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    Tom McCarthy riscrive Christopher Robin per la Disney

    Il Premio Oscar Tom McCarthy riscriverà la sceneggiatura di Christopher Robin, nuovo film in live-action di casa Disney dedicato alle avventure di Winnie the Pooh.
    Il regista, che lo scorso anno ha vinto l’Academy Awards per la sceneggiatura di Spotlight, film che, tra l’altro, ha diretto, rimetterà mano allo script di Alex Ross Perry, mentre la regia della pellicola è stata affidata a Marc Forster. Il film si concentrerà su un Winnie The Pooh adulto, che ha perso tutta quella spensieratezza per cui è diventato famoso. Così decide di andare a trovare il suo migliore amico, l’umano Christopher Robin, e, insieme, ritrovare la gioia del passato. Nati sul finire degli anni Venti dalla mente di A. A. Milne, Winnie The Pooh e Chritopher Robin sono stati protagonisti principalmente di una serie di cartoni animati che la Disney ha prodotto dal 1961 ad oggi. Ancora poco noti i dettagli riguardanti il cast della pellicola.
    McCarthy, ultimamente visto nei cinema italiani con Mr. Cobbler e la bottega magica, ben presto farà anche il suo debutto in una serie con 13 Reason Why, che arriverà su Netflix il prossimo 31 marzo.

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    Il GGG – Il Grande Gigante Gentile: la favola natalizia di Spielberg

    Steven Spielberg torna a parlare di infanzia con Il GGG – Il Grande Gigante Gentile, tratto dall’omonimo romanzo di Roald Dahl. Un’animazione molto realista stride, però, con l’estrema lentezza della pellicola, che, purtroppo, non si lascia ricordare in maniera indelebile. In sala dal 30 dicembre.

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    Ad un anno da Il Ponte delle Spie, Steven Spielberg fa qualche passo indietro, a livello tematico, nella sua filmografia e torna a film quali E.T., A.I., HookLe avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. Questa volta il mondo visto ad altezza bambino è raccontato attraverso la trasposizione cinematografica di Il GGG – Il Grande Gigante Gentile, romanzo di Roald Dahl pubblicato nel 1982 (cinque anni dopo in Italia).
    C’era da aspettarselo un incontro tra Spielberg e Dahl e, forse, questo piccolo romanzo era il terreno più adatto per il regista neosettantenne. E se Tim Burton ha clamorosamente toppato con La fabbrica di cioccolato, se Danny De Vito e Wes Anderson sono usciti più o meno illesi dai rispettivi Matilda sei mitica e Fantastic Mr. Fox, Spielberg sceglie la strada dell’adattamento pedissequo, dimostrando quanto Il GGG fosse il romanzo che solo lui poteva adattare per il grande schermo.

    Questa è la storia dell’incontro tra due “diversi”: la piccola Sophie, che soffre di insonnia e legge Dickens sotto le coperte, e il GGG, che si comporta in maniera del tutto opposta ai suoi simili. Tutti e due vivono in un mondo che non gli appartiene, che non necessariamente, però, si scontra con la realtà che entrambi riescono a costruirsi. Quasi inutile la presenza degli altri personaggi (tra cui gli stessi Giganti): la pellicola di Spielberg si illumina solo del magnifico rapporto che si crea tra la piccola e il gigante, due magici esseri, cacciatori e creatori di sogni. Un invito forte e chiaro ad aver fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, tanto da mettere in piedi un importante quanto strambo piano per salvare l’umanità (che comprende anche il coinvolgimento della Regina d’Inghilterra) da un attacco da parte di altri Giganti.

    Perfetto l’esordio al cinema della giovane Ruby Barnhill, così come perfetta è l’interpretazione che il Premio Oscar (ottenuto proprio grazie a Spielberg lo scorso anno) Mark Rylance fa del GGG, con tutte le sue storpiature a livello linguistico (che in lingua inglese sono uno spasso). Ma ad una visione così potente, non corrisponde un prodotto finale di grande impatto. Con i suoi dialoghi intensi, Il GGG è l’apoteosi della parola e anche se lo scopo è quello di raccontare una fiaba con un preciso intento morale, chi guarda finisce col perdersi all’interno di un racconto eccessivamente lento, che relega i momenti più interessanti a pochi minuti. Quasi due ore di film, basate sulla sceneggiatura scritta da Melissa Mathison (E.T.), per raccontare qualcosa che nella sua versione cartacea, nell’edizione italiana della Salani, si svolge in poco più di 200 pagine, sono eccessive e stridono con la perfezione delle immagini (la fotografia di Janusz Kaminski è impeccabile). E così si rischia di perdere l’attenzione di chi guarda, soprattutto di quel pubblico giovane al quale l’opera è indirizzata.

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    Il Libro della Giungla: parlano i doppiatori italiani

    A quasi cinquant’anni dall’uscita nelle sale del classico Disney, Il Libro della Giungla torna in versione live-action nei cinema grazie alla regia di Jon Favreau. Abbiamo incontrato i doppiatori italiani di alcuni personaggi del film, che sarà nelle sale da giovedì 14 aprile: Toni Servillo (Bagheera), Neri Marcorè (Baloo), Violante Placido (Raksha), Giovanna Mezzogiorno (Ka) e Giancarlo Magalli (Re Luigi).

    Una caratteristica molto interessante di questo film – afferma Toni Servilloè quella di essere un film di formazione e il mio personaggio, Bagheera, è proprio quel genere di maestro che ognuno di noi avrebbe voluto avere nella sua vita. La pantera fiancheggia la crescita di Mowgli, gli indica la strada, gli fa da faro con la sua esperienza, insegnandogli a stare in piedi con forza sulle sue stesse gambe“. Giovanna Mezzogiorno ammette di essere stata affascinata dal serpente Ka perché questo personaggio ha “la complessità di chi seduce. Ka è onesta nel suo modo di sedurre e, paradossalmente, si dimostra protettiva nei confronti di Mowgli. Allo stesso tempo, però, cerca di stritolarlo e divorarlo. Presenta caratteristiche molto opposte tra loro e mi piaceva che nel film il suo personaggio fosse in un certo modo lontano da quello visto nel classico del ’67: lì Ka era maschio, era un personaggio molto ironico e anche divertente, qui, invece, è femmina ed è un’ammaliatrice“.

    Anche se Il Libro della Giungla presenta una morale molto manichea (e la cosa non è sbagliata visto che ci si rivolge ai bambini) – afferma Neri Marcorèpenso che questo sia un film stupendo. E gran parte del merito lo si deve al mio personaggio, il più interessante di tutti, Baloo. Il vero protagonista, ammettiamolo! L’orso ama meno le regole, è più cialtrone rispetto a Bagheera, ma alla fine sul suo buon cuore non ci sono dubbi“. Parlando del film, Violante Placido dichiara di riconoscersi nel protagonista: “Da piccola volevo fare l’etologa e avere un rapporto così stretto e quasi simbiotico con la natura mi affascina moltissimo. Con questo film ti ritrovi immerso nella natura, sia grazie agli effetti visivi sia grazie a quelli sonori. Rashka, il mio personaggio, è la mamma lupa di Mowgli e penso abbia molto da insegnare agli esseri umani. Durante il doppiaggio mi sono commossa in varie occasioni, proprio perchè il rapporto che Rashka e Mowgli hanno è davvero molto stretto“. Non estraneo al doppiaggio – nel 1997 doppiò Filottete in Hercules, sempre targato Disney – Giancarlo Magalli ammette di essersi molto divertito: “Quello che ho notato, però, è che se Filottete era pelato e grasso, Re Luigi è un bestione enorme. Quindi penso che alla Disney scelgano i doppiatori non tanto in base alle loro qualità, ma al loro aspetto! Il Re Luigi che vediamo in questo film è un personaggio che presenta una lettura in più rispetto al film di animazione. E questo è importante anche per i bambini di oggi“.

    Bambini che si rapportano ai classici dell’animazione in maniera diversa a come abbiamo fatto (o facciamo) noi più adulti, come dichiara la Mezzogiorno: “L’animazione oggi è talmente raffinata, ha raggiunto davvero dei livelli notevoli, che quando faccio vedere ai miei figli dei cartoni classici della Disney, molto spesso si annoiano. Mentre io sono lì che piango e mi dispero!“. Per doppiare il suo personaggio, la Mezzogiorno, alla sua prima esperienza di doppiaggio, afferma di aver visto solo pochi minuti della versione originale, nella quale il serpente ha la voce di Scarlett Johansson, e di aver voluto creare una sua particolare versione: “Nel doppiaggio, gli attori non possono contare su alcuni elementi quali il movimento del corpo o le espressioni del viso, e questo mi ha affascinato molto. Farlo è stato un’esperienza del tutto nuova, per me“. Al contrario, invece, Toni Servillo ha ascoltato la voce originale di Bagheera (Ben Kingsley): “Ho potuto notare che Kingsley dava al personaggio quella nobiltà che traspariva nel suo accento marcatamente inglese. Con l’italiano non è possibile ottenere questo effetto, quindi ho iniziato a pensare a come rendere elegante Bagheera. Per questo ho deciso di andare verso una direzione che mirasse a creare intorno a Mowgli, quel senso di attenzione e di responsabilità che caratterizza la pantera“.

    Animali umanizzati che in un certo qual modo risultano migliori dell’uomo stesso, “come nella scena che spiega la ‘tregua dell’acqua’, – afferma Magallidurante la quale, proprio perché l’acqua scarseggia, non è consentito darsi la caccia e combattersi l’un l’altro. Io questa scena la proietterei almeno un paio di volte al giorno a Palazzo Chigi, ai nostri politici! Gli animali hanno questi istinti, questa capacità di trasmettersi dei messaggi… hanno un’etica molto forte. Loro!“. Sul doppiaggio, infine, Neri Marcorè racconta la sua personale esperienza spiegando di essere stato sempre affascinato da questo mondo: “Quando lavoravo in radio, con Magalli, tra l’altro, molto spesso andavo ad assistere ai lavori di doppiaggio di alcuni film. Per un anno intero ho cercato di carpirne i segreti e poi con gli anni sono riuscito ad ottenere quella scioltezza che non è mai immediata. Doppiare non è difficile: è una tecnica, pari a quelle che si usa per recitare in tv, al cinema o al teatro“. “Ma bisogna saper recitare – conclude Giancarlo Magallie, soprattutto, saper recitare in sincrono con l’immagini. Nelle versioni originali, il cartone o l’immagine sono creati solo dopo che l’attore ha recitato le sue battute. E’ come trovarsi davanti un vestito cucito per un’altra persona e tu, doppiatore, devi fare in modo di calzare a perfezione in questo abito“.

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    Il trailer italiano di Alla ricerca di Dory

    Vi avevamo già mostrato, qualche settimana fa, il primo trailer di Alla ricerca di Dory, sequel di Alla ricerca di Nemo del 2003 targato Disney-Pixar. Finalmente è arrivato sul web anche il trailer ufficiale in lingua italiana e potete vederlo alla fine di questa news.
    Diretto da Andrew Stanton, il film racconta fatti accaduti sei mesi dopo ciò che viene narrato nel primo film. La pesciolina Dory, ormai trasferitasi sulla Grande Barriera Corallina, è riuscita a sconfiggere i suoi vuoti di memoria, ma un ricordo alla rinfusa la ossessiona: quello della sua famiglia. Decide così di partire alla ricerca dei suoi genitori, che vivevano nella baia di Monterey, vicino Los Angeles. Ad aiutarla nel viaggio ci saranno Marlin, suo compagno, Nemo e vecchi amici, come Branchia. Una volta giunti in California, Dory viene pescata dagli umani del Monterey Bay Aquarium.
    Se nella versione originale a prestare la voce a Dory ci sarà Ellen DeGeneres, in Italia sarà ancora una volta Carla Signoris ad interpretare il ruolo della protagonista e con lei torna anche Luca Zingaretti nella parte di Marlin. Per assistere alle nuove avventure di Dory il pubblico italiano dovrà aspettare, però, fino al 14 settembre 2016, mentre negli USA il film uscirà prima dell’estate prossima, a metà giugno. Ecco il trailer.

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    Il viaggio di Arlo: Piccoli dinosauri crescono

    A pochi mesi dall’uscita di Inside Out, Disney-Pixar porta al cinema Il viaggio di Arlo, splendido racconto di formazione che ha per protagonista un giovane brontosauro. Creando una preistoria alternativa, il regista Peter Sohn, complice l’eccellenza tecnica di casa Pixar, presenta una storia semplice che farà la gioia del pubblico più giovane. Il film sarà in sala dal 25 novembre.

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    Dopo aver esplorato la mente umana con Inside Out, il connubio Disney-Pixar torna in sala e, tramite il gioco del “what if?“, immagina cosa sarebbe successo se quel famoso asteroide che ha causato l’estinzione dei dinosauri, non avesse centrato il suo obiettivo, il pianeta Terra. Nasce così Il viaggio di Arlo, “road-movie” di animazione che racconta le avventure di un giovane brontosauro alla ricerca della sua famiglia.
    Milioni di anni dopo la scampata catastrofe, Arlo cresce nella fattoria dei suoi genitori, Henry e Ida (in originale doppiata da Frances McDormand), insieme ai fratelli più grandi Libby e Buck. Rispetto ai due fratelli, Arlo ancora non è riuscito a trovare uno scopo e una sua posizione all’interno del nucleo familiare: ha così tanta paura che nemmeno il compito più facile (dar da mangiare alle galline) gli risulta fattibile. La grande occasione arriva quando gli viene chiesto di acciuffare la “bestia” che ruba il raccolto, ma mentre Arlo e il padre cercano di catturare l’intruso, Henry viene travolto dalla piena del fiume. La vita alla fattoria riprende a fatica e presto Arlo si ritroverà faccia a faccia con il suo “nemico”: un piccolo esemplare di uomo delle caverne che ulula e cammina a quattro zampe, Spot. Durante l’inseguimento, però, Arlo cade nel fiume, batte la testa e viene trascinato dalla corrente a chilometri di distanza da casa.

    Disney-Pixar giocano di nuovo con le emozioni e questa volta vogliono raccontarci l’amicizia che si viene a creare tra un dinosauro e un essere umano allo stato primitivo. Come vuole tradizione, la grande metafora del viaggio qui trova pane per i suoi denti: le avventure di Spot e Arlo sono il pretesto che permette ad entrambi di conoscere veramente se stessi e di affrontare quelle che sono le loro difficoltà. Per Arlo questo si traduce nel fronteggiare le proprie paure: il giovane dinosauro è chiamato a riflettere su di esse, in modo da non considerarle più quel meccanismo che non gli permette di affrontare la vita, ma come quella molla necessaria per vivere in maniera più serena. Il viaggio che Arlo dovrà affrontare sarà la sua più grande lezione di vita e solo grazie a questo scoprirà il suo vero posto nel mondo.

    Nonostante alcuni problemi di produzione (il film doveva uscire nel 2013), Il viaggio di Arlo punta tutto sull’eccellenza dell’animazione (vedi gli splendidi paesaggi e gli effetti dell’acqua) e di una storia che, seppur vista e rivista, non stanca mai per la sua semplicità e, quindi, la sua capacità di conquistare gli spettatori. Per l’ennesima volta, quindi, la Pixar mostra non solo di avere abilissimi tecnici, ma anche notevoli scrittori: storia e tecnica qui vanno a braccetto, l’una è imprescindibile dall’altra (apice ti questo connubio, la scena nel campo di lucciole). Tra le intuizioni che rendono davvero unico questo film sarebbe il caso di citarne almeno due. La prima è il ricorso ad alcuni elementi del genere western: l’incontro con i T-Rex (che nella preistoria alternativa Disney-Pixar sono diventati allevatori di bisonti) si svolge secondo i canoni di questo genere, con tanto di musiche che ne sottolineano l’intensità. La secondo intuizione, la più interessante, è stata quella di trasformare l’uomo in cane dell’animale: Spot viene letteralmente addomesticato da Arlo e sarà proprio grazie al dinosauro che il giovane cavernicolo prenderà consapevolezza di ciò che è e di scegliere la sua strada.
    Sperando che la scia luminosa di Inside Out non offuschi questa nuova storia, Il viaggio di Arlo si configura come una storia di formazione dedicata indubbiamente ad un pubblico più giovane, anche grazie al fascino che i dinosauri esercitano su questa fascia di pubblico. Ma non mancherà di rendere felici anche molti adulti.

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    Finding Dory: arriva il primo trailer

    Sono trascorsi dodici anni dal clamoroso successo di Alla ricerca di Nemo, film di animazione targato Disney – Pixar che vinse anche il Premio Oscar come Miglior Film di animazione. E’ giunto, però, il momento di riscoprire gli abissi dell’Oceano e di ritrovare vecchi amici: Nemo, Marlin e Dory sono quasi pronti per il sequel del film del 2003, Finding Dory.
    Online è apparso da poche ore il primo trailer della pellicola, che uscirà negli USA il 17 giugno del 2016. Sei mesi dopo la fine della storia raccontata nel primo film, ora Dory vive nella Grande Barriera Corallina insieme al suo nuovo compagno Marlin e suo figlio Nemo. La simpatica pesciolina è riuscita a risolvere il suo problema dei vuoti di memoria e tra i suoi ricordi alla rinfusa c’è anche quello della sua famiglia. Così Dory decide di raggiungere i suoi cari, che vivono nell’Oceano Pacifico, vicino Los Angeles, e con i suoi amici intraprende questo viaggio. Arrivati in California, però, Dory viene pescata e rinchiusa nell’acquario della Baia di Monterey. Spetta ai suoi compagni di avventura darsi da fare per ritrovarla. Il film è diretto da Andrew Stanton, che ha già diretto Alla ricerca di Nemo. La voce di Dory, nella versione originale, sarà di Ellen DeGeneres, come nel primo film. Vi lasciamo alle immagini del trailer in lingua originale.

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    Un’Estate Firmata Disney

     

    Dopo il successo della scorsa estate, torna l’iniziativa Disney Classici al Cinema, che dall’1 al 30 giugno riporta sul grande schermo gli indimenticabili capolavori che hanno segnato la storia dell’animazione, restaurati in digitale.
    L’estate vedrà il ritorno di tre classici tra i piu amati di sempre: Gli Aristogatti, Il Libro della Giungla e Le Avventure di Peter Pan.

    Ad aprire la rassegna Gli Aristogatti, l’emozionante storia, ambientata nel cuore di Parigi, di Duchessa e dei suoi piccoli Minou, Matisse e Bizet, una famiglia di gatti di alto rango, il cui patrimonio che riceveranno in ereditr dall’anziana padrona rischia di essere trafugato; grazie all’intervento di Romeo e della sua band felina di musicisti jazz vivranno una fantastica avventura, ricca di colpi di scena, divertimento e nuovi amici.
    A seguire Il Libro della Giungla, l’ultimo capolavoro in cui Walt Disney in persona ha potuto mettere il proprio tocco unico; tratto dal romanzo di Rudyard Kipling, la storia di Mowgli e dei suoi buffi ed esuberanti compagni della giungla c il trionfo dell’amicizia, del divertimento e dell’avventura.
    Infine, imprevisti e fantasia con Le Avventure di Peter Pan, il cartone ricco di personaggi memorabili e polvere fatata che ci ha insegnato a credere nei sogni.

    A partire da aprile e per tutto il mese di maggio saranno in distribuzione presso i Disney Store e altri partner selezionati oltre 10.000.000 di buoni Disney Classici al Cinema (ottenibili senza obbligo d’acquisto) che, presentati alle casse dei cinema aderenti all’iniziativa, daranno la possibilitr di ricevere un biglietto omaggio per un film a scelta a fronte dell’acquisto di uno intero.

    Il voucher inoltre sarà valido anche per la visione di un altro grande capolavoro del cinema d’animazione, il film Disney-Pixar Monsters & Co., vincitore di un Academy Award®, che tornerà al cinema dal 13 al 26 giugno per la prima volta in un’emozionante versione stereoscopica 3D.

    The Walt Disney Company Italia anche quest’anno riserva un pensiero speciale alle famiglie italiane avvicinandole al mondo cinematografico grazie alla speciale promozione Disney Classici al Cinema per augurare le migliori vacanze all’insegna del divertimento.
    Un appuntamento unico che permetterà alle nuove generazioni di godersi la spettacolare e imparagonabile visione sul grande schermo in una nuova versione digitale di quei film che hanno segnato la storia del mondo dell’animazione.

    Le date:
    – Gli Aristogatti dall’1 al 2 giugno;
    – Il Libro della Giungla dall’8 al 9 giugno;
    – Monsters & Co. 3D dal 13 al 26 giugno;
    – Le Avventure di Peter Pan dal 29 al 30 giugno.

    Per maggiori informazioni: www.disney.it/film-disney/cinema/Classici-al-cinema

    Il TRAILER della Promozione

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    Monster University premia gli studenti italiani

    In occasione della campagna promozionale del nuovo capolavoro Disney Pixar Monsters University, Disney premia gli studenti italiani con un concorso esclusivo e un premio da urlo.

    Rivolto a tutti gli studenti delle nostre università e ideato per mettere alla prova la loro creatività e la capacità di lavorare in team – proprio come una delle confraternite o sorellanze di spaventatori che diventerà il fiore all’occhiello della prestigiosa Monsters University – da 2 e un massimo di 5 componenti: la sfida consiste nello studio, nella realizzazione e nella presentazione di un piano di marketing per il lancio del nuovo attesissimo capolavoro Disney Pixar Monsters University, la cui uscita in Italia è prevista per il 21 agosto 2013.

    Il premio in palio per il gruppo di lavoro che dimostrerà di possedere eccellenti conoscenze degli strumenti di marketing  e che proporrà le idee più originali e creative, è volto a favorire il percorso formativo degli studenti in due modalità:
    € 5.000,00 da dividere tra i componenti del team e spendere per l’acquisto di beni, prodotti o servizi presso l’Università  frequentata;
    Un’esperienza a Milano presso la sede della The Walt Disney Company Italia del valore stimato di € 500,00, per passare una giornata ospite della divisione Theatrical Distribution & Marketing Walt Disney Studios Motion Pictures, con la possibilità non solo di conoscere da vicino e interagire con la realtà dell’azienda, ma anche di presentare e illustrare il proprio progetto a un team di professionisti nell’ambito del marketing e della comunicazione ed effettuare un incontro conoscitivo con la direzione risorse umane.

    Tutti i dettagli e il regolamento del concorso sono disponibili sul sito
    http://concorsidisney.it/monsters-university-business-award/

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