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    Daniele Vicari dirigerà una serie sul caso Cucchi

    Il suo nome è garanzia di qualità, negli anni ha legato la sua carriera a un certo cinema italiano di impegno civile. Dopo l’indagine del quotidiano precario e frammentato di Sole cuore amore, Daniele Vicari torna dietro la macchina da presa per raccontare un’altra pagina buia del nostro paese, come era già successo con Diaz. E lo fa ancora in collaborazione con la Fandango di Domenico Procacci che annuncia di aver acquisito i diritti per un adattamento cinematografico/televisivo del libro di Carlo Bonini, ‘Il Corpo Del Reato’, sulla “tremenda e ingiustificabile vicenda vissuta da Stefano Cucchi e dalla sua famiglia”. Il libro racconterà il caso Cucchi “tracciandone tutto l’iter processuale, sino ai recenti e clamorosi sviluppi che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio di cinque Carabinieri”.

    La conferma arriva direttamente da Procacci, che precisa: “Stiamo lavorando ad un progetto di serie TV. Il broadcaster non è ancora definito, ma è intanto iniziato il lavoro di scrittura che vede coinvolto lo stesso Bonini insieme a Daniele Vicari, Laura Paolucci ed Emanuele Scaringi, lo stesso gruppo di scrittura di ‘Diaz’. A Daniele Vicari, con cui lavoriamo sin dal suo esordio, verrà affidata la regia”.

    La storia

    Stefano Cucchi fu arrestato a Roma il 15 ottobre del 2009 dopo essere stato trovato in possesso di 21 grammi di hashish. Morì durante la custodia cautelare nel reparto detenuti dell’ospedale Sandro Pertini della capitale in circostanze non chiare, che avrebbero trasformato la vicenda in una dei casi giudiziari più controversi degli ultimi anni: l’autopsia rivelò la presenza di lesioni e traumi che Cucchi non riportava al momento dell’arresto. Il caso coinvolse diversi agenti di polizia penitenziaria, alcuni medici del Pertini e alcuni carabinieri e si sarebbe chiuso il 18 giugno del 2016 con il secondo processo d’appello che avrebbe assolto i 5 medici, gli unici imputati della vicenda, perchè “il fatto non sussite”.
    Ma lo scorso 17 gennaio, dopo la riapertura di un fascicolo di indagine del caso richiesta dalla famiglia, arriva il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale e abuso di autorità nei confronti dei militari dell’arma Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco (i carabinieri presenti nelle due caserme dove avvenne prima l’identificazione, poi la custodia), accusati di aver colpito Cucchi con schiaffi, pugni e calci, facendolo cadere e procurandogli lesioni divenute mortali per una successiva condotta omissiva da parte dei medici curanti.

     

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