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    Weekend al cinema: i film in sala dal 21 aprile

    Complice la Festa della Liberazione, quello che sta per iniziare sarà un lungo weekend al cinema, il penultimo di aprile. Vediamo quali sono i nuovi titoli che da oggi andranno ad arricchire le programmazioni delle sale italiane e partiamo proprio dai film prodotti nel nostro Paese. Roberto Andò dirige Toni Servillo nel drammatico Le Confessioni (in foto). All’indomani di un importante summit, i ministri dell’economia di otto Paesi si ritrovano in un resort di lusso e con loro soggiornano anche tre ospiti voluti dal direttore del Fondo Monetario Internazionale, Daniel Roché: una rock star, una scrittrice di best seller e un monaco. Roché chiede al monaco di confessarlo e poco dopo viene ritrovato morto: omicidio o suicidio?

    Dal Giffoni Film Festival arriva Grotto, il film di avventura firmato da Micol Pallucca con un cast di esordienti. Finiti in una grotta, tre bambini cercano il modo per tornare in superficie. In loro aiuto arriverà uno strano essere, una stalagmite in gradi di emettere suoni e di muoversi. Stefania Rocca e Moise Curia sono tra i protagonisti di Abbraccialo per me, film drammatico di Vittorio Sindoni ambientato in Sicilia. Il film racconta la storia di un ragazzo con gravi problemi mentali e di come la sua situazione arriverà a sconvolgere la vita di tutto un paese. Orazio Guarino è alla regia di Sp1ral con Marco Cocci: un giovane regista italiano emigrato a New York torna nel suo paese di origine dopo la morte del padre. Qui si riapriranno alcune ferite del passato e i suoi disturbi borderline si acuiranno pericolosamente. Per gli amanti del documentario, I ricordi del fiume è il film di Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio che racconta la vita nel platz, una delle più grandi baraccopoli d’Europa  sugli argini del fiume Stura a Torino.

    Dall’Italia spostiamoci negli USA. Due le pellicole che arrivano da Oltreoceano: la prima è Zona d’ombra – Una scomoda verità di Peter Landesman. Will Smith interpreta un anatomopatologo di origini nigeriane non ben integrato con la società americana che deve investigare sulla morte di Mike Webster, leggenda del football americano. Ciò che scoprirà metterà in serio pericolo la sua carriera e la sua famiglia. Per il thriller, invece, John Hillcoat dirige Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Michale K. Williams, Gal Gadot, Woody Harrelson e Kate Winslet in Codice 999. Una banda di ex militari e poliziotti corrotti cerca di mettere a segno il colpo più grande della loro carriera criminale, pilotati dalla russa Irina.

    Infine torniamo in Europa con l’horror The other side of the door di Johannes Roberts. Durante una tranquilla vacanze, una famiglia viene colpita da una grande tragedia: il figlio più piccolo muore. Venuta a conoscenza di un antico rituale in grado di riportare indietro il bambino, la madre si avventura alla ricerca di un antico tempio. Qui scoprirà la porta che separa il regno dei vivi da quello dei morti, ma disobbedisce all’ordine di non aprirla. Da oggi arriva nei nostri cinema il caso cinematografico dell’anno in Spagna, Truman, di Cesc Gay. Con Javier Càmara e Ricardo Darìn, il film racconta la storia di due amici, Tomas e Julian, che si ritrovano a Madrid e, nonostante a Julian restino ancora pochi giorni da vivere, i due si rifiutano di inscenare un addio. Tante le decisioni pratiche da prendere ed una di queste riguarda le sorti di Truman, il cane di Julian.

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    Codice 999: Guardie e ladri blues

    Il thriller cupo e violento di John Hillcoat, con un cast all star guidato da Chiwetel Ejiofor e Woody Harrelson, ci porta in un’Atlanta dolente e crepuscolare. In sala dal 21 aprile.

    3stelle

    Una banda di disperati coinvolti in un turbine di violenza che finisce per confondere anche i confini più netti. Quello tra vita e morte, quello tra legge e caos. È l’Atlanta crepuscolare e dolente di Codice 999, il nuovo thriller di John Hillcoat, sesto film del regista, il quarto distribuito anche in Italia, che arriva a quattro anni da Lawless, a sette dall’altrettanto cupo The Road. Al suo servizio un cast di prima grandezza, da Chiwetel Ejiofor a Casey Affleck, dalle stelle in ascesa Anthony Mackie e Gal Gadot, fino a volti noti televisivi come l’Aaron Paul di Breaking Bad e il Norman Reedus di The Walking Dead, chiudendo con alcuni veterani in gran forma come Woody Harrelson e Kate Winslet.

    La storia è quella di un gruppo di rapinatori guidato da Michael Atwood (Ejiofor), formato da poliziotti ed ex militari e costretto a colpi quasi impossibili dai ricatti della mafia russa. Ma per realizzare l’ultima impresa criminale servirà qualcosa di più del solito, un codice 999, ovvero l’uccisione di un poliziotto in servizio.

    La sceneggiatura dell’esordiente Matt Cook lascia nel cassetto la tradizione hollywoodiana del gangster movie e sembra pescare dal meglio della produzione televisiva poliziesca dell’ultimo decennio: The Shield, The Wire, in minor misura e grazie soprattutto alla presenza di Harrelson anche True Detective. Il risultato è un piccolo congegno dagli incastri meccanici, che lascia lievitare la tensione fino a farla esplodere in un numero non banale di colpi di scena e in sequenze d’azione piene di ritmo e adrenalina. Nella tradizione della narrativa noir, quale che sia il media di riferimento, non può mancare poi una nota malinconica e Codice 999 non si sottrae al dovere, prendendo i fili delle vite dei suoi protagonisti, tutti rigorosamente dei loser, e tessendoli in una trama elisabettiana dove la luce è spesso filtrata dall’ombra di un presagio funesto.

    Luci e ombre, quindi. E luci e ombre sono il marchio di fabbrica del cinema di Hillcoat, un cinema fatto di assoluti, dove ogni premessa viene portata all’estrema conseguenza. E se questo, nel 2009, finì per penalizzare il suo The Road, adattamento del romanzo di Cormac McCarthy che faticò a trovare una distribuzione perché ritenuto troppo deprimente, oggi la storia è diversa e allo stesso tempo uguale. La mano del regista e lo splendido contributo del direttore della fotografia Nicolas Karakatsanis (Chi è senza colpa) disegnano un universo in chiaroscuro, di corridoi bui e strade illuminate da un sole spietato, di scelte violente e vendette senza speranza. Hillcoat sfrutta poi lo splendido cast, azzeccato anche nei ruoli minori,  guidato da una conferma, il Chiwetel Ejiofor di 12 Anni Schiavo, da un attore sottovalutato come Casey Affleck e da un Woody Harrelson che migliora ad ogni film, confermandosi all’occorrenza un protagonista affidabile e un caratterista di razza. Discorso diverso per le donne, costrette quasi del tutto a una funzione meramente decorativa. L’eccezione – neanche a dirsi – è Kate Winslet, qui in versione trasformista. Attrice dal talento tanto evidente da riuscire credibile anche nel ruolo della capomafia russa.

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