LOGO
  • ,

    Caffè: sfumature di sapore

    Dopo la presentazione all’ultimo Festival Venezia, Caffè di Cristiano Bortone arriva nelle nostre sale dal 13 ottobre. La prima co-produzione ufficiale di Italia e Cina (coinvolgendo anche il Belgio) racconta storie di insoddisfazione e frustrazione tenute insieme dai mille sapori e odori della bevanda a noi tanto cara.

    3stelle

    C’è un sottile filo che lega le storie e i protagonisti di Caffè tra loro ed è quello che propaga da una caffettiera e si tuffa in una tazzina. Cristiano Bortone, che nel 2007 si fece notare vincendo il David Giovani con Rosso come il cielo, porta in sala un film corale che sfrutta l’espediente narrativo del caffè per raccontare frustrazioni, paure e infelicità del nostro tempo.
    In Italia, Renzo e Gaia lasciano Roma per andare a vivere a Trieste. Qui il ragazzo inizia a lavorare in una ditta che distribuisce caffè, ma quando lei scopre di essere incinta, Renzo si fa coinvolgere da alcuni colleghi in una rapina. In Cina, Fei, un giovane in carriera, sta per sposare la figlia del suo capo e tutto sembra procedere nel migliore nei modi. Il trasferimento nello Yunnan, sua terra natale e patria di produzione del caffè, porta il giovane a vedere sotto un altro punto di vista tutta la sua vita e a prendere decisioni importantissime. Infine in Belgio, Hahmed lavora in un piccolo banco di pegni e fugge da un passato da soldato in Iraq. Durante una violenta manifestazione di protesta, il suo negozio viene assaltato e gli viene rubata un’antica caffettiera che si tramanda di generazione in generazione nella sua famiglia.

    Non è difficile, guardando la pellicola, farsi venire a mente film come Babel: la logica che ne sta alla base è la stessa, quella per cui un evento da una parte del globo provoca una serie di reazioni da un’altra parte. Effetto globalizzazione che in un mondo sempre più imbrigliato da reti sociali virtuali o meno, amplifica la sua portata. Certo, quello di Bortone è un film piccolo, con un budget sicuramente più modesto rispetto alla pellicola di Iñárritu, ma fa indubbiamente piacere vedere che anche il nostro cinema si cimenta in storie di questo genere.
    Assurto a metafora della vita, il caffè qui non è momento di pausa piacevole, non è ricarica delle energie perse durante la giornata. Dietro il Caffè di Bortone si nasconde un sentimento più profondo, quasi filosofico, che prende spunto dall’odore della bevanda e dalle sue mille sfumature di sapore per raccontare l’amarezza e le frustrazioni quotidiane.

    Ogni personaggio scappa da qualcosa e cerca nuova linfa, ognuno ha i suoi problemi e al regista bisogna rendere merito di aver trovato, per ciascuna storia, la chiave giusta per raccontarla, restando ben ancorati all’attualità. Si segue la frustrazione dei giovani italiani in cerca di lavoro, si scava nelle contraddizioni della Cina dove il presente (e il futuro) frenetico cozzano con la tranquilla tradizione del passato, si mostrano le piaghe del razzismo e della violenza in Belgio. Forse troppo materiale per un film piccolo, ma Bortone, costruendo labirinto pieno di curve e vicoli ciechi, riesce a conferire ad ogni storia un suo gusto particolare. E così, proprio come quando beviamo una tazza di caffè, l’impatto amaro iniziale esplode nelle tante sfumature di sapore che si nascondono sotto quella coltre nera fumante.

    Read more »
  • ,

    Weekend al cinema: i film in sala dal 22 settembre

    Eccoci arrivati al penultimo appuntamento di settembre con la nostra rubrica weekend al cinema, che vi svela tutte le pellicole in sala ogni settimana. Da oggi trovate ben 11 nuovi film: vediamo quali sono in ordine di uscita. Si parte con l’arrivo in sala, da mercoledì 21 settembre, di Blair Witch, il sequel di The Blair Witch Project del 1999. Dopo lo sfortunatissimo sequel del 2000, il progetto ritorna in sala grazie al regista Adam Wingard e allo sceneggiatore Simon Barrett, che hanno ripreso gli elementi del primo film ignorando completamente i fatti raccontati nel secondo. Un gruppo di universitari decidono di capire il mistero della sparizione della sorella di uno di loro, Heather. Così si recano nella famosa foresta nei pressi del villaggio di Burkittsville (anticamente conosciuto con il nome di Blair), nel Maryland, ma la notte che gli attende sarà a dir poco terrificante.

    Giovedì 22 settembre, invece, è la volta di Frantz (in foto), di François Ozon. Visto alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film del regista francese è ambientato nel 1919 e racconta la storia di un incontro tra una giovane vedova (la Paula Beer che a Venezia ha vinto il Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice emergente) e il silenzioso Adrien, soldato francese che è sopravvissuto all’orrore delle trincee, vecchia conoscenza del suo defunto marito, Frantz. Il rapporto tra i due diventa sempre più complesso, ma il mondo esterno continua a vivere momenti di forte incertezza.

    Sempre da Venezia arrivano il documentario Spira Mirabilis, di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, che riflette sul senso della permanenza dell’uomo nel mondo che vive, e il film che ha chiuso la scorsa edizione del Festival, I Magnifici 7, di Antoine Fuqua. Sette pistoleri vengono assoldati per proteggere un piccolo villaggio messicano da alcuni banditi: il film è il remake della pellicola omonima del 1960 di John Sturges, a sua volta ispirato a I sette samurai di Akira Kurosawa. Nel cast troviamo Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio e Lee Byung-hun. La regista Sharon Maguire, invece, torna a raccontarci la storia della single più maldestra d’Inghilterra: Bridget Jones’s Baby è il terzo capitolo del franchise inaugurato nel 2001, che vede, questa volta, la sua protagonista alle prese con una notizia inaspettata, la gravidanza. Nel cast ritroviamo Renée Zellweger, Colin Firth e la new entry Patrick Dempsey.
    Ancora commedia con Elvis & Nixon, di Liza Johnson. Elvis Presley (Michael Shannon) vuole diventare agente federale degli Stati Uniti, così chiede udienza alla Casa Bianca, dove incontra il presidente Nixon (Kevin Spacey), che vorrebbe semplicemente snobbare la rock star. Per il genere documentario, segnaliamo La teoria svedese dell’amore, di Erik Gandini: il regista scava a fondo nella società svedese per scoprire le motivazioni che stanno alla base della sua perfetta organizzazione, spesso considerata come un modello da altri popoli.

    Veniamo ai film italiani che dal 22 settembre troverete al cinema. Il primo è la commedia Prima di lunedì, di Massimo Cappelli con Vincenzo Salemme, Fabio Troiano, Andrea Di Maria, Martina Stella e Sandra Milo. Un incidente automobilistico al centro di Torino è la causa dell’incontro tra un boss malavitoso e un attore squattrinato. Per evitare di fargli pagare i danni, il boss propone all’attore di portare a Torre del Greco un misterioso uovo pasquale. Ivano De Matteo dirige Valeria Golino e Margherita Buy in La vita possibile: in fuga da un marito violento, una donna con il figlio trovano rifugio a casa di una vecchia amica di lei. L’incontro con altri personaggi permetteranno alla donna di ricominciare la sua vita. Caffè, invece, è la pellicola drammatica diretta da Cristiano Bortone co-prodotta da Italia, Cina e Belgio. Tre storie che avvengono in tre luoghi diversi mettono i loro protagonisti davanti a scelte e situazioni difficili da affrontare.
    Infine segnaliamo il documentario The Rolling Stones – Havana Moon in Cuba di Paul Dugdale, da venerdì 23 settembre al cinema: il regista ci mostra i retroscena di uno storico concerto che la band ha tenuto a Cuba, dove le loro canzoni erano state proibite per molti anni.

    Read more »
Back to Top