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  • Il caso Kerenes: Affari di famiglia

    Dal regista rumeno Călin Peter Netzer un tragico interno familiare, un amore materno mostruoso e castrante al centro della pellicola vincitrice dell’Orso d’Oro e del Premio della Critica Internazionale all’ultimo Festival di Berlino.
    VOTO: 3,5

    Cornelia (straordinaria Luminiţa Gheorghiu, un curriculum lungo alle spalle, fitto di cinema e teatro) sofisticata e matura donna in carriera, ha un’unica ossessione: essere amata dal figlio Barbu (Bogdan Dumitrache) un ragazzo debole e mai cresciuto. Quando il giovane uccide un ragazzino, in un terribile incidente d’auto, la madre muove mari e monti, denaro e conoscenze, per impedire che venga condannato al carcere.
    La macchina da presa segue nervosamente i volti dei personaggi, dialoghi che tagliano come un bisturi, in una sceneggiatura perfettamente disegnata da Răzvan Rădulescu. L’analisi del regista rumeno Călin Peter Netzer affonda nelle pieghe di una società alto-borghese corrotta che manipola le vite e i destini delle persone, e di cui Cornelia diventa l’emblema, un’élite che guarda dall’alto in basso le classi inferiori vessate che si nutrono di rabbia e violenza.
    Ma non è questo il vero nucleo emotivo de Il caso Kerenes che mira ad approfondire il rapporto distorto “quasi patologico” – lo definisce il regista – tra madre e figlio. Una relazione opprimente che può permettersi di sciogliersi in un pianto liberatorio nel momento dell’incontro con un altro dolore, infinito e inconsolabile, quello della famiglia della vittima, pur restando in un precario equilibrio tra menzogna e verità.

     

    Francesca Bani

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