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    Desconocido – Resa dei conti: adrenalina spagnola

    La crisi economica di questo decennio ritorna al cinema con un film spagnolo diretto da Dani de la Torre, Desconocido – Resa dei conti. Con Luis Tosar e Javier Gutiérrez, la pellicola si muove tra il thriller e l’action, regalandoci momenti di pura adrenalina, uniti alla riflessione sociale. Ma la sceneggiatura, ogni tanto, traballa. In sala dal 31 marzo.

    3stelle

    Nel 2012 alcune banche spagnole furono colpite dallo scandalo delle participaciones preferentes: gli istituti di credito iberici avevano venduto ai propri correntisti dei prodotti finanziari ad alto rischio, senza, però, informare i clienti delle eventuali conseguenze. I contratti firmati, molto spesso da correntisti anziani o disabili, avevano un carattere tecnico così elevato che solo un esperto di finanza poteva interpretare al meglio. Da questa tristissima pagina della storia economica spagnola, il regista Dani de la Torre, qui al suo debutto al lungometraggio, firma Desconocido – Resa dei conti.
    Carlos (lo straordinario Luis Tosar, che con questo ruolo ha ottenuto la sua settima candidatura al Premio Goya, l’Oscar spagnolo) è un banchiere senza scrupoli che una mattina decide di rompere la solita routine e di accompagnare i figli a scuola, cosa che in genere fa la bellissima moglie. I tre salgono in macchina e poco dopo un cellulare poggiato sul sedile anteriore inizia a squillare. Dall’altra parte una voce sconosciuta gli intima di versare su un conto corrente quasi mezzo milione di euro. Se Carlos non accetterà l’accordo, l’uomo azionerà la bomba che ha installato sotto i sedili dell’auto.

    Una corsa contro il tempo dove tutto ruota attorno alla duplice funzione dei due personaggi principali: Carlos e Lucas, lo sconosciuto al telefono, interpretato da un altro pezzo grosso del cinema iberico, Javier Gutiérrez, protagonista, pochi mesi fa, di un’altra pellicola degna di nota, La Isla mínima. Prima di essere vittima, Carlos è il carnefice: a causa della sua condotta immorale, Lucas ha perso tutti i suoi risparmi e le persone che amava. In Lucas, che da vittima si fa carnefice, la voglia di vendetta aumenta giorno dopo giorno fino ad architettare un piano perfetto in ogni suo aspetto.
    La pellicola di de la Torre può contare indubbiamente su due interpretazioni straordinarie, alle quali si aggiunge quella della giovane Paula Del Rìo, che interpreta Sara, la figlia di Carlos, ma soprattutto riesce a tenere incollato lo spettatore sulla poltrona con i suoi ritmi frenetici e le sue straordinarie scene action. Gli inseguimenti si avvicendano tra le strade di La Coruña e, ad ogni sterzata, l’adrenalina aumenta, impossibilitandoci a chiudere gli occhi o a distrarci. De la Torre realizza un film che ha tanto dell’industria hollywoodiana, e non solo a livello visivo. Desconocido – Resa dei conti pecca, infatti, nei dialoghi: qui si sente un certo influsso del cinema melodrammatico spagnolo, forse, ma in alcune scene si fa davvero fatica a seguire lo scambio di battute che quasi stona con il carattere, molto forte, della pellicola.

    Il sedile vuoto affianco a Carlos è la non tanto velata metafora della presenza dello spettatore in quel macchinone sportivo: noi siamo lì, soffriamo con Carlos e i figli, ne sentiamo il sudore che imperla la loro fronte e i battiti accelerati di un cuore che si aspetta la tragedia da un momento all’altro. Un film che non lascia il tempo di battere le palpebre, che ha la capacità di farti riflettere su quel sottobosco popolato da finanza e banche, come aveva già fatto a inizi anno Adam McKay con il suo La Grande Scommessa. Ed è anche per questo motivo che il finale rovina tutto, propinandoci la più banale delle morali, quella proprio non vuoi vedere o sentire dopo quasi due ore di pura adrenalina.

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