LOGO
  • ,,

    Mr. Turner: Leigh e il ‘pittore della luce’

    Il regista inglese porta in concorso al festival di Cannes Mr.Turner, il ritratto del genio pittorico William Turner interpretato in maniera magnifica da Timothy Spall.

    3stelleemezzo

    Incapace di comunicare in modo che per i più sarebbe scontato, quindi con la parola, i modi, talvolta gentili oppure no, insomma come il 99 per cento degli uomini. Già, però rimane il fatto che il restante un per cento fa parte di quella élite di geni, che spesso annovera tra le sue fila qualche artista.
    Questo è William Turner, pittore anglosassone anticipatore dell’impressionismo e dell’astrattismo, secondo Mike Leigh.
    Il regista di Vera Drake o Happy go Lucky, palma d’oro nel ’96 con Segreti e bugie, racconta gli ultimi anni dell’esistenza del cosiddetto ‘pittore della luce’ grazie allaa magnifica interpretazione di Timothy Spall.
    Quello che il regista chiede al suo protagonista pressoché assoluto è l’essenzialità espressiva con il minimo di parole possibili, piuttosto accentuando fino al paradosso, smorfie, inciampi del corpo e quel vero e proprio grugnito che lo accompagnerà nei momenti più intensi ed intimi, dal dolore al piacere più intenso.
    Non è facile anche oggi raccontare per immagini il tratto di un genio come William Turner, considerato un pittore d’avanguardia anche dai coevi e per questo ai margini della buona società.
    Sullo sfondo della vita di un artista quasi suo malgrado, ci sono la quotidianità e le sue donne: la fedele domestica, reietta ma capace di una grandissima sensibilità, la prima moglie, fredda e distante, se non dal patrimonio dell’artista, e infine l’ultima ‘fiamma’, una dolce e premurosa compagna, che illumina fino all’ultima immagine, la vita del pittore della luce. Malgrado ‘Mr. Turner’ sia stato presentato in apertura di concorso Timothy Spall (che in tanti ricorderanno in Harry Potter o nel bellissimo Discorso del re) già si segnala prepotentemente per una palma da miglior attore.

    Da Cannes Rocco Giurato

    Read more »
  • ,,

    Il tappeto rosso di Cannes è tutto per ‘donna Sofia’

    Se una diva internazionale, un’icona di bellezza, eleganza e talento cinematografico risponde alla più classica delle domande sui suoi ormai prossimi meravigliosi ottant’anni con un “E che ci posso fa…??” beh state sicuri che quella diva si chiama Sophia Loren!
    Il festival di Cannes la omaggia con una ‘master class’ di cui lei finge di non conoscere neppure il significato ed il valore e liquida con un semplice “vabbe’, qualche cosa ci inventeremo…” .
    L’attrice presenta a Cannes “La voce umana” un corto diretto da suo figlio, Edoardo Ponti, e tratto da una pièce di Cocteau che Erri De Luca ha tradotto in napoletano. Come se ci fosse ancora bisogno di conferme in tal senso l’interpretazione della Loren è l’ennesima conferma di un talento innato, perfetta com’e nel monologo della donna abbandonata dall’amante, che spera e poi dispera…
    “Era un mio sogno – racconta – fin dall’inizio della mia carriera; l’avevo visto recitato dalla Magnani e mi ero detta che un giorno lo avrei fatto anche io…”.
    Anti diva per eccellenza ‘condivide’ anche questo suo nuovo momento di gloria con un compagno artistico eccezionale, Marcello Mastroianni, scelto dal Festival come icona simbolo di questa edizione. “Che emozione arrivare a Cannes e vedere dappertutto manifesti con il volto di Marcello, mi sembra ci sia anche lui qui con me oggi.
    Seguono racconti del tipo: “Il set con lui era sempre un gioco, era un uomo straordinario con un grande senso dell’umorismo e quando arrivava la stanchezza si metteva a raccontare barzellette” e la felicità si trasforma in splendida emozione.

    Da Cannes Rocco Giurato

    20140520-191657.jpg

    Read more »
  • ,,

    Alice ed Alba Rohrwacher, due sorelle in concorso a Cannes. Ecco come si raccontano…

    Rispettivamente regista e protagonista de Le meraviglie le sorelle Rohrwacher accompagnano sulla Croisette un piccolo grande film – l’unico italiano in concorso – che ha già conquistato il pubblico alla Premiere mondiale, con 12 minuti di applausi. Dalle emozioni del concorso allo splendido cameo di Monica Bellucci, ecco cosa ci hanno raccontato…

    Alice, Premiere mondiale a Cannes per Le meraviglie, il tuo film che affronta il giudizio del pubblico il 22 maggio quindi prima del Palmares, emozioni continue in questi giorni…
    Si decisamente, mi ha fatto piacere che il film sia stato accolto bene qui a cannes sia dalla critica che dal pubblico – oltre dieci i minuti di applausi alla Salle Loumiere -. detto questo si tratta di un lavoro di tantissime persone con cui condivido questi attimi di intensa gioia ed emozione.

    Come e quando nasce questo tuo film?
    Avevo molta voglia di raccontare il paesaggio agrario italiano, farlo attraverso una famiglia, e soprattutto farlo attraverso gli occhi di una primogenita, anche perche essere primogenita oggi in Italia – ed io lo so bene proprio perché non lo sono – significa guardarsi e cercare di capire in che direzione si deve andare.

    Un film ‘al femminile’, in cui si parla di campagna ma anche del mondo della televisione
    Mah, non so se definirlo al femminile, ci sono film belli e meno belli, non maschili o femminili. Ad ogni modo e’ un film su mondi diversi che si incontrano, appunto quello agricolo e quello della tv. Ma è un film che sottolinea una mia sensazione cioè che siamo tutti sulla stessa barca, alla deriva…

    A proposito di televisione nel tuo film c’è anche la partecipazione straordinaria di Monica Bellucci in versione farina del piccolo schermo, come ti sei trovata a dirigerla?
    Sono molto orgogliosa che Monica abbia fatto parte di questo film. E’ una donna dotata di grande generosità ed ha ‘sposato’ in pieno la causa di questo film anche se il suo ruolo è molto piccolo in termini di tempo ma molto molto importante allo sviluppo della storia. Tra l’altro è una persona dotata di grande ironia e lo mette in mostra in modo sensazionale.

    Per la prima volta lavori con tua sorella Alba, come è andata sul set?
    E’ stata una grande sorpresa e c’è stata tanta naturalezza sul set. Quello di lavorare con lei era un desiderio che io avevo già da molto tempo e lei anche, che dire è stato un po’ come lavorare a casa…

    Alba, invece tu cosa ci racconti dal punto di vista di attrice, come ci si trova ad essere dirette da una regista che è anche la propria sorella?
    E’ stato naturale… E non era scontato che andasse tutto bene come è poi realmente andato. ovvero noi naturalmente ci siamo sempre sostenute a distanza, tuttavia tra attore e regista possono nascere dinamiche d’amore e di grande scontro. invece è andata meglio sul set di come a volte va nella vita, pensa che strano.

    Un film che definite entrambe non autobiografico ma molto personale, ci racconti meglio questo vostro punto di vista?
    Beh, si tratta di luoghi molto familiari e di dinamiche familiari che pur diverse conosciamo molto bene. Detto questo nessuno dei fatti che racconta il film è mai realmente accaduto, semplicemente fa parte di un immaginario che ci accomuna e che lei ha scritto e messo in scena, io ho abitato conoscendolo molto da vicino.

    Uno dei ‘personaggi’ di questo film sono le api…
    Si, rappresentano il lavoro, la fatica, la concretezza, ma anche la magia, infatti sono loro in qualche modo che mettono in contatto questa ragazzina che è un personaggio centrale del racconto con un suo coetaneo che vive d’estate una esperienza di vita in campagna e con il quale decideranno di mettere su uno spettacolo di cui le api sono splendide protagoniste.

    Si parla anche del mondo della televisione, del miraggio del facile successo, con una Monica Bellucci straordinaria.
    Certamente si parla anche di televisione, ma in modo dolce, non c’è nessun giudizio; l’interpretazione di Monica ha arricchito molto il suo personaggio, c’è anche una dichiarazione – se vogliamo leggerla così – nel momento in cui lei si dichiara ‘stanca’, togliendosi in questo modo la maschera della diretta e mostrandosi più vera.

    Da Cannes Rocco Giurato

    Read more »
  • ,,

    Per Sebastiano Riso esordio convincente a Cannes

    Più buio di mezzanotte è  in concorso alla Semaine de la Critique, storica sezione parallela del festival d’oltralpe. Distribuito da Istituto Luce, il film vanta un cast formato da giovani attori nel quale spiccano tuttavia le interpretazioni di Pippo Delbono e di una intensa Micaela Ramazzotti. Il regista ce lo ha presentato così…

    Sebastiano Riso, a Cannes esordisci con un film che ha gia’ convinto la critica
    Ringrazio il mio produttore che mi ha permesso di realizzare un film difficile, ma importante, reso possibile anche grazie al contributo di Rai Cinema, Cinecittà Luce, la regione Sicilia e il Lazio, che hanno permesso la realizzazione di un piccolo miracolo.

    Dunque raccontaci questo ‘miracolo’
    Il miracolo e’ stato avere la fiducia di un produttore. Prima ancora c’e’ stato il Solinas, infine gli attori professionisti e poi ancora i ragazzi, tutti hanno sposato il film totalmente. Abbiamo tutti condiviso la stessa straordinaria passione per il cinema.

    Cosa c’è nel tuo film di quella meraviglia che e’ la citta’ di Catania?
    Quello che non si vede nel ‘Bell’Antonio’. Non c’è la Via Etnea, il Barocco, però c’è comunque la capacità che ha Catania di farti fare salti nel tempo, tra il benessere e la disperazione. Catania e’ una bolla, ancora oggi, in cui vivono universi paralleli che convivono in antitesi tra di loro.

    Tanto ‘cinema’ dei maestri e tanta camera a mano nel tuo film, ci spieghi meglio i tuoi riferimenti?
    Noi volevamo raccontare l’uscita dalla adolescenza. Età affascinante che ha stregato Truffaut, Tarkovsky, Rossellini, insomma i grandi.
    Abbiamo usato lenti anamorfiche degli anni settanta per rendere quel colore, quel sapore di un certo cinema, che cito con il doveroso rispetto che merita. Credo che il realismo cui ci siamo abituati grazie alla TV ci insegna a mancare di rispetto alla poeticità di certe storie che si devono raccontare come la mia. Ci deve essere un filtro tra il desiderio di vedere dello spettatore e il diritto di un quattordicenne di vedersi raccontato ma non ‘violentato’.

    Quanta aderenza c’è con la realtà di Davide Cordova, che con la sua vicenda ti ha ispirato?
    Abbiamo cercato tutto quello che poteva non sapere sulla vita di Davide Cordova. Poi abbiamo tutti insieme cercato quelli più poetici, se volete meno ‘forti’ – perché quello che vedete e’ già molto forte. Ad esempio il padre di Davide lo ha costretto per anni ad una cura ormonale pesantissima per ‘guarirlo’ da quella che secondo lui è una malattia…

    Davide, si parla di te, cosa pensi di questa anteprima a Cannes e poi una curiosità i tuoi genitori hanno visto il film?

    Io l’ho visto e spero che serva questa visibilità a proteggere quelli che oggi ancora purtroppo vivono la condizione che io ho vissuto anni fa..
    I miei genitori non lo hanno visto e non credo lo vedranno, stanno bene ma mia madre e’ cieca ormai.

    Sebastiano il vostro film e’ ambientato a Catania, la stessa del Bell’Antonio che citavi… Cosa e’ cambiato da allora?
    Ci sono sempre gli uomini sposati che vanno a letto con i ragazzini. Di giorno però a braccetto con la moglie. No, non è cambiato nulla, e l’omosessualità e’ ancora considerata una malattia. Ecco perché i ragazzi di oggi rischiano, se non si parla di questi argomenti, di vivere lo stesso dramma di Davide.

    La Sicilia pero’ storicamente accoglie, eppure molta parte del Paese non è pronto pare…
    L’omosessualità viene considerata esuberanza sessuale. Per questo e’ tollerata come lo e’ per i grandi artisti come Visconti ad esempio. L’Italia non è pronta. Anche se Crocetta e’ Presidente della regione ed è omosessuale, o Vendola lo è in Puglia.

    Micaela, il tuo e’ un intenso cameo, cosa vuoi aggiungere alle parole del tuo regista?

    Mi sento di festeggiare l’arrivo nel cinema Italiano di un grande autore. Avevo la sceneggiatura quattro anni fa e oggi che siamo a Cannes non mi pare vero, ci ripaga di tante ansie, di tante risate e lacrime versate per costruire questa creatura meravigliosa che è questo nostro piccolo grande film veramente molto importante.

    Da Cannes Rocco Giurato

    Read more »
Back to Top