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    X-Men: Apocalisse, Canovaccio mutante

    Terza avventura per James McAvoy, Jennifer Lawrence e Michael Fassbender nei panni dei mutanti della Marvel. Dirige Bryan Singer. X-Men: Apocalisse arriva in sala il 18 maggio.

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    Mutanti contro la fine del mondo, l’ennesima. X-Men: Apocalisse è l’ultima incarnazione di questo assioma ed è anche la terza avventura del nuovo corso cinematografico degli eroi di casa Marvel, dopo i precedenti X-Men: L’inizio e X-Men: Giorni di un futuro passato. Al centro della scena gli ormai soliti James McAvoy, Michael Fassbender, Nicholas Hoult e Jennifer Lawrence, accompagnati per l’occasione da qualche giovane di belle speranze, su tutti Sophie Turner, già interprete della serie tv più vista del mondo, Il Trono di Spade, e Tye Sheridan che sarà il protagonista di Ready: Player One, prossima fatica fantascientifica targata Steven Spielberg. Sul timone si posa invece la mano ferma di Bryan Singer, regista dei Soliti Sospetti, che insieme a Hugh Jackman è il vero trait d’union tra questi X-Men e quelli che fecero il loro esordio al cinema nell’ormai lontano anno 2000.

    L’intreccio di X-Men: Apocalisse ci porta negli anni 80 e vede riaffacciarsi alla vita un mutante antico e potente di nome Apocalisse, interpretato da un lanciatissimo ma poco riconoscibile Oscar Isaac, che converte alla sua causa quattro superuomini e li lancia in un’offensiva contro gli umani. Le sorti del mondo si reggeranno ancora una volta sul Professor X (McAvoy) e sugli allievi vecchi come Hank “La Bestia” McCoy (Hoult) e nuovi ovvero Scott “Ciclope” Summers (Sheridan) e Jean Grey (Turner), ma anche sullo spirito combattivo della mutaforma Mystica (Lawrence) e sui dubbi e sulla coscienza di Magneto (Fassbender), la figura più grigia dell’universo mutante.

    Tra i tormenti di un popolo ai margini, il desiderio di emergere, la sfida eterna tra violenza e idealismo, tra speranza e disperazione, la sceneggiatura del produttore Simon Kinberg, vera eminenza grigia della nuova onda di film con il marchio della X, sembra scritta a occhi chiusi. Con tanto di camei di prestigio, di riferimenti fumettistici – che non sveliamo per evitare spoiler – e di qualche scena di effetto sicuro e già testato, come le evoluzioni del simpatico velocista Quicksilver (interpretato dall’Evan Peters di American Horror Story). In sostanza Kinberg e Singer sembrano sempre più intenti a distillare la formula di un cinecomics inattaccabile. Ecco quindi che il racconto procede con il giusto ritmo, che le sequenze d’azione mescolano dinamismo, divertimento e il giusto pizzico di tensione. Saggia anche la gestione dei personaggi, forse grazie alla natura corale del concetto stesso degli X-Men, che ha evitato gli evidenti squilibri di film come Avengers: Age of Ultron o dell’ultimo Captain America: Civil War. Uno degli elementi di forza resta poi la chimica dei personaggi, anche quella forte di rapporti già assodati (quello tra McAvoy, Fassbender e la Lawrence, i sipari da commedia tra McAvoy e il personaggio interpretato da Rose Byrne, il legame tra Quicksilver e Magneto ecc.).

    Ma l’unico e non banale difetto di X-Men: Apocalisse è quello di avventurarsi su un territorio già mappato, di dimenticarsi di esplorare nel tentativo di perfezionare. La sensazione sgradevole alla fine è quella di trovarsi di fronte un film che segue una formula scolpita nel granito e destinata a ripetersi anche nelle prossime iterazioni. E se il fan è abitudinario e potrebbe trovare confortevole una ripetitività condita dai giusti rimandi, di certo un pubblico più esigente non si accontenterà dell’ennesimo capitolo di un franchise che, nonostante la cura della realizzazione e il talento messo in campo, mostra segni di logoramento.

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    Il cacciatore di giganti

    Il cacciatore di giganti 28marzo

    IL CACCIATORE DI GIGANTI
    (Jack the Giant Killer)
    GENERE: Fantastico, Avventura
    ANNO: 2013
    USCITA: 28/03/2013
    DURATA: 114′
    NAZIONALITA‘: Usa
    REGIA: Bryan Singer
    CAST: Ewan McGregor, Nicholas Hoult, Stanley Tucci, Warwick Davis, Bill Nighy, Ian McShane, Ewen Bremner, Eddie Marsan, Eleanor Tomlinson, John Kassir, Ralph Brown, Ben Daniels, Daniel Lapaine, Lee Boardman, Angus Barnett
    DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
    TRAMA:  Un’antica guerra sopita tra uomini e giganti si risveglia quando un giovane contadino per errore aprirà un passaggio tra i due mondi. Liberi dopo secoli di esilio i violenti giganti reclameranno le terre che un tempo furono tolte loro e il giovane Jack sarà costretto ad affrontarli. Jack combatterà per il suo regno, il suo popolo e per la bella e coraggiosa principessa. Accompagnato da un manipolo di uomini affronterà mille pericoli per salvare l’amata, ostaggio del nemico.

    RECENSIONE: Ammazzasette 2000
    VOTO: 2.5

    TRAILER

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  • Il cacciatore di giganti: Ammazzasette 2000

    Bryan Singer sceglie Il cacciatore di giganti per la sua prima prova in 3D, una libera trasposizione della celebre fiaba ‘Il fagiolo magico’…
    VOTO: 2.5

    Il racconto di Jack and the Giant Slayer sembra risalire addirittura al 1711, ma a differenza di altre storie tradizionali – forse per la difficoltà di rendere credibili giganti e rampicanti – ha avuto decisamente pochi trattamenti cinematografici: Un corto animato nel 1925, il Topolino ammazzasette del 1938 e il lungometraggio L’ammazzagiganti del 1962.
    Di certo quello della Disney è il più noto e quello che più facilmente farà risuonare alcune corde (e alcuni riferimenti, uno in particolare) nel pubblico, ma nessuno è lontanamente apparentabile al film di Singer, per vari motivi.
    Le radici sono antiche, come dicevamo, ma – come allora e nonostante tutto – il problema resta quello della credibilità… Non tanto quella assoluta, che sicuramente si potrà contare sul sostegno degli spettatori più disposti a sospensioni di incredulità e su un’ottima rappresentazione di un mondo fantastico, grazie anche a una maniera di affrontare l’azione su più livelli per la quale Singer non ha certo bisogno di lezioni.
    E’ più la credibilità del progetto che sembra scricchiolare, la sua coerenza. Diviso tra il rischio di spaventare i più piccini e di annoiare gli adolescenti, il film mostra una veste favolistica – prevedibile nella sua classicità – che poggia molto su un CGI volutamente grossolano e rozzo, perfetto per i giganti ma che finisce per dare una impressione di scollamento di fondali ‘dipinti’ da un primo piano, spesso esaurito in un 3D di buona profondità anche se a volte eccessivo.
    Un inizio da fantasy piuttosto furbesco, personaggi al limite della caricatura e gag piuttosto corporali, oltre a una rappresentazione della violenza piuttosto ellittica e ‘pulita’ ne fanno un prodotto più semplice del previsto, che probabilmente divertirà il pubblico più giovane. Certo, considerati i 195 milioni di budget e i risultati attuali del botteghino statunitense, sarà difficile vederne un sequel…

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