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    Effetti collaterali: psycho giallo per Soderbergh

    3stelle

    L’aspetto psicologico dell’essere umano è stato spesso oggetto di grande interesse per la Settima Arte, che ha declinato patologie e inclinazioni dell’uomo per creare vicende più o meno intense o affascinanti. Quando l’oggetto di analisi psicologica si mescola al thriller poi il connubio è potenzialmente vincente. Accade anche con gli  “Effetti collaterali” di Steven Soderbergh, sulla soglia di un cambio radicale di binario artistico, come lui stesso ha dichiarato, riservandosi per il prossimo festival di Cannes la chiusura in grande stile.  Sarà, però con questo divertissement tra la psichiatria e il giallo che si rifà al grande Hitchock, il regista di ‘Sesso bugie e videotape’ e tanti altri successi dirige Rooney Mara, Catherine Zeta Jones e Jude Law  in un film che parte da un presupposto semplicissimo: una pillola può cambiare il corso di una vita, irrimediabilmente?
    L’incastro è ad orologeria, come sempre nelle sceneggiature del regista americano; il gusto estetico affinato all’ombra della Hollywood indipendente, in quella specie di factory di talenti dell’America off che sa incontrare il gusto degli spettatori europei, è ormai un marchio di fabbrica. C’è anche l’annosa questione delle multinazionali del farmaco sullo sfondo; la pubblicità orientata delle lobby del farmaco senza scrupoli, una certa deriva della società per cui la pillola è il tappeto sotto il quale nascondere deliri, disagi, paure moderne. Viaggia sul filo del rasoio Effetti collaterali, che già aveva fatto bella mostra alla Berlinale, dispensando colpi di scena e sensualità, giudizio morale ed empatia con le vicende raccontate con mestiere da un maestro del cinema che sarebbe un peccato perdere per le strade della ‘videoarte’…

     

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