandon, Barry Pepper, Jon Bernthal, Nadine Velazquez, Harold Perrineau, Michael Kenneth Williams, Benjamin Bratt, J.D. Pardo, Melina Kanakaredes
    DISTRIBUZIONE: Videa-CDE
    TRAMA: Il figlio è stato catturato e imprigionato, dopo esser stato incastrato in un traffico di stupefacenti; per liberarlo al padre non resta ora altro che infiltrarsi – per conto della DEA – nelle fila dell’organizzazione e muoversi sotto copertura.

    RECENSIONE:
    VOTO:

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    G.I. Joe – La Vendetta

    G.I. Joe - La Vendetta 28marzo

    G.I. JOE – LA VENDETTA
    (G.I. Joe: Retaliation)
    GENERE: Azione, Avventura, Thriller
    ANNO: 2012
    USCITA: 28/03/2013
    DURATA: 110′
    NAZIONALITA‘: Canada, Usa
    REGIA: Jon M. Chu
    CAST: Channing Tatum, Bruce Willis, Dwayne Johnson, Ray Stevenson, Adrianne Palicki, Ray Park, Jonathan Pryce, Arnold Vosloo, Elodie Yung, D.J. Cotrona, Lee Byung-hun
    DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy
    TRAMA: Nuove avventure per la squadra G.I. Joe, costretta a combattere non solo contro Zartan e i suoi complici, i mortali nemici Cobra, ma anche a fare i conti con la minaccia rappresentata dai governi soggiogati dai malvivendi, che mettono in pericolo la loro esistenza.

    RECENSIONE: Bruce Wills e The Rock, a real american hero
    VOTO: 3

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  • G.I. Joe – La vendetta: Real american heroes

    Arriva nelle sale di tutto il mondo G.I. Joe – La vendetta, secondo capitolo della serie ispirata ai giocattoli della Hasbro nel quale spiccano Dwayne Johnson e Bruce Willis, che interpreta il Joe Originale.
    VOTO: 3

    I membri del gruppo speciale G.I.Joe, vengono accusati di alto tradimento dal misterioso assassino esperto di travestimenti Zartan che ha preso le sembianze del Presidente degli Stati Uniti, e che elimina la maggior parte della squadra attirandoli in una trappola. La Casa Bianca è in mano al Comandante Cobra, evaso con l’aiuto di Storm Shadow, mentre gli ultimi Joe rimasti, ovvero Roadblock (Dwayne Johnson Fast & Furious 5), Flint (D.J. Cotrona Dear John) e Lady Jaye (Adrianne Palicki, già vista in Legion) escogitano un piano per dimostrare la verità e distruggere i Cobra. Al loro fianco ci saranno Snake Eyes  il ninja muto, Storm Shadow che per vendicarsi di Zartan decide di combattere questa battaglia coi Joe e il Generale Joseph B. Colton, il cui nome in codice è G.I.Joe.
    Rispetto al primo film, il regista Jon M. Chu ha voluto dare un’idea di arricchimento: intanto il 3D da una dimensione completamente diversa, consente di trasportare lo spettatore direttamente all’interno dell’azione e, seconda cosa, la creazione di nuove identità, che ha permesso di introdurre nuovi personaggi.
    Gli amanti della serie a cartoni animati potrebbero rimanere comunque delusi, dato che il film continua a discostarsi parecchio: di fatto le uniche cose che hanno in comune sono i personaggi.

    Antonella Ravaglia

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